Copertina di Mudvayne The End Of All Things To Come
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Per appassionati di metal alternativo, fan di mudvayne, ascoltatori di rock potente e chi cerca musica tecnica e intensa
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LA RECENSIONE

Con "The End Of All Things To Come", loro secondo album, i Mudvayne riescono a far il salto di qualità che ci si attendeva dopo l'ottimo primo disco "LD50" scalzandosi poi l'ingombrante etichetta di gruppo che tenta di imitare gli Slipknot. Bè di somiglianze non ne trovo tante, anzi per niente...forse l'unica cosa che hanno in comune i 2 gruppi è la straordinaria e potente voce dei relativi singer.

Il disco si apre con "Silenced" dove già esplode tutta la rabbia dei Mudvayne (ed è solo l'inizio) come già successo con "Dig" nel precedente album e già si capisce quale sarà il sound dell'intero cd. "Trapped In The Wake Of A Dream" colpisce per la ottima ritmica della batteria ed è veramente un'ottima canzone, grazie anche al potentissimo e continuato urlo di Chud (I HOPE I NEVER WAKE UP! mi fa impazzire); "Not Falling" è il primo singolo dell'album, ottima song anche questa soprattutto nel finale, poi si passa a "(Per)version of a Truth" si nota anke la voce pulita del cantante che esplode nel finale, "Mercy, Severity" stupenda anche questa. Dopo tutto questa potenza e rabbia non-stop ci si imbatte in "World So Cold", per me è la canzone più bella di tutto il disco, testo bellissimo e musicalmente non ho parole per descriverla: inizia solo con chitarre (tralaltro con un sound che fa venire la pelle d'oca), poi parte il ritornello forte ma non troppo e continua con un intermezzo rap, si calma e diventa sognante e poi riesplode col ritornello. Dopo questo capolavoro o quasi c'è "The Patient Mental" (carina) "Skyring" (versi piacevoli, chorus aggressivo però forse un pò noioso se ripetuto più volte) "Solve Et Coagula" (canzone potente ma niente di pù, in stile Mudvayne) e "Shadow Of A Man", veramente ottima. Poi dopo una track-break di qualche secondo si passa alla parte finale di questo cd: la title-track, dove il gruppo pensa piucchealtro a pestare per arrivare infine a "Key To Nothing" (buon riff), che conclude l'album.

Insomma, un ottimo cd di un gruppo che si è saputo migliorare dopo il precedente album (ke x me è un grande album cmq), estendendo la propria musica non solo su un sound potente e micidiale, fatto di grandi riff e cambi di tempo incredibili, ma anche sognante e, perchennò, più orecchiabile.

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Riassunto del Bot

Il secondo album di Mudvayne, 'The End Of All Things To Come', segna un importante salto qualitativo rispetto al debutto 'LD50'. Caratterizzato da riff potenti, cambi di tempo e una voce intensa, il disco spazia tra momenti rabbiosi e atmosfere sognanti. Brani come 'World So Cold' emergono come punti altissimi, dimostrando maturità e versatilità del gruppo. Un album forte, vario e coinvolgente che consolida la loro identità musicale.

Tracce testi video

02   Trapped in the Wake of a Dream (04:43)

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04   (Per)Version of a Truth (04:41)

07   The Patient Mental (04:38)

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09   Solve Et Coagula (02:49)

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11   12:97:24:99 (00:11)

12   The End of All Things to Come (03:00)

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13   A Key to Nothing (05:06)

Mudvayne

Mudvayne sono una band metal statunitense formata a Peoria (Illinois) nel 1996. Conosciuti per l’energia di L.D.50 (2000), la maturazione di The End of All Things to Come (2002) e l’equilibrio tra violenza e melodia di Lost and Found (2005), hanno firmato singoli come Dig, Not Falling e Happy?.
10 Recensioni

Altre recensioni

Di  coppino

 "L'album è favoloso, leggendario, mitico e diabolicamente fatato."

 "I Mudvayne sanno andare ben oltre le noiosissime melodie che si ascoltano ai giorni d'oggi, trovando violenza e malvagità con la spietatezza del loro sound."