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Matt Elliott
The Mess We Made

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Il suono del dolore malinconico che dà conforto e disperazione al contempo.

E' questo il tema principale dell'arte di Matt Elliott. I tenebrosi effluvi di pianoforte, le voci lontane e aliene di fantasmi che vagano senza pace, i motivi di polverosi carillon che proseguono stanchi sino al termine della loro carica, il coro, ammaliante nella sua ineluttabilità, di marinai ubriachi su di una nave sperduta tra le onde dell'oceano... senza meta...

Le influenze mitteleuropee (la chitarra acustica della conclusiva "Forty Days") sono abbondanti e spesso colorate da arrangiamenti elettronici mai invadenti che puntano sempre all'esaltazione dell'atmosfera "dolcemente opprimente" di cui è imbevuto l'intero disco. Elemento caratterizzante dell'opera sono senz'altro gli inquieti bisbiglii registrati al contrario ("Let Us Break"), i quali, utilizzati con grande efficacia espressiva, si adagiano con estrema grazia sul tappeto sonoro.

Le sensazioni trasmesse dal patetismo di Elliott sono accostabili a quelle che può comunicare la colonna sonora di una consumata pellicola drammatica, vista attraverso i contorni indefiniti del sogno... una storia i cui personaggi perdono ciò che dava significato alla propria esistenza... e nel finale un affastellarsi di inerti e abuliche nubi va a coprire ciò che resta delle loro fiacche e logore vite...

Flebilmente la musica si trascina portando con sè un senso di tristezza e smarrimento, ma quasi familiare e rassicurante. Riesco ad intravedere gli echi di Wyatt (ad esempio la title-track) nell'insicuro approccio alla modulazione delle note... sublime nella sua innocente melodia anche la struttura di "Cotard's Syndrome" e suggestivo l'apice a mio avviso dell'intero album, "The Sinking Ship Song", il cui titolo dice tutto.

Sono gli spettri che tormentano i pensieri dell'artista i protagonisti di questi acquerelli, dipinti sotto il grigiore di un cielo arido e distante.

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Commenti (Nove)

lemuro
lemuro
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Questo fa per me.......grazie.


Giubbo
Giubbo
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insieme ai Coil, la musica più triste del mondo. non mi stuferò mai di lodare questo cantautore-compositore, così diverso da tutto, così inetichettabile. la sua discografia è fatta di 4 perle rare, capolavori dei nostri anni e non solo. è l'intellighenzia che incontra i vicoli marci e puzzolenti dei miserabili, con la sensibilità più dei secondi che dei primi. ho conosciuto Matt Elliott di persona, e lui è serio e silenzioso come la sua musica, "silenziosa" anche nelle esplosioni di rumore. una musica di rispetto per tutti gli ultimi del mondo, e di rabbia verso il potere in senso lato. una delle canzoni del suo ultimo album dice "why not bomb the stock exchange?", che è il sunto della sua filosofia. che musica ragazzi, non sarò mai stufo di piangere ascoltando queste poesie... "I am lonely as a ghost as I sit down to write these notes". ascoltatelo, vi prego, non negatevi una scoperta meravigliosa


Finnegan
Finnegan
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visto dal vivo qualche anno fa, l'ho conosciuto e mi ha fatto una bella dedica sulla splendida locandina di drinking songs. Un persona umilissima e un artista geniale


SUPERVAI1986
SUPERVAI1986
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ma che bella recensione complimenti larrok, hai fatto un lavoro straordinario descrivendo questo grande disco in maniera corretta ed incisiva....BRAVO!


Oo° Terry °oO
Oo° Terry °oO
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Che tiroso ;) Bravo Larrokko, bella rece.


Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Molto bella davvero. Bravo! :)


blechtrommel
blechtrommel
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Magnifica..quasi quasi me la perdevo..Ottima!


biglebowsky
biglebowsky
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Quoto in toto Giubbo, La musica di questo immenso autore soffoca l'anima e ha il potere di trscinarti in un non luogo sospeso, indefinibile.... meraviglioso


Ardalo
Ardalo
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Ottima questa fioi. L'artista non lo conosco ma rimedierò.saudo


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