Copertina di Neil Young Living With War
donjunio

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Per appassionati di musica rock, fan di neil young, amanti della musica impegnata e critica sociale, pubblico interessato alla politica nelle arti
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LA RECENSIONE

La dimensione politica è sempre stata una costante nell’universo di Neil Young: dai bagliori hippie di CSNY alla copertina del suo capolavoro “On the beach”, recante in un particolare un quotidiano con titolo sul Watergate, epitome del fallimento della sua generazione.

Young ha in tal senso avuto sempre un’attitudine pugnace e diretta, senza mai appiattirsi sugli stereotipi liberal: occupando posizioni spiazzanti, arrivando persino a lambire lidi populisti nel momento di massima disillusione all’ uscita dal tunnel degli anni 70.
Concependo la musica come valvola di sfogo per le tensioni politiche, l’autore di “Harvest” ha forgiato vividi affreschi passati alla storia, come “Ohio”, “Southern man” o “Rockin in the free world”. Egli non è un profeta come Dylan, la sua dimensione poetica è riservata ad altri aspetti del suo immaginario: all’artista attanagliato dai suoi fantasmi e dalla ruggine ad esempio.

Il Young politico è frenetico, scrive di getto ciò che non gli va a genio nella società: è capace di scrivere un capolavoro come “Ohio” in pochi minuti, davanti a un attonito David Crosby. Non stupisce quindi che il suo chiacchieratissimo “Living with war” sia un instant record, concepito e registrato a cavallo del mese di Aprile, e già disponibile sul web nel sito ufficiale. Anche i sassi di Matera sanno ormai che nel mirino del Canadese (dal 1965 trapiantato in California) c’è l’ America di Bush e dei suoi disastri, dai deserti iracheni alle paludi di New Orleans. Molti titoli del resto sono emblematici: “Shock and awe” (nome in codice dell’operazione che depose Saddam Hussein), “Lookin’ for a leader”, ”Flags of freedom” e persino “Let’s impeach the president”.
Intendiamoci: non ci troviamo di fronte a un pallosissimo sermone. Gli strali di Young sono squarci illuminanti sugli USA odierni, cronache folgoranti e persino ironiche. E poi la Musica, già. C’era da immaginarlo visti i temi trattati : “Living with war” segna il ritorno alle sonorità più ruvide ed elettrizzanti, pur senza i fidi Crazy Horse.

A parte i due conclusivi episodi (il midtempo di “Roger and out”, innocuo richiamo a “Helpless” e il divertissement gospel di “America the beautiful”), la nuova fatica di Neil riallaccia i fili della tensione elettrica, ammainando i tenui sapori harvestiani del precedente “Prairie wind”.
Le parti di chitarra sono tutte sue, e c’è da scommettere che il nostro eroe si sarà divertito assai: era dai tempi di “Ragged glory” e "Sleeps with angels" che non sentivamo la perfezione di quei riff al curaro, di quella chitarra distorta come in “Shock and awe” o nella tiratissima “The Restless consumer”, entrambi due gioielli col tiro dei giorni migliori.
Il resto del disco, pur non eguagliando le vette di questi due episodi, scorre come un fiume in piena, degna colonna sonora della rabbia del suo autore. Viene spontaneo il paragone con l’ultima fatica di Neil in sella al Cavallo pazzo, quel “Greendale” dotato di coeve prerogative politiche, ambizioso e forse leggermente pretenzioso: ben più agile risulta l’ascolto di semplici ma perfetti incastri rock come “After the garden”, “Living with war” o la struggente “Families”, sovente impreziosite da inusitati assoli di tromba e da cori che enfatizzano il messaggio del disco.

Don’ t need no Tv Ad tellin’ me how sick I am” esclama livoroso Neil in “The Restless consumer”, e capiamo tutti - citando i Public Enemy - che è la musica il messaggio di questo meraviglioso sessantenne.

PS tre stellette e mezzo

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia l'importanza della dimensione politica in Neil Young e come l'album Living With War rappresenti un ritorno energico alle sonorità rock elettroniche e ruvide, senza la presenza dei Crazy Horse. I testi, direttamente critici verso l'America di Bush, sono carichi di rabbia e ironia intelligente. L'album viene apprezzato per la sua coerenza e l'impatto emotivo, risultando più agile e immediato rispetto a lavori precedenti.

Tracce testi video

01   After the Garden (03:23)

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02   Living With War (05:04)

03   The Restless Consumer (05:47)

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06   Flags of Freedom (03:42)

07   Let's Impeach the President (05:10)

08   Lookin' for a Leader (04:03)

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10   America the Beautiful (02:56)

Neil Young

Neil Young è un cantautore, chitarrista e icona della musica rock canadese, noto per la sua versatilità e capacità di passare dal folk più intimo all’hard rock distorto, dal country alle sperimentazioni elettroniche, mantenendo sempre una voce poetica, ruvida e inconfondibile.
67 Recensioni

Altre recensioni

Di  Lesto BANG

 Ancora qui a provare a recensire Neil Young con questo disco che... è piatto e grezzo come un piatto di fagioli crudi preso direttamente dal freezer.

 Questo è un disco tremendamente noioso e moscio che se si può salvare a livello letterario ma che è sicuramente da affondare per la parte musicale.