Copertina di Mudhoney March To Fuzz
Workhorse

• Voto:

Per appassionati di grunge e rock alternativo, collezionisti di musica, amanti delle compilation di qualità e curiosi della scena musicale anni '90
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Io voglio bene ai Mudhoney, impossibile non volergliene.

Nati dalle ceneri dei Green River, tra i padri fondatori del grunge, qualsiasi cosa esso sia; maestri di un rock che sa di fango, fuzz, scantinato, miele, malattia, pezzi di torta e film di tettone anni ’60. Dal 1988 ad oggi sono sempre e ancora in giro a suonare come piace a loro, con un successo commerciale molto al di sotto di ciò che meriterebbero. Dopo averci dato importanti lezioni di coerenza musicale, di copertine fuori moda, di titoli assurdi e di abusi di fuzz, i Mudhoney mostrano anche come dovrebbe essere fatta una raccolta come si deve. In verità io tendo ad evitare le compilation. Non perché siano operazioni commerciali in sé: dovranno pur mangiare questi poverelli. Il fatto è che i greatest hits sono solitamente di un'inutilità sconvolgente. Quindici canzoni tra le più famose di un gruppo, ignorando solitamente gli episodi meritevoli ma meno orecchiabili, più qualche inedito scartato dagli album precedenti, di solito per motivi ben giustificati. Oppure bombardamenti di compilation una dietro l’altra o, peggio ancora, un greatest hits per un gruppo che ha fatto si è no tre album.

I Mudhoney invece sono sì dei lercioni, e noi li amiamo anche per questo, ma anche dei bravi ragazzi,e a loro piace fare le cose per bene. "March to Fuzz", il cui titolo è un programma, esce nel 2000 sotto Sub Pop. Si tratta di un doppio album, eccellente compendio della carriera del gruppo di Mark Arm. Il primo disco è il best of vero e proprio: equilibrata selezione di canzoni dagli album fino ad allora usciti, senza dimenticare ovviamente i loro inizi riassunti in quel favoloso "Superfuzz Bigmuff plus Early Singles", insuperato capolavoro di marcescenza rock. Certo, dirà qualcuno, le canzoni dei Mielfango non brillano certo per eterogeneità, né i loro singoli di punta sono tanto più morbidi delle loro canzoni più putride: "Touch Me I’m Sick" e la cover di "Hate the Police" dei Dicks non sono forse tra le loro canzoni più famose? Proprio per questo una buona selezione di ventidue tracce non è facile. La vera perla arriva però con il secondo disco, e questo sì che giustifica l’acquisto di "March to Fuzz": il disco di rarità. Inediti e b-sides che non sfigurerebbero in nessun album ufficiale e una gustosa raccolta di cover di Motörhead, Elvis Costello, Sucide, Black Flag e del peggio del punk anni ’80, come Angry Samoans e The Adolescents. Le cose fatte come si deve allora: nessun calo di qualità pietoso, nessun abuso di cover, nessuna inutilità. Per questo non vale la pena citare una canzone piuttosto che un'altra, qui c'è solo un assaggio di fango e miele.

Va bene, è pur sempre una compilation, quindi d’utilità ed importanza relativa. "March to Fuzz" è pur sempre un ottimo riassunto della carriera dei Mudhoney nell’epoca 1988-2000, davvero utile se non si ha voglia di ascoltare tutti i loro album o se si vuole centellinare gli ascolti poco a poco: si tratta pur sempre di cinquantadue (52) tracce ed ascoltare tutte di fila risulterebbe leggermente confusionario. Però è anche questo il motivo per cui sono personalmente affezionato a questo disco: ascoltarlo a piccoli pezzi poco per volta mi ha accompagnato per molto tempo prima che mi decidessi ad ascoltare finalmente ogni album per esteso. Unica vera pecca della raccolta l’assenza di "When in Rome", "Magnolia Cabhoose Babyshit" e dell'"Halloween" dei Sonic Youth, ma non si può avere tutto nella vita.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra March To Fuzz dei Mudhoney come una raccolta ben curata ed essenziale, capace di riassumere con coerenza e qualità la carriera della band. Il doppio album, uscito nel 2000, non è solo un best of ma contiene anche rarità e cover di grandi nomi punk e rock. L'autore apprezza la selezione equilibrata e la coerenza del gruppo, sottolineando come questa compilation sia un ottimo punto di partenza per chi vuole avvicinarsi alla loro musica. L'unica pecca segnalata riguarda alcune assenze in scaletta.

Tracce testi video

01   In 'n' Out of Grace (05:30)

Leggi il testo

04   Sweet Young Thing Ain't Sweet No More (03:44)

Leggi il testo

05   Who You Driving Now? (02:21)

06   You Got It (02:48)

07   Judgement, Rage, Retribution, and Thyme (02:33)

09   A Thousand Forms of Mind (04:42)

10   Generation Genocide (01:14)

12   Here Comes Sickness (03:40)

Leggi il testo

14   Touch Me I'm Sick (02:30)

Leggi il testo

18   Into Your Shtik (03:45)

19   Beneath the Valley of the Underdog (05:15)

20   When Tomorrow Hits (02:40)

Leggi il testo

21   Make It Now Again (04:35)

Leggi il testo

Mudhoney

Mudhoney is an American rock band from Seattle, formed in 1988. The group is widely associated with the Seattle scene and is often cited among the key early bands linked to grunge, with a sound rooted in garage rock and punk and characterized by heavy fuzz/distortion.
18 Recensioni