LA RECENSIONE

"Sing Along To Songs You Don't Know" è l'inizio di una nuova carriera per gli islandesi Mùm. Una nuova filosofia per questo affascinante collettivo, partito in piena elettronica e giunto ora a farci ascoltare musica folktronica a braccetto con indie-pop, cori e sintonie orchestrali.

Secondo diverse interviste sembra che l'album sia stato scritto come se fosse una risposta alla crisi economica che ha sconvolto la pace islandese. Ma attenzione, non è una ribellione, bensì una sorta di riflessione su ciò che di positivo si può trarre dall'ansia che la nostra società crea.

Torniamo a parlare di musica vera e propria. Dicevamo che i Nostri hanno cambiato stile, ma non fraintendete, i suoni glitch e gli scricchiolii vari ci sono ancora, ma in forma molto più intima, più timida. È invece nuovo l'utilizzo di una miriade di strumenti acustici tra cui pianoforte, marimba, ukulele, archi. Strumenti portati dagli artisti chiamati a tessere il percorso dell'album.

Continui cambi stilistici nell'album in questione, infatti si spazia da dolci ballate country-folk-minimaliste come l'iniziale "If I Were A Fish" alla giocosa e bambinesca "Sing Along"; si incombe anche in veloci brani folk pop come "Prophecies & Reversed Memories"( molto Belle and Sebastian), o anche in esibizioni quasi da songwriter come "A River Don't Stop To Breathe". Sempre suoni giocosi in "The Smell Of Today Is Sweet Like B Eastmilk", ancorati a distese di moog e violino; molto simile in quanto a composizione è "Hullaballabal£", come anche "kay-rai-ku-ku-ko-kex"(quest'ultima molto Stereolab). C'è lo spazio pure per melodie simili a quelle degli ultimi Sigur Ròs, basti ascoltare "Show Me". Il pensiero spesso ricorre anche ai Sufjan Stevens ("Blow Your Nose"). Inventati anche brani acustici ambient-pop, come avviene in "Last Shapes Of Never" o nella modern-classical "Ladies Of The New Century"; ancora coralità nella finale "Illuminated", che ricorda un po' i Grizzly Bear.

I Mùm con "Sing Along To Songs You Don't Know" mostrano di non essere mai a corto di idée. Idee che non fanno altro che dare una nuova immagine alla band. Ci saranno senz'altro i sostenitori di lunga data che non apprezzeranno, ma ci saranno anche i nuovi seguaci. Come me.

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Riassunto del Bot

L'album 'Sing Along To Songs You Don’t Know' segna un nuovo capitolo per il collettivo islandese Múm, che abbandona l'elettronica pura per abbracciare folktronica e indie-pop. L'opera è una riflessione pacata sulla crisi economica, espressa attraverso sonorità intime e strumentazioni acustiche. Stilisticamente variegato, l'album spazia da ballate folk minimaliste a brani giocosi e orchestrali, dimostrando una continua capacità di innovazione.

múm

múm è un collettivo islandese di elettronica sperimentale formato a Reykjavík nel 1997 da Örvar Þóreyjarson Smárason e Gunnar Örn Tynes; tra i primi membri figuravano le gemelle Gyða e Kristín Anna Valtýsdóttir. Con album come “Yesterday Was Dramatic – Today Is OK” e “Finally We Are No One” hanno definito un suono tra glitch, folktronica e melodie sussurrate.
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