Copertina di PAY Canzoni per gente che non si fa più
emandelli

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Per appassionati di musica punk italiana, fan di produzioni indipendenti, collezionisti di edizioni limitate, amanti del cantautorato alternativo
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LA RECENSIONE

Tornano con il loro settimo album (più un mini in verità, dura 20 minuti) i varesini PAY. Una nuova autoproduzione per la Punkrocker's Industry che arriva due anni dopo Virus, il curioso progetto multimediale prodotto nel 2014, ispirato ad un racconto di Alberto Moravia e uscito in DVD+CD. Come sempre nelle ultime produzioni il gruppo di Mr. Grankio e Mr. Pinguino punta anche sull'aspetto artistico dell'oggetto in se. Il CD, prodotto in sole 200 copie, è infatti definito: 200 copie uniche per un disco rotto. Il dischetto infatti viene consegnato spezzato in due, direttamente dall'artista che ha creato il concept, Proserpio, con un secondo CD di backup a parte in una bustina distinta dall'artwork originale. Già questo rende l'opera degna di essere acquistata. In più il video che accompagna Sono stato io, il pezzo di apertura scelto come singolo, è... un video reciclato. Infatti si rifà ad un video dei Blink 182 e vede la presenza di Travis Barker, batterista della band punk statunitense.

Insomma come al solito quando c'è di mezzo la band varesina c'è da sbizzarrisrsi in curiosità di vario genere. Già, ma detto questo il disco come è? L'evoluzione che ha accompagnato la band a partire da Federico 3 e il destino infausto continua. I sei pezzi, il settimo è una cover di Where is my mind dei Pixies, hanno bei testi intelligenti e ironici, arrangiamenti piani e tondi, ritornelli facilmente memorizzabili e chitarre belle gonfie e piene. C'è lo spirito punk degli esordi ma anche un deciso tocco cantautorale, passatemi il termine, nella cura dei concetti espressi nei brani.

Caratteristica questa da sempre facente parte dei prodotti di casa PAY. Dopotutto poco più di 10 anni fa avevano avuto il coraggio di dare alle stampe un concept album come il già citato Federico 3, seguito da un disco che più eterogeneo non si poteva come La ragazza col coltello. Allora sono davvero "Canzoni atomiche per gente cone non si fa più, canzoni stupide che ti battono in testa che non dicono mai la cosa giusta", per citare il ritornello del singolo. Per assicurarvi una delle 200 copie dovete scrivere a pinguino.pay@gmail.com.



Per ordinare "Canzoni per gente che non si fa più"
pinguino.pay@gmail.com

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Riassunto del Bot

Il settimo album dei varesini PAY, "Canzoni per gente che non si fa più", unisce spirit punk e un tocco cantautorale in sei pezzi più una cover. Il CD, unico e spezzato, diventa un oggetto d'arte in sole 200 copie. Testi ironici e arrangiamenti pieni confermano l'evoluzione della band, che non rinuncia a sperimentare anche nel video singolo. Un lavoro consigliato agli appassionati di musica alternativa italiana.

PAY

PAY sono una band punk rock lombarda nota per l’attitudine DIY e per il concept Federico Tre e il destino infausto, con ospiti Roberto “Freak” Antoni e Alberto Camerini. Nel 2014 pubblicano il progetto multimediale Virus (DVD+CD) ispirato a un racconto di Alberto Moravia. Nel 2017 esce il mini Canzoni per gente che non si fa più in tiratura di 200 copie uniche.
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