Copertina di Massimo Volume Da Qui
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Per appassionati di musica rock d'autore, amanti della musica italiana innovativa, fan di narrazione poetica e testi profondi
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LA RECENSIONE

Una recensione di questo disco già c'è su DeBaser ed ha acceso un lungo dibattito, visto che il resensore si lamentava di aver trovato delle poesie recitate nel disco e non canzoni: ma ognuno ha i suoi gusti e la mia non vuole essere una critica alla vecchia rece ma un tentativo di difesa e rivalutazione di questo album che, a mio parere, è veramente una delle opere meglio riuscite della musica rock d'autore autoctona.

Innanzitutto volevo precisare che per me è arte, e quindi anche musica, ciò che mi trasmette qualcosa di emozionante o di altro: poesie recitate con profondità, possono dare più di testi cantati a squarciagola.

I "Massimo Volume" hanno rappresentato negli anni '90, insieme ad altri gruppi, quali Afterhours, C.S.I., Marlene Kuntz, il nuovo rock italiano, caratterizzandolo e influenzando fortemente la scena musicale nostrana. I nostri sono stati una novità, un'eccezione difficile da "digerire": la loro peculiarità era una narrazione, cruda, diretta, d'impatto, di episodi di vita, composti e recitati con trasporto da Emidio Clementi, già scrittore. Il tutto accompagnato in primo piano da una chitarra avvolgente, elegante, atmosferica, ma anche tagliente, che evoca ricordi…

In "Da Qui" (a mio parere il più bello e maturo del gruppo) si raccontano storie, amicizie, viaggi, amori, con un linguaggio, un tono, una voce, una progressione di parole e un'atmosfera che coinvolge e rabbrividisce.

I Massimo Volume hanno lasciato un segno e, se si parla di rock d'autore, essi rappresentano la sua massima espressione.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia 'Da Qui' come uno dei lavori più riusciti dei Massimo Volume, riconosciuti pionieri del rock d'autore italiano. L'album si caratterizza per poesie recitate con passione ed emozione, accompagnate da chitarre atmosferiche e coinvolgenti. I testi raccontano storie di vita, amicizie e amori con un linguaggio profondo e diretto. L'opera lascia un segno indelebile nella musica italiana e rappresenta la massima espressione del genere.

Tracce video

01   Manciuria (L'ultimo John Ford) (04:35)

02   Atto definitivo (04:45)

03   C'è questo stanotte (01:08)

04   Senza un posto dove dormire (03:50)

05   La città morta (04:44)

06   Sotto il cielo (05:05)

07   Sul Viking Express (03:23)

08   Qualcosa sulla vita (05:48)

09   Avvertimento (04:21)

10   Manhattan di notte (05:31)

11   Stagioni (04:29)

Massimo volume

Gruppo bolognese formatosi nel 1991, noto per l'uso del recitato di Emidio “Mimì” Clementi su strutture rock e per l'importanza nella scena indipendente italiana degli anni '90. Dopo una pausa dal 2002, è tornato attivo dal 2008.
22 Recensioni

Altre recensioni

Di  sylvian1982

 Pensavo di aver comprato quarantacinque minuti di musica...

 Domani vado in libreria a comprare un libro di poesie, chessò, Ungaretti, Neruda, Quasimodo, Baudelaire, hai visto mai che dentro ci trovi tre quarti d’ora di musica?


Di  PABLO!

 Ci sono dischi che fermano il tempo, che ti mettono in stand-bye.

 Il recitato, le storie narrate da Clementi non lasciano dubbi: lui è il regista, il demiurgo, l’occhio sul mondo.