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Per appassionati di black metal, amanti della musica psichedelica e sperimentale, ascoltatori di generi estremi e atmosfere evocative.
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LA RECENSIONE

Il deserto nero graffia il volto.
Il passo incede, il metallo affonda nella sabbia. Vi si appoggia inconsiamente. Esasuto chiude gli occhi.
I colori della sua terra aiutano la sabbia cinerea procurandogli dolore quando schioccano sulla pelle degli zigomi.
Un sussulto, una reazione più disperata che responsabile. Poi di nuovo a terra. Le ginocchia a terra. Sposta la lana dalla bocca, il pranzo a terra.
Vede il suolo succhiarlo e fagocitarlo.
Alzerebbe volentieri gli occhi al cielo, ma ma troppo desero gli riempirebbe gli occhi oscurandogli il cielo.
Febbricitante, sudato fino allo scroto, facendo forza sul saldo metallo riemerge dalla sconfitta. Pianta il piede, solleva il metallo, e procede.

La duna si muove in fretta, ora a nord si scorgono minacciosi i roghi degli assassini dai denti a sciabola. Domani torneranno a cacciare.
Gli stivalli si fanno più lesti, il vento pare placarsi, la volta celeste si tinge di viola: a nord, dalla gola ad est, sorge fiero con i suoi sette anelli il Primo Sole della Mezzanotte. Gli altri lo seguiranno presto.
La gravità sarà presto nemica, ma la vetta si sposta ancora e non è mai stata così vicina. Lesto come la morte da cui sta fuggendo infila quattro passi di corsa, pianta il ferro nel terreno e vi issa i colori della sua terra. Triste li guarda sventolare: è tutto quello che resta di lei.
Missione compiuta, per chi?

Gli assassini dai denti a sciabola dormono, i soli notturni corrono, e all'alba, tra le mani nemmeno una bandiera.


EEEEeeeeeee niente, non so cosa sia, ma il disco mi suonava così. Che poi spiegare come può suonare del black metal psichedelico... Boh, mica son capace.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive Makrokosmos di Petrychor come un album intenso e suggestivo che fonde black metal e psichedelia. L'autore si lascia trasportare dalle atmosfere desertiche e dolorose evocate dalla musica, pur riconoscendo la difficoltà di spiegare esattamente il suono. Il disco riceve un giudizio positivo e invita all'ascolto per chi cerca esperienze musicali forti e sperimentali.

Tracce

01   The Place Where the Red Stars Hang (14:03)

02   Planets Born of Human Ash (13:25)

03   Cosmic Irrelevance Does Not Suggest Terrestrial Insignificance (06:57)

04   Ceaseless White (06:00)

Petrychor


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