Copertina di Omero L' Odissea
Ocean

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Per studenti, appassionati di mitologia e letteratura classica, lettori curiosi di riflessioni filosofiche
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LA RECENSIONE

Una delle più grandi opere che l’umanità ricordi e una recensione sui generis per farla apprezzare a quelli che, come me, da ragazzi la odiavano visceralmente, e ai debaseriani dodicenni di oggi che non capiscono perché si debba perdere tempo a studiarla.

Orgoglio: ottimo servo; pessimo padrone. Del potere dell’orgoglio-padrone non hanno parlato solo i santi. Anche i pagani lo conoscevano bene – anche se non avevano letto la storia dell’Eden, dei suoi alberi e della sua mela. E lo conoscevano così bene da dargli un nome preciso:“hybris” (“tracotanza”).

L’ eroe della nostra odissea è caduto sulla buccia della tracotanza. E non lo aiuta affatto il fatto di essere un genio. Perché la caduta del migliore è la peggiore.

È caduto il tracotante, da altezze vertiginose. Ma respira ancora. Deve avere qualche santo in Paradiso – anzi, qualche Dio nell’Olimpo. E l’Olimpo lo aiuterebbe volentieri, se non fosse che Citizen Ulisse pensa di potercela fare da solo. Bene, se non hai bisogno di nessuno, sarai il signor Nessuno.

E per dieci anni è Nessuno contro Nettuno. Dieci anni. Fino al giorno in cui il Cittadino smette di fare il Divo:

-    Mi arrendo!!! Cosa vuoi da me, Nettuno?!
-    Ma non l’hai ancora capito, Fonzie?


Ma Fonzie non lo capisce. Non lo capisce e si dispera:

-    Il mio nome è maledetto dagli dei, Alcinoo.
-    Cosa dici? Il tuo nome glorioso merita ogni aiuto.

Cosa? Un aiuto proprio ora che ho capito di non meritarlo? Strana la vita.

Via, dritti a casa. E la nave va che è una meraviglia. Ma che succede? Nettuno è andato in vacanza? Nessuno è in confusione. La confusione che precede l’illuminazione:

-    Nessuno, da solo, non è nessuno.
-    Finalmente ci sei arrivato, piccolo uomo…

Chi si umilia sarà esaltato. Il piccolo uomo è diventato grande. Da Nessuno a Qualcuno.

Telemaco piange. Il babbo è tornato:

-    Facciamo a pezzi quelle fogne, padre.
-    Calma, figliolo. Arrabbiarsi è facile. Difficile è arrabbiarsi per la giusta ragione, e al momento opportuno.

Da non credere. Da imbecille a filosofo. Troppa graZZZia.

Ma che scostumati, ridere di quel povero mendicante. Ma il mendicante ride con loro. Che bello stare vicino a questi buffi ometti. Mi fanno sentire un Dio – proprio ora che ho capito di non esserlo. Strana la vita.

Bene, abbiamo scherzato abbastanza. È ora di togliere il ciucciotto a questi bambini cresciuti.

E chi poteva immaginare che dietro Clark Kent si nascondesse Superman…

1, 2, 3: scatenate l’inferno.

Una Morale che ci dà speranza: l’umiltà (a lungo andare) vince sempre; il male (a lungo andare) perde sempre.

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Riassunto del Bot

Questa recensione emozionale presenta l'Odissea di Omero come un'opera epica che esplora i pericoli dell'orgoglio e il valore dell'umiltà. Attraverso un approccio personale e ironico, l'autore guida il lettore a riscoprire la moderna attualità del viaggio di Ulisse, culminando in un messaggio di speranza e redenzione.

Omero

Poeta epico dell’antica Grecia, tradizionalmente autore di Iliade e Odissea, testi fondativi della letteratura occidentale trasmessi per secoli in tradizione orale.
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