Copertina di Max Gazzè Contro un'onda del mare
GustavoTanz

• Voto:

Per appassionati di musica italiana, fan dei cantautori e del rock degli anni '90, giovani alla ricerca di album iconici e testi profondi
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LA RECENSIONE

Il 1996 per l'Italia è stato un anno particolare. Da una parte c'era il ritorno dei grandi cantautori, con Fossati che sfornava uno dei suoi lavori migliori, "Macramé", De André che scriveva il suo canto del cigno, "Anime Salve", De Gregori con il buon "Prendere e Lasciare", e Battiato con l'ottimo "L'Imboscata". Da un'altra era nell'aria l'avvento delle nuove band della penisola specializzate in rock e non solo, grazie ad album come (tra i tanti) "Il Vile" dei Marlene Kuntz, "Linea Gotica" del Consorzio Suonatori Indipendenti e "Ust" degli Ustmamò.

E in mezzo chi c'era? Bella domanda.

In mezzo potrebbero essere collocati quei cantanti che hanno avuto modo di dire qualcosa, e di cui qualcuno ancora riesce a dire la sua al giorno d'oggi. C'era Gianluca Grignani, la cui "Fabbrica Di Plastica" può essere tranquillamente considerata il suo capolavoro, prima di iniziare (dal 1999 in poi) un declino dolorosissimo e caratterizzato da canzoni tendenti all'insulso e al becero, c'era Daniele Silvestri, che con il suo "Dado" riesce a fare il botto, sorprendendo ancora di più critica e pubblico; e, ultimo ma non ultimo, c'era Max Gazzé.

All'epoca bassista proprio del sopracitato Silvestri, proprio nel 1996 Max realizza una delle sue opere migliori, il suo esordio "Contro Un'Onda Del Mare".

Un disco che lo si può considerare un manifesto della parte più grezza di Gazzé (aspetto che lo stesso artista riproporrà in parte nell'ultimo album): testi a volte complicati ("Quel che fa paura", "Sul filo"), ma notevoli, e sonorità tendenti ad un rock duro ("Karbogha": "Croce di sangue sullo scudo, mano protesa per forte paura, mantello strappato dalla spada, custode del Santo Sepolcro"), intenso ("Il bagliore dato a questo sole": "Liberi di vivere, liberi di ascoltare le illusioni della mente e dell'anima..."), a volte quasi Soundgardeniano ("Gli anni senza un dio": "Vedi figlio mio, solo poi ti accorgerai che è meglio non capire le miserie strane che ho capito io, chiudi gli occhi, è solo un fulmine, che verrà il tuono e io non ci sarò..."), senza troppa voglia di strafare con il rischio di finire male. Non mancano brani un po' più pacati, come "Sirio è sparita", "Il viaggio di Luna" ("Troverò prima o poi...Terra mia?"), e la divertente "Sono pazzo di te" ("Come farò a guarire dalle tue bugie, se non hai mai capito che sono pazzo di te?"). Di quest'ultima è imperdibile il video, ormai introvabile, dove Max gira con una bambola gonfiabile!

Notevoli anche le quattro tracce denominate "Atmos", quasi delle mini-jam sessions (esclusa la quarta, denominata "Scherzo di un do minore", esperimento per archi elettronici ben riuscito).

Ma non scherza la devastante e grottesca "Terra", scritta a quattro mani con Lucio Morelli ("accendo la tv, sigaretta nella gola, vedo solo culi e sento voci stridenti"), la cui idea verrà ripresa dal nostro per "Nel verde", contenuta nel successivo "La Favola Di Adamo Ed Eva".

Il lavoro verrà apprezzato talmente tanto da essere pubblicizzato nientemeno che da Franco Battiato. Scelta coraggiosa e decisamente perfetta per uno come Max, artista al giorno d'oggi purtroppo non pienamente compreso dalla "parte grossa" della musica odierna, ma sicuramente dotato di tanto, tanto talento.

E quelli come noi se ne sono accorti da un po'.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'esordio di Max Gazzè del 1996, "Contro un'onda del mare", un disco che mescola testi profondi e sonorità rock dure. Il lavoro viene descritto come un manifesto sincero e originale, apprezzato anche da artisti come Franco Battiato. Alcuni brani si distinguono per la loro intensità e sperimentazione, mentre altri mostrano un lato più pacato e divertente. L'album rappresenta un punto alto nella carriera di Gazzè, ancora poco riconosciuto dal grande pubblico.

Tracce

01   Quel che fa paura (04:36)

02   Sul filo (04:41)

03   Gli anni senza un dio (04:14)

04   Il bagliore dato a questo sole (05:02)

05   Karbogha (03:34)

06   Sirio è sparita (02:54)

07   Atmos 1 (00:56)

08   L'eremita (03:24)

09   Atmos 2 (00:18)

10   Terra (04:42)

11   Il viaggio di Luna (03:34)

12   Atmos 3 (Come fosse ieri) (00:41)

13   Sono pazzo di te (03:30)

14   Atmos 4 (Scherzi di un do minore) (02:49)

15   Quel che fa paura (Tutankhamon remix) (05:17)

Max Gazzé

Cantautore e bassista romano (nato nel 1967), Max Gazzé è noto per il pop colto e ironico, con testi spesso co‑scritti dal fratello Francesco. Ha firmato hit come Una musica può fare, Il timido ubriaco, Il solito sesso, Sotto casa e La vita com’è, collaborando spesso con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri.
16 Recensioni

Altre recensioni

Di  Paolos

 "I testi: belli, complicati, filosofici ed alquanto astratti."

 "La grossa mancanza di questo album sta nelle musiche e negli arrangiamenti, tale da rendere la maggioranza dei pezzi veramente poco orecchiabili."