Copertina di Mercury Rev Yerself Is Steam
De-cano

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, amanti della psichedelia sperimentale e chi cerca sonorità fuori dagli schemi
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LA RECENSIONE

Questo disco avrebbe dovuto introdurre in musica un nuovo concetto di psichedelia, mescolando un po' di Flaming Lips, un po' di Soft Boys e un po' di maestri del passato, Red Krayola su tutti.

Una formazione a 6 però non è certo l'approccio migliore, anzi... Nel complesso i risultati tendono allo scoordinamento, raggiunto proprio quando sembrava che il sound si stesse assestando. Troppo caotici a tratti, potrebbero sembrare a primo ascolto una brutta copia dei Flaming Lips.. andando avanti nel disco ti accorgi che forse è proprio quello il loro intento.

La ricerca della forma libera, della struttura astratta, non è altro che un pretesto per avviare il decennio a una sperimentazione fine a sè stessa, rumoristico-mantrale, con un caos imperante che a momenti sfocia nel disturbo sensitivo. Si possono definire riusciti solo alcun pezzi, come "Chasing a bee", delizioso giro acustico ultra-orchestrale, e "Smooth Syringe", per drones chitarristico. Insomma, il raggiungimento di uno stato d'estasi non è diretto, ma forzato e imposto, con atmosfere malate che quasi offendono la purezza di un Neil Young o di un David Thomas.

I Mercury Rev, un prodotto studiato a tavolino e lanciato in un America che nel '91 era già stanca del grunge, del metal, del punk, e stava vedendo la luce soltanto con un favoloso periodo hip-hop. "Yerself is Steam" viene definito da molti un capolavoro degli anni '90. Piero gli dà 9, molti ne parlano bene.. Il mio parere è che sono lo specchio opaco di un bad-trip radiofonico, con discrete qualità strettamente riconducibili all'individualismo.

Fortunatamente l'allegro sestetto troverà un posto nelle classifiche americane con il postumo "Deserter's song", che segna il ritorno alla canzonetta e all'orecchiabilità, meno pretenzioso, aulico e barocco, pop e jazz da dopolavoro.

Caos non primordiale, ma immaturo e sfarzoso.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album Yerself Is Steam dei Mercury Rev, definendolo un tentativo di rinnovare la psichedelia con un sound caotico e immaturo. Pur riconoscendo alcune tracce riuscite, l'album è criticato per la sua struttura scoordinata e le atmosfere disturbanti. Viene inoltre messo in evidenza come il disco rispecchi un momento di stanchezza creativa nel panorama musicale americano degli anni '90. I Mercury Rev troveranno poi maggior successo con lavori successivi più accessibili.

Tracce testi video

02   Syringe Mouth (04:04)

03   Coney Island Cyclone (02:37)

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04   Blue and Black (06:00)

05   Sweet Oddysee of a Cancer Cell t' th' Center of Yer Heart (07:41)

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07   Continuous Trucks and Thunder Under a Mother's Smile (00:43)

08   Very Sleepy Rivers (12:15)

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Mercury Rev

Mercury Rev è una band statunitense nata a Buffalo (NY) alla fine degli anni ’80, guidata da Jonathan Donahue e Sean “Grasshopper” Mackowiak. Dagli esordi rumoristi e psichedelici (Yerself Is Steam, Boces) ha virato verso un pop orchestrale e sognante con Deserter’s Songs (1998) e All Is Dream (2001), collaborando a lungo con il produttore Dave Fridmann, per poi esplorare innesti elettronici.
15 Recensioni

Altre recensioni

Di  Mr. Wolf

 Uno dei dischi più belli del rock psichedelico: 'Yerself Is Steam', un album intenso, allucinato, selvaggio.

 'Very Sleepy Rivers', con la sua melodia indiana e il cantato isterico, trascina la mente verso l’oblio.