Copertina di Napalm Death Punishment In Capitals
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Per amanti del metal estremo, fan del grindcore, appassionati di musica live e concerti energici
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LA RECENSIONE

Giocano in casa i Napalm Death in questo concerto; è infatti registrato nell'Aprile del 2002 a Londra. E sono ancora in cinque a pestar giù duro sugli strumenti, visto la presenza del compianto chitarrista Jesse Pintado e dei sui dissonanti assoli.

Ventotto terremotanti brani per poco più di un'ora: i padrini del Grindcore dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, di non aver rivali quando spingono sull'acceleratore come nella maggior parte delle canzoni che vanno a comporre questo live mostruoso a livello di intensità.

E' il basso tritatutto di Shane a dare il via alle ostilità: seguito subito dopo dalla batteria iper-velocizzata di Danny, dal growl abissale di Mark, dal lavoro imponente delle due chitarre del binomio Jesse - Mitch. "Lucid Fairytale" e "Take The Prison" hanno il compito di introdurci nel loro mondo: un muro sonoro spropositato, violentissimo che ti sega da subito in due.

Nemmeno il momento di respirare ed arriva "Suffer The Children" suonata con una veemenza ed una velocità ancora maggiore rispetto alla versione registrata in studio; tutto è finalizzato per far male, per triturare i timpani del pubblico. Con una qualità del suono nemmeno troppo curata: a loro non importa di tecnicismi e pulizia. Hanno ben altro in mente, riuscendoci in pieno.

Finalmente un attimo di breve tregua con la "commerciale (da prendere comunque con le dovute cautele) "Breed To Breathe"; ma è solo un'illusione perchè subito dopo si torna a livelli di ferocia con poche eguali in ambito estremo. Un trittico micidiale: "Scum", "Life", "The Kill" tratte dai loro primo disco composto sul finire degli anni ottanta. Una colata lavica dalle movenze pachidermiche da tanto possente e distruttrice.

Non può mancare "You Suffer"che dura esattamente DUE SECONDI (il tempo necessario a Barney per urlare "You Suffer - But Why?", mentre gli strumenti vengono violentati in egual maniera). Inutile spendere altre parole su questo brutale "ricamo".

Siamo alla fine con la cover dei Dead Kennedys "Nazi Punks Fuck Off" che mette i brividi anche soltanto per gli urli psicotici di Mitch che fanno da controcanto al growl di Mark. Una dimostrazione di forza, di coesione, di integrità che continua da più di trent'anni.

Questi sono i Napalm Death. Non ci sono vie di mezzo: prendere o passare oltre. Lascio a voi la decisione, io l'ho già presa.

Jesse Pintado (1969 - 2006): R.I.P. Amigos.

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

Punishment In Capitals cattura un concerto dei Napalm Death a Londra nel 2002 con la line-up storica. Un'ora di grindcore intenso, violento e senza compromessi. La recensione sottolinea la potenza del basso, batteria e chitarre, e la drammaticità della performance live. L'album si chiude con una toccante cover dei Dead Kennedys e rende omaggio al chitarrista Jesse Pintado.

Tracce testi

02   The World Keeps Turning (02:39)

03   Can't Play Won't Pay (03:19)

04   Unchallenged Hate (02:00)

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05   Volume Of Neglect (03:18)

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08   From Enslavement To Obliteration (01:33)

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10   Life (00:41)

12   Take The Poison (01:43)

14   You Suffer (00:15)

15   Cure For A Common Complaint (02:38)

16   Mass Appeal Madness (03:13)

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17   Greed Killing (02:36)

18   Instinct Of Survival (01:51)

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19   Nazi Punks Fuck Off (01:19)

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20   Back From The Dead (02:28)

22   Next On The List (03:27)

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23   Constitutional Hell (02:33)

24   Suffer The Children (03:52)

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26   Politicians (01:34)

27   Breed To Breathe (02:58)

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Napalm Death

I Napalm Death sono una band britannica considerata tra i padri fondatori del grindcore. Attivi dai primissimi anni Ottanta, hanno consolidato il loro ruolo di istituzione della musica estrema esplorando grindcore, death metal e contaminazioni varie. Sono famosi per la velocità straripante, testi socialmente impegnati e un fondamentale impatto nell'evoluzione del metal estremo.
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