Copertina di Muse Live @ Piazzale Michelangelo, Firenze 30.05.07
ilariola

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Per fan dei muse, amanti della musica rock dal vivo, appassionati di concerti e spettacoli con scenografie digitali
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LA RECENSIONE

I Muse Tornano in Italia, reduci da un tour mondiale e milioni di copie vendute dell'ultimo album "Black holes and revelations"; due concerti all'aperto in grande stile, incorniciati da scenari suggestivi: il piazzale Michelangelo di Firenze e l'arena di Verona per la data di luglio.

Introduzione roboante ed epica per i Muse, grazie a Knights of Cydonia, dove anche le animazioni digitali proiettate sul palco inneggiano a "combattere per i nostri diritti" e a "lottare per sopravvivere". Scene da far west interstellare si alternano ad ambigui dialoghi e a dichiarazioni d'amore distorte, come in Supermassive black hole, la hit dello scorso inverno; sulla splendida Starlight vorticano chitarre ed effetti sonori non sempre e non del tutto "live". È risultato evidente a molti degli spettatori, infatti, che gran parte dei brani fossero integrati da basi registrate e sincronizzate perfettamente col suono vocale e strumentale. Una tecnica molto utilizzata che permette anche ai più inesperti di non sfigurare dal punto di vista della resa e della potenza del suono; non si capisce come mai in questo caso una band come i Muse ne abbia abusato, pur avendo una notevole esperienza dal vivo.

La voce di Bellamy, sempre impeccabile, ci ha regalato ballate strappacuore come la struggente Plugin baby e la dolcissima Feeling good, in cui i petali di rose rosse hanno volato intorno al pianoforte per ricordare ai più affezionati il videoclip di questa splendida cover. Hysteria: un vero e proprio inno alla potenza delle chitarre stile Muse, inno al suono distorto, urlante, stridente, barocco; Time is running out, uno dei brani-simbolo del loro successo mondiale, diventa una celebrazione collettiva, come anche Invincibile, l'ultimo singolo uscito. Qualcuno si è accorto che mancava poco al termine del concerto perché sono comparsi i palloni bianchi, che hanno rimbalzato per un po' sul pubblico. Purtroppo, in questo breve concerto (neanche un'ora e 20 minuti) sono mancati alcuni brani storici, che avrebbero fatto la gioia di molti fan: Bliss, Unintended, Muscle museum.

Da segnalare alcuni "screensaver" (le animazioni proiettate sugli schermi del palco) molto ben elaborati: l'ape che ronza di fiore in fiore su Feeling good, con atmosfere rilassanti e bucoliche di cieli azzurri e alberi mossi dal vento; i robot che marciano al ritmo di Supermassive black hole, poi ancora rielaborazioni del videogioco anni '80 Space Invaders, i testi effetto karaoke di Knights of Cydonia e Map Of The Problematique, i vortici luminosi di Newborn.

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Riassunto del Bot

I Muse tornano in Italia con un concerto al Piazzale Michelangelo di Firenze, accompagnato da scenografie spettacolari e animazioni digitali. La performance è potente, con Bellamy al massimo, ma si nota un uso eccessivo di basi preregistrate che attenua l'impatto live. La scaletta, pur intensa, manca di alcuni brani storici amatissimi dai fan. Un'esperienza coinvolgente ma con qualche limite tecnico.

Muse

I Muse sono un trio britannico fondato nel 1994 a Teignmouth, noto per un approccio eclettico: dal rock alternativo all’elettronica, sinfonie barocche e derive pop mainstream. Celebri per live spettacolari, contaminazioni e testi distopici e paranoici.
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