Beavis e Butt-head. Penso che se non conosci questi due personaggi o semplicemente sei troppo giovane o stai mentendo. Nati su MTV dalla mente di Mike Judge, noto anche come ideatore di "Silicon Valley" ed occasionalmente attore (ha recitato in "Spy Kids 2" di Rodriguez), Beavis e Butt-head sono protagonisti di situazioni molto comuni, in cui rappresentano il prototipo dell'adolescente che trova svago compiendo qualsiasi cosa venga ritenuta proibita dagli adulti, ma in cui ogni ragazzo della loro età trova trasgressione nel compiere queste azioni, da fumare al bere alcoolici fino a fare sesso. Perfino i dialoghi tra i due sono certe volte talmente sconnessi, e che non portano quasi mai a nulla, da fare aumentare l'atmosfera bizzarra e assurda che si respira dentro il cartone. Quanti di noi si sono sentiti ribelli alla loro età a pensare le stesse cose che i due ragazzi ogni giorno sognano di avere?

Nel 1996 uscì la loro prima e unica pellicola sullo schermo, dal titolo "Beavis e Butt-head alla conquista dell'America". Inutile dire che fece un bell'incasso, soprattutto complice il fatto che la serie ha vissuto in quegli anni il suo momento top di mediazione ai massimi livelli. La trama parte dai due ragazzi che, un giorno si accorgono (chissa come) che qualcuno ha derubato la loro TV. Da qui partirà una serie di eventi esilaranti, in cui per un malinteso vengono scambiati per due pericolosi scagnozzi da un criminale, che li manderà in missione a Las Vegas a scorticare l'affascinante moglie, in cambio verrà promesso a loro un malloppo di soldi per potersi ricomprare la loro tv.

Mettiamolo subito in chiaro: il film è fortissimo. Certo per chi non conosce i personaggi sarà più difficile approciare subito nella loro dimensione, ma è anche vero il fatto che non siamo davanti ad una operazione che snatura il senso della serie animata. Resta il linguaggio scorretto, e talmente tante battute ambigue che è impossibile contarle. Beavis e Butt-head subito ci vengono presentati come due ragazzini letteralmente idioti, ma che nel loro non provare alcun tipo di rimorso commettendo cattive azioni ci si finisce per affezionarsi. Basti pensare all'amore nei confronti della loro televisione, che per loro è una sorta di microcosmo in cui possono sentirsi accettati da qualcosa, e qui splendida e crudele la critica su una generazione di adolescenti svuotati di valori, per certi versi inquietante come premonizione dell'avvento di Internet nel secolo all'avvenire. Niente moralismi, un crudo spaccato seppur "alleggerito" dal turpiloquio bizzarro dei due ragazzi. In seguito il film prende un'altra piega, ovvero quella del noir e del poliziesco, tra criminali, poliziotti e il commando militare americano. Oltre al noir troviamo sequenze davvero surreali alla Terry Gilliam, alludendo al trip da Peyote nel deserto, in cui tutto si trasforma in un allucinante videoclip musicale, tra mostri agli strumenti musicali e orgie di demoni in sottofondo. Le ambientazioni tra deserti, praterie e autostrade sembrano in qualche modo fare il filo a un road movie alla fratelli Coen (non a caso il bellissimo "Fargo" sarebbe uscito lo stesso anno), in cui i personaggi conditi di ironia faranno di tutto per arrivare al loro obbiettivo, ovvero "scorticare" la moglie del criminale come d'accordo, ed è splendido come i due ragazzi confondano il termine "uccidere" con "scopare", non essendo consapevoli della gravità della situazione dietro, quando viene coinvolto un chip contenente una pericolosa arma biologica, che li renderà senza che loro ne siano al corrente i due criminali ricercati più pericolosi d'America, forse del mondo. Il loro obbiettivo è trovare la moglie per avverare il sogno della "prima scorticata della loro vita", non gliene importa di nient'altro, fino alla fine metteranno a rischio la propria vita per questa occasione.

Inutile aggiungere che Beavis e Butt-head ovunque mettano le mani facciano danni, e le sequenze spassose abbondano, come quella della diga, o l'entrata in scena di Cornohlio, l'alter ego nonché doppia personalità di Beavis appena ingerisce farmaci ipereccitanti, a causa della sua iperattività. I personaggi aggiungono questa caratteristica di divertimento al film, e tutto all'ordine dell'assurdo: abbiamo il professore hippie pacifista che in classe canta l'esilarante "Gabbianella lesbica" come fosse un brano di Bob Dylan, il vicino di casa che è la rappresentazione dell'ex marines fiero di sentirsi americano, eppure quando ci sono di mezzo i ragazzini finisce sempre a pagare a causa loro. Abbiamo l'agente di polizia addetta ai controlli rettali su tutte le persone indagate che senza dire una parola lo leggi dal volto la sua fame di sadismo nel suo lavoro. Infine abbiamo i due criminali, lui doppiato in originale da Bruce Willis, lei da Demi Moore, curiosamente all'epoca già compagni nella vita reale. Meraviglioso poi il personaggio della signora anziana, che porterà a divertentissimi scambi di battute ambigue non volute con Beavis, che come al solito non capisce una sega e fa di testa sua. Splendido il fatto che i rapporti tra i personaggi nascono in un contesto che non risulta nemmeno troppo sopra le righe nell'assurdità delle situazioni, il che li rende molto più realistici di quanto sia il film in sé.

Il film è accompagnato da un'ottima colonna sonora, dai titoli di testa parodia di "Starsky & Hutch", alla sequenza di Las Vegas con sotto "Love Rollercoaster" dei Red Hot Chili Peppers, passando per i Rancid, Ozzy Osbourne, AC/DC e Rob Zombie. Esattamente il tipo di musica che ci aspettiamo esca dalla tv di Beavis e Butt-head. Degni di nota i doppiatori italiani dei due protagonisti, se nella serie si trattava di Faso ed Elio delle Storie Tese (nei primi episodi televisivi addirittura da Luigi Rosa e Paolo Rossi) qui invece le voci vengono affidate rispettivamente ad Alessio Cigliano e Neri Marcoré, che io complessivamente ho apprezzato molto, e si nota la differenza quando si ha a che fare con doppiatori professionisti (Cigliano soprattuto noto per la serie animata di Kenshiro, dove doppia proprio Ken).

In conclusione "Beavis e Butt-head alla conquista dell'America" è un piccolo cult animato degli anni Novanta, non un capolavoro ma manco gli frega e ci frega che lo debba essere. I personaggi funzionano, i due protagonisti strappano un sacco di risate, e una montagna di sequenze geniali dopo l'altra. Uno di quei film che purtroppo negli ultimi anni è andato un po' a scomparire; in giro la copia fisica è praticamente difficile da trovare, sperando che qualcuno possa ridistribuirla sul mercato e ridarle il valore che si merita.

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