Solitamente, durante i pomeriggi estivi, ho voglia di ascolti piuttosto semplici, melodie coinvolgenti che fanno da sottofondo a momenti di relax; non c'è niente di meglio che del buon Folk moderno mi sento di dire. Da qualche anno ormai a questa parte risuonano nella mia mente le irresistibili melodie e le originalissime storie del buon Will Sheff, il frontman degli Okkervil River (sì proprio la band di Austin proveniente da un'etichetta "qualunque" chiamata Jagjaguwar) e oltre a loro il genio melodico di Jeff Mangum degli ormai storici Neutral Milk Hotel.
I Noah And The Whale non sono sicuramente gente del loro calibro e importanza, ma son sicuramente degli allievi che non disobbediscono ai maestri del genere, e non mi riferisco solo ai citati precedentemente.
Durante l'estate del 2008 (anno stesso della pubblicazione) ho iniziato ad ascoltare il loro piacevolissimo lavoro d'esordio "Peaceful, The World Lays Me Down", un titolo così pacifico cade a pennello e lascia intuire ciò che desiderava il mio apparato uditivo in quel periodo, del quale quest'album resta a me come una sorta di colonna sonora.
Momenti di spensierata allegria, alternata a brani leggermente più malinconici ci regalano questi londinesi del frontman Charlie Fink (chitarra e voce), strano ma vero, non provengono dagli States, dove questo stile è sicuramente più facile da trovare.
Chi ama il genere probabilmente li apprezzerà già a vedere i graziosi video dei singoli "Shape of my Heart" e "5 Years Time", brani dallo stile non molto diverso dalla band di Sheff. L'album contiene pezzi come "Give a Little Love", dal ritmo molto Arcade Fire a brani come la title track in cui il cantato di Fink sembra ispirarsi agli ultimi lavori di Bill Callahan. Inoltre il violino di Tom Hobden potrebbe far intuire echi dei Decemberists. Folk o Pop che sia diverse band recenti hanno uno stile piuttosto personale e quindi un po' genericamente si inseriscono nello stesso calderone, Indie che sia, spesso erroneamente, in quanto questo termine ha uno sviluppo culturale e musicale ben specifico e al giorno d'oggi si tende fin troppo a giocare con questa etichetta.
Chissà se queste sonorità potranno ancora regalarci emozioni in futuro, sicuramente ne han già date diverse negli scorsi anni. Un'altra band esordiente che mi sento di consigliare sono i The Rural Alberta Advantage, già recensiti.