Copertina di Piano Magic The Troubled Sleep Of Piano Magic
Giubbo

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Per amanti della musica indie malinconica, appassionati di riflessioni emotive e ascoltatori introspettivi
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LA RECENSIONE

Una volta un mio amico mi ha detto: "Esiste una cosa più romantica della tristezza?". Io mi trovai in completo disaccordo con lui. Forse perché lui intendeva la disperazione, dovuta a un avvenimento negativo ed importante, come può essere la fine di un amore. In quel caso ti trovi a ridere, piangere, urlare e dormire nell'arco di un'ora. L'appetito manca, mille pensieri e filosofie ti dilaniano il cervello.

Sì, molto romantico, ma io per tristezza intendo un'altra cosa... La tristezza non ti spacca il cervello con un'onda in piena, ma ti si insinua dentro come un parassita, una sanguisuga che ti succhia piano, piano, piano, la linfa vitale. Non sai da dove è venuta, perché è venuta, QUANDO è venuta e soprattutto non sai se un giorno si stuferà di te e ti abbandonerà. Proprio per questo ultimo motivo tiri fuori la tua carta migliore, caratteristica dell'essere umano in generale: la capacità di adattamento.
Impari perciò a conviverci, a riconoscere la sua presenza ed ad accettarla. Niente picchi emotivi, nè alti, nè bassi... Lunghe camminate in cui il pensiero parte da una cosa stupida (un'anta che sbatte) ed arriva a una cosa assurda, passando per tanti chilometri di lidi e divagazioni grigie.
La tristezza ti rincoglionisce a voglie, ti fa venire mal di testa, ma mai voglia di urlare, di sfogarti, non ce n'è bisogno.

La tristezza è guardare la strada con le macchine che passano, seduto su un muretto, senza dire "non posso fare questo, devo muovermi, agire, combattere". Non ce n'è bisogno, ti sei adattato. Forse bisogna avere la predisposizione, c'è chi non la passerà mai.
La malinconia è un'altra cosa, è un ricordo del passato che ti percuote la testa.
La tristezza non ha motivo di essere lì, ma ti fa essere contento che sia arrivata l'ora di andare a dormire, con i tuoi mille fantasmi sotto le coperte.

Intanto il cd dei Piano Magic è finito... Spero un giorno che ve ne andiate dai miei ricordi, spero di dimenticarvi, ma sarà difficile.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza con profondità l'album 'The Troubled Sleep Of Piano Magic', esplorando la tristezza come uno stato lento e insidioso. L'autore descrive un adattamento emotivo che accompagna la musica malinconica e intima dei Piano Magic. Il disco diventa così colonna sonora delle riflessioni interiori e della convivenza con un dolore sottile e persistente.

Tracce video

01   Saint Marie (05:40)

02   The Unwritten Law (03:21)

03   Speed the Road, Rush the Lights (07:44)

04   Help Me Warm This Frozen Heart (04:32)

05   I Am the Teacher's Son (06:30)

06   The End of the Dark, Tired Year (05:01)

07   The Tollbooth Martyrs (05:18)

08   When I'm Done, This Night Will Fear Me (05:06)

09   Luxembourg Gardens (07:28)

10   Comets (03:46)

Piano Magic

Piano Magic è un collettivo musicale londinese fondato da Glen Johnson nel 1996, attivo fino al 2016. Ha pubblicato album su 4AD e unisce new wave, dream pop ed elettronica, con atmosfere eteree e malinconiche. Tra le collaborazioni figurano Brendan Perry e Peter Ulrich.
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Altre recensioni

Di  mybloodystar

 Ascoltare un disco come "The Troubled Sleep Of Piano Magic" significa esattamente questo nel linguaggio di cui è fatto il mio vocabolario emozionale.

 Mi viene in mente il titolo di un romanzo di Kawabata Yasunari "Bellezza e tristezza". Forse nel titolo di questo romanzo ci sono le chiavi per entrare nel mondo del piano e coglierne la magia.