Copertina di Nick Cave And The Bad Seeds Tender Prey
Enkriko

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan di nick cave, amanti di rock oscuro e testi profondi, cultori di album iconici anni '80
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Ma come è possibile che su un sito musicale di qualità in cui sono presenti una secchiata di recensioni di Burzum, Defecatius Intestinalis e Motosega Agguerrita non esita un richiamo al capolavoro di Re Inkiostro, qui all'apice della sua carriera musicale e autodistruttiva.
Fradicio di genio e trasandatezza il nostro si lancia a tutta birra contro una parete di perdizione insieme ai fidi Bad Seeds con il folle Kid Congo Powers, cooptato dai Gun Club.
Il risultato è un coacervo di misticismo drogato, paure ancestrali, demenza da alcool ed un cazzotto in faccia a chi loda lo stile heroin-chic... uno schiaffo, un urlo atroce di disperazione e una richiesta di aiuto: queste cose tutte insieme sono rinchiuse nello scrigno malsano di Tender Prey, concepito in condizioni psicofisiche estreme e totalizzanti.

"Mercy Seat" è il capolavoro che tutti conosciamo, la canzone che anche Johnny Cash ha onorato nel terzo volume delle sue American Recordings: una cavalcata selvaggia e paranoide incistata nella mente di un condannato a morte che blatera dei suoi ultimi giorni, negando e poi ammettendo le proprie colpe, il tutto condito da richiami biblici solenni e imprecazioni di strada... capolavoro di arrangiamenti e vero maelström sonoro privo di argini che lo contengano. "Deanna" è un'"O happy days" sulle strade di Assassini Nati o della Rabbia Giovane di Terrence Malick: una canzone disgregata e fracassona che parla della storia di amore tra un omicida e la sua complice, uno spasso di fantasia on the road e truculenza assortite.
"Mercy": probabilmente il capolavoro lirico di questo disco che narra la parabola sporca di un profeta abbandonato a se stesso, coperto da una pelle di cammello e grondante acqua di palude, che alza gli occhi al cielo e grida pietà al Signore. C'è qualcosa delle Tentazioni di Sant'Agostino di Durer in questa canzone... un inno atroce e disperante ma allo stesso tempo convinto di poter vincere le proprie debolezze e di poter raggiungere la riva... la salvezza.
"Up Jump The Devil" è una canzone in stille Kurt Weill, molto teatrale e colorata, che illustra la nascita di un diseredato e ricalca il personaggio dell'unico romanzo di Cave: E l'Asina Vide L'Angelo, piccolo capolavoro sulle tracce di Steinbeck, dove un povero storpio nasce in una valle di peccatori per poi redimerla come un Cristo cifotico. "Slowly Goes The Night" è una ballata in stile Burt Bacharach, interpretata con garbo e classe e che un poco anticipa la futura incilnazione artistica del nostro magro cantastorie. Questo pezzo fa coppia con "Watching Alice": un brano triste e colmo di spleen, che molto candidamente ci dipinge a tinte pastello un guardone intento nella propria pratica quotidiana... spiare Alice mentre si sveste, mentre si cambia e fuori è giugno, mentre fuori comincia il caldo e lui si rintana, novello Raskolnikov, nella propria cameretta-sepolcro-luogo di onanismo selvaggio.
"Sugar Sugar Sugar", canzone non citata nella tracklist che irrompe come una carica di cavalleria... decisi colpi di basso e un muro di distorsioni coprono il canto stuprato di Cave, il suo inneggiare alla preghiera, all'unica ancora di salvezza che sembra essere questa fede barbarica e piena di timore per il Padre. Il Dio di Cave non è un Dio buono, ma un terribile giudice, un catastrofico pugno pronto ad abbattersi sul fratello che sbaglia... è il Dio dei campi di battaglia inondati di cadaveri; ed è questo panorama atroce ma è anche questa speranza che ci soffia dolcemente in "New Morning": dolce commiato di un generale alla propria truppa sconfitta, mentre il cielo è rosso sangue e i soldati sono stati trucidati. Ma forse c'è ancora una speranza per andare avanti, ripulirsi di nuovo, affrontare i propri demoni e non vedere più gli altri con artigli serrati ma mani pronte a stringere, carezzare e confortare.

Dopo questo disco, e dopo aver quasi perso la vita, Cave si toglierà gli abiti del tossico terminale per indossare quelli del sopravvissuto crooner, cantautore di amori spezzati e di vita sul lato sbagliato della strada; ma questa vetta compositiva e umana non verrà mai più eguagliata per urgenza e fuoco creativo, dovuti all'estrema condizione esistenziale dell'autore.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esplora l'album Tender Prey di Nick Cave And The Bad Seeds, capolavoro creato in condizioni psicofisiche estreme. Il disco è carico di misticismo, disperazione e urgenza creativa, con tracce iconiche come 'Mercy Seat' e 'Deanna' che raccontano storie crude e intense. Il lavoro segna un momento cruciale nella carriera di Cave, tra autolesionismo e rinascita artistica. L'album è una sfida emotiva e sonora che non perde mai di intensità.

Tracce testi video

02   Up Jumped the Devil (05:16)

04   Watching Alice (04:01)

05   Mercy (06:22)

06   City of Refuge (04:47)

07   Slowly Goes the Night (05:23)

08   Sunday's Slave (03:40)

09   Sugar Sugar Sugar (05:01)

10   New Morning (03:46)

11   The Mercy Seat (video mix) (05:05)

Nick Cave & The Bad Seeds

Nick Cave & The Bad Seeds sono una band australiana fondata nel 1983, nota per l'evoluzione dal post-punk espressionista al blues apocalittico fino a ballate liriche e minimali. Guidata dalla voce e dalla penna di Nick Cave, è celebre per avere rinnovato blues, gospel e canzone rock con toni cupi, letterari e ossessivi. Nel tempo hanno pubblicato dischi fondamentali per la musica alternativa.
44 Recensioni

Altre recensioni

Di  RedStrawHat

 "Nick. La sopravvivenza è un miracolo, la redenzione è prossima ma inconsapevole e tutte le notti infinite."

 "'Deanna' non sono qui per i tuoi soldi, non sono qui per il tuo amore, sono qui per la tua anima, canta Cave, come un demone maligno."


Di  Saleppe

 La forza evocativa del pezzo vale il prezzo del disco.

 Anticamera di quegli album, Tender Prey invero è come una nuova semina con qualche perdonabile errore che porterà buoni frutti.