Pink Moon, l'ultimo album in studio del grande Nick Drake, è a mio parere (e di molti altri) il suo capolavoro assoluto.
L'album si discosta dai precedenti, dato che gli unici strumenti presenti nei brani sono la chitarra e il pianoforte. L'album inizia con la title track, tanto tranquilla e rassegnata quanto apocalittica (che la luna rosa rappresenti effettivamente la morte?). Già dal primo brano sono presenti le caratteristiche principali dell'opera: una malinconia di fondo che nei brani successivi sfocerà nella depressione completa, la voce vuota e senza emozioni di Drake e un tono rassegnato. Da qui in poi tutte le tracce sono perle di rara bellezza che rappresentano l'animo tormentato dell'autore, le sue speranze infrante, la semplicità, la bontà e la complessità di uno dei cantautori migliori mai esistiti. Pink Moon, per essere amato, deve essere prima di tutto capito e a mio parere non è una cosa da tutti e richiede una grande sensibilità. Scoprire quest'opera è allo stesso tempo un'esperienza meravigliosa e straziante, uno degli album più tristi e toccanti di sempre.
Per capire certa roba bisogna viverla. Non basta ascoltarla.
Ascolto Pink Moon e compio un viaggio al termine della mia piccola notte.
La voce di Nick mi è penetrata nel cuore fino a toccare le corde più profonde dell'animo.
Questo disco ha reso la mia vita meno banale, meno piatta e grigia.
"Pink Moon è la storia di una sconfitta ma anche rappresenta una vittoria."
"In ultimo la vita ti passi davanti come un film, e si possa guardare con affetto ma con distacco."
Le lacrime sono il sangue dell’anima.
La pressione sale, l’equilibrio vacilla, gli occhi che nuotano nel buio illuminato da fari stanchi.
Nick Drake è il tizzone quasi spento che brucia nel carbone di un camino, ma che non si spegnerà mai del tutto.
Pink Moon è proprio come una triste telefonata, che ti entra dentro e che ti inietta una forma di malinconia profonda.