Copertina di Noel Gallagher's High Flying Birds Black Star Dancing EP
GrantNicholas

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Per fan di noel gallagher e oasis,appassionati di rock britannico,amanti delle sperimentazioni musicali,lettori di recensioni musicali,melomani interessati a nuove tendenze
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LA RECENSIONE

A due anni da quel “Who Built The Moon?” che ha riscosso un buon successo ma diviso nettamente la sua fanbase, Noel Gallagher torna sul mercato con un nuovo EP.

Si intitola “Black Star Dancing”, come il singolo che lo ha preceduto, ed è composto da tre inediti e due (non esattamente fondamentali) remix dello stesso primo estratto. E’ anche il primo di una serie di tre EP , con gli altri due che non dovrebbero tardare troppo ad uscire.

Chi sogna un ritorno ad un songwriting più tradizionale per il più vecchio dei fratelli Gallagher rischia un brusco risveglio: il nuovo EP è infatti un’estensione del lavoro di rinnovamento iniziato col disco che lo ha preceduto, ove per rinnovamento (si tratta pur sempre di Noel Gallagher, non di un artista particolarmente avvezzo all’innovazione) si intende un brusco cambio di rotta sul dove abbeverarsi a livello di fonti di ispirazione.

Càpita così che la già citata titletrack rivolga l’attenzione più verso Bowie (quel “Black Star” nel titolo non è certo casuale) e gli INXS (!!!) che non verso gli ormai abusati Beatles, come peraltro capitava già in “Who Built The Moon?”. Qui però Noel si spinge un mezzo passo più avanti, addentrandosi ancor di più verso territori prettamente danzerecci (parliamo dei patinati ‘70/‘80, non di certo dei ‘90 dei Chemical Brothers e dei Prodigy). Convince? Nì. Nel senso che il pezzo non è di certo brutto: funziona, suona bene e a tratti persino trasporta, ma manca qualcosa.

Quel qualcosa che, per fortuna, si risveglia prepotentemente nei due inediti successivi: “Rattling Rose” (già anticipata dal vivo e successivamente estratta come promo) ammalia, con un Gallagher senior quasi crooner che gigioneggia su di un pezzo prettamente “americana” ed influenzato un pochettino dai primissimi lavori (fondamentali) dei Doves. Bello il finale dilatato.

Ma la vera chicca arriva con la deliziosa “Sail On”, un folk essenziale ed ispirato, che riporta Noel ad una semplicità di scrittura che ne esalta le doti di fine artigiano di melodie.

A dimostrazione che, a questo punto, il più anziano dei Gallagher deve decidere cosa fare da grande: si vocifera già di un nuovo futuro album con un ritorno a sonorità più “tradizionali” (e su major), che suonerebbe un po’ come un passo indietro rispetto alle intenzioni palesatesi con gli ultimi lavori.

Vedremo quali saranno le scelte future del chitarrista ed interprete britannico. Per ora, aspettiamo con curiosità i prossimi due EP promessi.

Brano migliore: Sail On

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Riassunto del Bot

Noel Gallagher torna con l'EP Black Star Dancing, estensione del suo rinnovamento musicale iniziato con Who Built The Moon? Il lavoro alterna brani danzerecci ispirati agli anni ’70/’80 a pezzi più tradizionali e folk come "Sail On". Pur mostrando buone qualità tecniche, l’EP lascia un’impressione di incertezza sul percorso artistico futuro dell’ex Oasis. Si attendono con interesse i prossimi due EP per comprendere meglio la direzione musicale.

Noel Gallagher's High Flying Birds

Noel Gallagher's High Flying Birds è il progetto/band guidato da Noel Gallagher, avviato nel 2010 dopo lo scioglimento degli Oasis. Debutta nel 2011 con l’album omonimo, seguito da Chasing Yesterday (2015), Who Built the Moon? (2017) e Council Skies (2023), oltre a vari EP e alla raccolta Back The Way We Came: Vol 1 (2011–2021).
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