Copertina di Modena City Ramblers Onda Libera
Just_emi94

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Per appassionati di musica folk, fan storici dei modena city ramblers, lettori interessati alla musica italiana e critica musicale, persone attente ai messaggi politici nelle canzoni
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LA RECENSIONE

E' come se i Modena fossero passati al lato borghese della sinistra, come i miei professori.

Si, proprio quello che ora è impantanato e che ha sempre la puzza sotto il naso.

Ma signori, così non va bene! 

Insomma, nel corso degli anni questo simpatico gruppo si è evoluto, ha cambiato cantante, ha cambiato genere musicale e forse persino ha cambiato messaggio.

Eh si, perchè ora secondo me non ci troviamo più davanti a un gruppo "Combat Folk" di comunisti incazzati. Ora ci troviamo ad ascoltare un gruppo vecchio, che suona musica più evoluta (nonostante l'impronta Folk sia ancora predominante), che dice cose diverse. 

Se mai i Modena City Ramblers hanno cercato di cambiare qualcosa o in ogni caso di far valere le proprie idee con la musica, ora hanno smesso di fare pure questo. E io sono deluso.

"Onda Libera" è un disco piacevole, per carità, ma che non riesce a dirmi nulla. Tutte le canzoni, eccetto forse la title-track, che ricorda i vecchi MCR, sono lente e senza senso. Certo, chiunque è in grado di capire che il gruppo protesta contro le morti bianche ("Ballata della dama bianca"), i pregiudizi nei confronti dei ROM ("Figli del vento") e la situazione pessima della sinistra italiana ("Il naufragio del Lusitania"), ma non è questo linguaggio così pieno di metafore e così pacato che uno si aspetta. Sono bravi tutti a lamentarsi.

Comunque, a parte le idee politiche, le musiche sanno veramente di vecchio e stantio, un pò come la muffa.

Ormai hanno fatto il loro, è ora di ritirarsi.

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Riassunto del Bot

La recensione esprime delusione per l'evoluzione dei Modena City Ramblers che, con 'Onda Libera', abbandonano il loro spirito combattivo per un approccio più borghese e pacato. Pur riconoscendo alcune tematiche sociali importanti, il disco appare lento e privo di impatto. La musica è definita datata e poco ispirata, segnando un punto di svolta poco apprezzato dal recensore.

Tracce

01   Onda libera (03:45)

02   Libera terra (03:02)

03   Valzer chiuso in soffitta (03:50)

04   Il naufragio del Lusitalia (03:19)

05   Figli del vento (03:30)

06   Il mulino e il tuo giardino (03:48)

07   Di corsa (03:22)

08   Prigioniero di chi? (05:38)

09   C'è tanto ancora (03:11)

10   Libera mente (03:50)

11   Ballata della dama bianca (05:02)

12   L'uomo nell'alto castello (06:04)

Modena City Ramblers

Gruppo folk italiano di Modena, attivo dai primi anni '90, noto per mescolare influenze irlandesi con testi politicamente impegnati e per l'intensità dei live; album di riferimento includono 'Riportando tutto a casa' e 'La grande famiglia'.
18 Recensioni

Altre recensioni

Di  necroclerico

 Altro che combat folk e resistenza, qui da combattere c’è solo l’impulso a passare al più trucido “Califfo” per resistere.

 Il fondo penso si tocchi decisamente con “C’è ancora tanto”: la dimostrazione di come si possa confezionare uno strumento di tortura sonoro.