Copertina di My Vitriol Finelines
giov

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan del grunge e indie rock, collezionisti di album di debutto anni 2000, giovani amanti della musica emergente.
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LA RECENSIONE

Un pomeriggio piovoso del 1999 ero in casa a guardare la tv e Red Ronnie stava presentando su tmc2 un gruppo rock emergente, con un frontman dai capelli lunghi neri, carnagione scura, eyeliner a go go e lineamenti marcatamente indiani. My Vitriol...
"Che nome del cavolo", spensi la tv senza neanche pensarci due volte e tornai ad affogarmi di noia dentro altre stanze.
Grande errore.

Finelines è un album bellissimo, se poi si pensa che è il disco di debutto di una band letteralmente uscita dal nulla, tutto è ancora più magico ed interessante.
16 tracce.
Bisogno di premere Skip sul lettore: zero.

La voce del cantante è pulita e stupendamente melodica, ma anche disperatamente arrabbiata e persa dentro riverberi di suoni onirici e profondi. Il sound è tipicamente americano, siamo dalle parti del grunge, con l'aggiunta di sonorità labirintiche e loop psichedelici non indifferenti, effetti di delay uniti alla potenza di qualche riff tagliente (suppongo che dal vivo abbiano un vivaio di pedali a disposizione).
In altre parole non c'è niente in comune con le nuove sonorità crude e asciutte dei vari Strokes e White Stripes; piuttosto si può dire che i My Vitriol sono la giusta combinazione tra nirvana (a cui devono molto), Verve e un nonsochì di seventies-progressive (i Nice?? Mah, non so…).
Gli appassionati di indie rock non possono mancare all’appuntamento con quest'opera. Canzoni totalmente arpeggiate e pulite ("Taprobane"), altre sporche, solo riff e ottave in veloci sequenze, rotte da urla raschianti alternate ad un cantato sempre perfettamente in tune e ad una melodia di base sempre molto ruffiana ("Losing Touch", "Pieces", "Always Your Way").

Il singolo che avrebbe dovuto lanciarli in Europa è "Grounded" al cui video (bello quanto assurdo e malato) ha partecipato un tipo che dell'alternatività ha fatto un must di vita, Vincent Gallo.

Se non volete comperare questa perla perché siete ancora diffidenti, scaricate uno dei brani che ho citato o chiedete consiglio a chi ha già questo disco a casa, e se vi dice che non vale la pena… non credetegli!

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Riassunto del Bot

Finelines, l'album di debutto dei My Vitriol, combina grunge americano con loop psichedelici e melodie potenti. Il cantante alterna voce pulita a urla disperate, creando un sound unico. Il disco è un capolavoro senza tracce da saltare, con singoli come "Grounded" che segnalano una band emergente di rilievo. Consigliato agli appassionati di indie rock e sonorità degli anni 2000.

Tracce testi video

02   Always: Your Way (03:50)

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03   The Gentle Art of Choking (03:30)

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04   Kohlstream (00:26)

07   C.O.R. (Critic Orientated Rock) (00:39)

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09   Ode to the Red Queen (04:03)

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15   Falling Off the Floor (03:21)

16   Under the Wheels (03:02)

My Vitriol

My Vitriol è una band rock inglese formatasi alla fine degli anni '90. Il loro album di debutto Finelines è stato celebrato dalla critica per voce melodica e sonorità vicine al grunge e all'indie rock.
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