Nel turbine di colori sonori e visioni astrali del 1990, i No Strange, custodi dell'essenza psichedelica, ci hanno donato il loro capolavoro intriso di magia, "Flora di Romi". Fondati da Salvatore 'Ursus' D'Urso e Alberto Ezzu nell'oscuro 1980, questi alchimisti della musica hanno abbracciato una psichedelia fluida e cosmica, un viaggio sonoro influenzato da trance indo/raga, folk acido e dall'innovazione krautrock.
In questo incantesimo sonoro, i No Strange hanno sempre rifiutato le catene delle etichette, immergendosi nella psichedelia come un rituale esplorativo, più che come un genere limitato. "Flora di Romi" emerge come un monolite della loro filosofia esistenziale, una sinfonia di visioni che danzano tra filosofie orientali, caleidoscopi di colori e suoni sospesi nell'infinito.
Sebbene il viaggio di "Flora di Romi" presenti l'assenza di Alberto Ezzu, il resto del gruppo, con Salvatore "Ursus" D'Urso, Laura Tommasi, Pino Molinari, Sandro Becchis, Lucio Molinari e Paolo Avataneo, continua a illuminare il sentiero con la stessa intensità. La voce di "Ursus" è un incantesimo, le percussioni un battito del cuore mistico, i fiati di Laura Tommasi intessono il manto dell'ignoto. Chitarre, tastiere, batteria e basso si uniscono in un abbraccio sinfonico, guidando l'ascoltatore attraverso paesaggi sonori senza tempo.
"Flora di Romi" è più di un album; è un portale verso una dimensione oltre il quotidiano, dove i confini tra musica e magia svaniscono. Le tracce si snodano come sentieri onirici, rivelando panorami sonori in continua metamorfosi.
La leggendaria eredità psichedelica dei No Strange non si è dissolta nel tempo. Ancora oggi, il gruppo persiste nel suo viaggio, pubblicando nuovi incantesimi sonori che continuano a sfidare le convenzioni. La loro musica è un invito all'esplorazione dell'ignoto, un richiamo a seguirli nei recessi della mente. "Flora di Romi" è il loro manifesto visionario, una celebrazione senza tempo della libertà sonora. I No Strange, guardiani dell'infinito sonoro, ci guidano ancora attraverso il labirinto delle possibilità musicali, dimostrando che il loro viaggio è un continuum senza fine, una danza eterna tra il passato, il presente e il futuro.
Il disco é stato registrato in diretta, senza sovraincisioni, negli studi casalinghi di Alberto Ezzu che all'epoca viveva ad Avigliana, vicino ai laghi. Praticamente é come se fosse un live. Attualmente "Flora di Romi" é ritenuto il disco più raro dei No Strange, perché le tirature erano più limitate in quella veste grafica e poche copie hanno circolato in Italia; la maggior parte sono andate all'estero, soprattutto in Giappone dove oggi raggiunge cifre di mercato molto alte. Il titolo FLORA DI ROMI si riferisce ad una squaw indiana comparsa in un fumetto degli anni 50. L'album era rimasto negli archivi Toast per circa 2 anni, prima di venir stampato,.La stampa del disco é avvenuta grazie alla collaborazione del collezionista Francesco Leo, purtroppo deceduto. Ma la Toast si ostina a non ristampare nulla del vecchio catalogo. Disponibile sul tubo: https://www.youtube.com/watch?v=0w0tZO96--U.

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