Copertina di Orange Goblin Healing Through Fire
DottorGonzo

• Voto:

Per amanti del heavy metal energico, fan di stoner e doom rock, ascoltatori che amano il rock potente e divertente
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LA RECENSIONE

Delle volte fa bene staccare il cervello.

L'importante è non lanciarlo troppo lontano e ricordarsi dove lo si ha appoggiato. Un po' come le chiavi di casa insomma.

Fuori dalle palle i cultori della psichedelia applicata al rock.

Fuori dalle palle i perennemente corrucciati adepti del depressive doom.

Fuori dalle palle quelli che le chiavi di casa le hanno sempre appresso, magari ben assicurate con simpatiche cordicelle ai pantaloni.

Dentro assatanati barboni, smanicati e sdruciti al punto giusto.

Pancia d'ordinanza ben in vista, pugno in aria e semi paresi cervicale causa headbanging furioso.

Gli Orange Goblin sono dei bastardissimi metallari ormai. Poche storie. Non hanno dimenticato tutto del loro passato, questo no. Se siete abbastanza sciroccati (ho fiducia in voi, cari lettori) provate ad immaginare i Motörhead fatti di mescalina che fanno il karaoke su un un 33 giri dei Sabbath (facciamo Vol.4?). Sparato però alla velocità sbagliata. Ora date una bella avvitata alla manopola del volume e dovremmo più o meno esserci. La musica del destino è diventata la musica dell'intestino, visto che qui è la pancia che verrà bombardata dal quartetto inglese. Ogni tanto proveranno a prendervi per il culo, qualche virata stoner-doom posta magari in apertura di brano, ma non c'è nulla da fare ormai. Prima della metà della canzone l'esplosione fottutamente heavy metal arriverà.

In chiusura, "Beginners Guide To Suicide" vi concederà di riprendere in mano l'amato joint e rilassarvi immersi in una familiare atmosfera Southern che sa tanto di pace e serenità quanto un film di Tob Hooper.

Chi da tempo auspicava un ritorna degli Arancioni alle sonorità degli esordi rimarrà inevitabilmente deluso. Psiconauta avvisato, mezzo salvato. Chi rientra nelle categorie "fuori dalle palle" uno, due e tre, oltre alla delusione può tranquillamente aggiungere varie manifestazioni di disgusto e/o disprezzo. Agli assatanati barboni smanicati e sdruciti, si sa, va bene più o meno tutto a patto che il rumore sia tanto e la birra fresca. E, fateci caso, loro sembrano sempre divertirsi un casino più di voi.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive Healing Through Fire come un album potente e scatenato, perfetto per chi cerca rock energico e heavy metal. Gli Orange Goblin mantengono la loro durezza con un sound che unisce influenze Motörhead e Black Sabbath. Il disco è ideale per chi ama il volume alto e il headbanging, anche se i puristi delle sonorità degli esordi potrebbero rimanere delusi.

Tracce video

01   The Ballad of Solomon Eagle (05:19)

02   Vagrant Stomp (04:11)

03   The Ale House Braves (03:50)

04   Cities of Frost (05:35)

05   Hot Knives and Open Sores (04:22)

06   Hounds Ditch (05:31)

07   Mortlake (Dead Water) (02:11)

08   They Come Back (Harvest of Skulls) (04:45)

09   Beginners Guide to Suicide (08:07)

Orange Goblin

Orange Goblin sono una band heavy/stoner metal di Londra, attiva dal 1995 (già Our Haunted Kingdom). Line-up storica: Ben Ward (voce), Joe Hoare (chitarra), Martyn Millard (basso), Chris Turner (batteria). Debuttano nel 1997 con Frequencies From Planet Ten e diventano un riferimento europeo del filone stoner.
09 Recensioni

Altre recensioni

Di  MORPHEO 33

 Healing Through Fire ne è pieno zeppo di un groove maligno e sguaiato che non ti dà tregua.

 Questo è un album impregnato di sudore e fango, ma anche di cuore ed anima che trasuda quella giusta dose di rock n’roll per farlo diventare un vero e proprio must.