Sei anni sono serviti a Trent Reznor per affrontare un lungo periodo di disintossicazione e tornare finalmente in studio, all’inizio dello scorso anno, per dare un seguito a "The Fragile", l’ultimo lavoro marchiato Nine Inch Nails. Come aveva già lasciato presagire il radiofonico singolo "The Hands That Feeds", "With Teeth" è un disco leggermente meno grezzo e rabbioso rispetto ai precedenti lavori dei NIN, a vantaggio di un sound, per quanto sempre assai ricercato, decisamente più “umano”: Il disco riflette un giro di boa nella mia vita, il messaggio è più umano: il computer naturalmente è lì ma questa volta anziché la fonte, è un veicolo. Anziché suonare le diverse parti e inserirle poi nella struttura, sono partito suonando le canzoni intere prima, per poi aggiungere la batteria per avere un’energia diversa
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La prima novità consiste infatti nell’aver (in parte) accantonato la drum machine – onnipresente nei dischi precedenti – a vantaggio dell’estroso drum-playing di Dave Grohl, ospite d’eccezione del disco, come pure Jeordie White (Marylin Manson), al basso.
La formula di base rimane però quella di sempre, ovvero quella fusione tra rock ed elettronica che ha influenzato intere generazioni di band, dai primi anni novanta in poi. Si passa così dal tecnho-metal di "You Know What You Are?" all’electro-grunge di "The Collector" e "Getting Smaller", dalle distorsioni noise di "Love Is Not Enough" e The Line Begins To Blur" alle ballad "Every Day Is Exactly The Same" e la struggente, incantevole, "Right Were It Belongs", il pezzo che chiude l’album.
No, Trent non può pensare di accontentarci così.
'With Teeth', che dieci anni fa sarebbe stato un bel disco, ma che adesso è - in una parola - inutile.
I grandi non rispettano mai le aspettative del pubblico.
"Right Where It Belongs" dimostra che la genialità si può manifestare anche nella semplicità.
«Questo album è la conferma di come Reznor sia musicalmente un grande compositore, e di come abbia saputo portare avanti per più di 15 anni un genere che lui ha praticamente inventato senza uscire mai di strada.»
«Only è forse la canzone più bella dell’album: una mistura di elettronica, industrial, techno-metal e funk anni ’80 che conquisterà chiunque.»