Copertina di Massimo Volume Da Qui
sylvian1982

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, amanti della poesia e del rock italiano, ascoltatori curiosi di sperimentazioni sonore
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LA RECENSIONE

Anni fa, un'autorevole rivista del settore ha inserito questo disco fra i cinquanta capolavori assoluti della musica rock nostrana. Non essendo, il sottoscritto, un assiduo frequentatore delle stanze di musica italica, vuoi perchè sono cresciuto col mito dell'esterofilia musicale, d'Albione o d'oltreoceano che sia, vuoi perchè la musica italiana è stata per anni sottomessa e se vogliamo anche un passo indietro rispetto ai suoni prodotti all'ombra del Big Ben e della Statua della Libertà, vuoi per una sorta, perchè no, di mero snobismo, non avevo mai preso in seria considerazione la discografia dell'ensemble bolognese.
Allettato anche dal mid-price di questo prodotto mi catapulto dal mio fornitore di fiducia e provvedo a colmare questa mia parziale lacuna.
È con immensa soddisfazione che, una volta giunto a casa, inserisco il dischetto nel lettore ed inizio l'ascolto:


1° brano - una poesia recitata
2° brano - una poesia recitata
3° brano - una poesia recitata
4° brano - una poesia recitata
5° brano - una poesia recitata
6° brano - una poesia recitata
7° brano - una poesia recitata
8° brano - una poesia recitata
9° brano - una poesia recitata
10° brano - una poesia recitata
11° brano - una poesia recitata

Forse ero un pochino distratto; inizio nuovamente l'ascolto dall'inizio:

1° brano - una poesia recitata
2° brano - una poesia recitata
3° brano - una poesia recitata
4° brano - una poesia recitata
5° brano - una poesia recitata
6° brano - una poesia recitata
7° brano - una poesia recitata
8° brano - una poesia recitata
9° brano - una poesia recitata
10° brano - una poesia recitata
11° brano - una poesia recitata

Emidio Clementi, affermato scrittore, ha firmato le liriche in toto, mentre le musiche (?!?) sono composte da tutto il gruppo con la chitarra di Egle Sommacal a recitare il ruolo principale. Mi ritornano alla mente gli anni settanta, quando Nando Gazzolo recitava poesie su soffici tappeti sonori. Qui, è vero, le chitarre sono più presenti, ma il ruolo è quello di contorno al piatto principale che rimane la voce e il recitato di Emidio Clementi.
Pensavo di aver comprato quarantacinque minuti di musica...
Domani vado in libreria a comprare un libro di poesie, chessò, Ungaretti, Neruda, Quasimodo, Baudelaire, hai visto mai che dentro ci trovi tre quarti d'ora di musica?

Questo cd lo metto all'asta. Base d'asta, 10 centesimi. Come dice ? 5 centesimi ? Aspetti, aspetti, il signore in fondo quanto offre ? 1 centesimo ? Aggiudicato.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album 'Da Qui' dei Massimo Volume, evidenziando il predominio della poesia recitata di Emidio Clementi su una base musicale di chitarre. L'autore confessa il proprio iniziale scetticismo verso la musica italiana e il ritrovamento inaspettato nella proposta del gruppo bolognese, descrivendo l'ascolto come un'esperienza più poetica che musicale. Il tono ironico sottolinea una delusione leggera ma curiosa.

Tracce video

01   Manciuria (L'ultimo John Ford) (04:35)

02   Atto definitivo (04:45)

03   C'è questo stanotte (01:08)

04   Senza un posto dove dormire (03:50)

05   La città morta (04:44)

06   Sotto il cielo (05:05)

07   Sul Viking Express (03:23)

08   Qualcosa sulla vita (05:48)

09   Avvertimento (04:21)

10   Manhattan di notte (05:31)

11   Stagioni (04:29)

Massimo volume

Gruppo bolognese formatosi nel 1991, noto per l'uso del recitato di Emidio “Mimì” Clementi su strutture rock e per l'importanza nella scena indipendente italiana degli anni '90. Dopo una pausa dal 2002, è tornato attivo dal 2008.
22 Recensioni

Altre recensioni

Di  under

 Per me è arte, e quindi anche musica, ciò che mi trasmette qualcosa di emozionante o di altro.

 In 'Da Qui' si raccontano storie, amicizie, viaggi, amori, con un linguaggio, un tono, una voce, una progressione di parole e un'atmosfera che coinvolge e rabbrividisce.


Di  PABLO!

 Ci sono dischi che fermano il tempo, che ti mettono in stand-bye.

 Il recitato, le storie narrate da Clementi non lasciano dubbi: lui è il regista, il demiurgo, l’occhio sul mondo.