In molti si ricordano Nelly Furtado come la ragazzina sbarazzina e spensierata di "Turn Off The Light" o "Powerless", e in molti si aspettavano che lei continuasse con l'interessante folk-pop che l'aveva resa famosa. Invece ladies and gentlemen ecco a voi la nuova Nelly!
Se esistesse un premio per la migliore trasformazione dell'anno il 2006 incoronerebbe lei, in barba anche a sua maestà Madonna...
La nuova Nelly è mosse sinuose e ammiccamenti, è musica trendy da dancefloor, è una vera pop-star! In questo disco rimane ben poco a cui i vecchi fans possano aggrapparsi per ritrovare la loro beniamina, e tutto risulta bene in chiaro già dalla prima traccia: "Afraid". Ecco cosa succede quando ci si mette nelle mani di uno dei produttori più importanti della scena hip-hop mondiale. Timbaland fa rappare la bella cantante su beats elettronici degni di Peaches, lasciando un tocco del passato folklore solo nei divertiti cori finali. Ed ecco che si viene letteralmente investiti dal singolo di lancio "Maneater", vero e proprio capolavoro di post-produzione che si candida da subito a rimanere nella memoria collettiva del pop.
Forse uno dei punti a sfavore dell'album è il poco risalto che l'accurata produzione lascia alla particolarissima voce della Furtado, specie quando la si sente interpretare il sensuale hip-hop di "Promiscuous", in duetto proprio con il nouvo mentore. Si ha quasi l'impressione di assistere a una delle migliori performance dei Black Eyed Peas. Questo scioccante incipit finisce con la quarta "Glow", che però non aggiunge niente di nuovo a quanto detto. Si tira il fiato con la successiva "Showtime", intensa anche se un poco originale ballata r'n'b. Ma il ritmo torna sfrenato in uno degli episodi più riusciti dell'album, l'ultrasexy "No Hay Igual", che lascia immaginare la cantante nei panni di una spregiudicata frequentatrice di discoteche. Purtroppo a questo punto il lavoro subisce un rallentamento in ritmo e qualità: la spanish-ballad "Te Busque", in duetto con Juanes, è veramente una parentesi che preferirei non si fosse mai aperta. Buone, anche se un po' impersonali, "Say It Right", "Do It", "In God's Hands" e "What I Wanted". Ottima "Wait For You" (dove si respirano echi del vecchio stile etnico-popolare della nostra), come anche l'intensa e ispirata "All Good Things". Episodio felice anche la prima delle due bonus-track, "Let My Hair Down" è pervasa da vero spirito black.
Peccato per l'ultima "Somebody To Love", non all'altezza di chiudere al meglio un album dai molti pregi e in grado di far ben sperare in Nelly Furtado come in una della future punte di diamante del pop mondiale.
"Loose ovvero come leccare il culo agli americani per vendere di più ed arrivare in vetta alle classifiche."
"Rimpiangiamo i tempi in cui Nelly cantava 'Try', ma prendiamo atto del nuovo atteggiamento."
"Nelly Furtado è tornata in forma più di prima, e anche più 'beachgirl' di prima..."
"Con 'Say It Right' troviamo una base elettroni-lati-afro-R'n'B con una potenza sconvolgente."