LA RECENSIONE

La neve scende in grossi e bagnati fiocchi sul grigio asfalto. Un silenzio opprimente, troppi pensieri che rimbombano in testa. Nella casa vuota e spettrale, ascolto "Keep You" dei Pianos Become The Teeth lasciando tutti e tutto fuori dalla mia intima solitudine.
Un album che si stacca dai lavori precedenti della band, che si spoglia delle vesti screamo indossate negli scorsi anni lasciando intatto solo il forte impatto emotivo della musica. Chiamatela pure maturità artistica.

"Ripple Water Shine" è una malinconica esplosione di ricordi sciupati, di sorrisi finiti, di amori passati. E sono i ricordi e le persone del passato a legare i dieci formidabili brani del disco. Brani che vibrano di vita propria, brani che possiedono un'intensità e un'emotività quasi insopportabili. "April" (apparentemente dedicata al padre del cantante Kyle, affetto da sclerosi multipla) mi fa pensare a quand'ero bambino e a quando mio padre, ancora ragazzo, mi faceva salire sulle sue spalle per arrivare a toccare il nido di cardellini sul ciliegio fiorito in giardino. La dolcezza di "Old Jaw" ha il sapore raffinato dei The National e la profondità lirica di Mark Kozelek, ha il profumo delle albe invernali trascorse ad ammirare la luce del sole tingere il cielo di rosa.

Stupisce ed emoziona il nuovo album dei PBTT, maturo e senza alcun difetto. La voce di Kyle Durfey rasenta la perfezione, mesta e al contempo rabbiosa. "Repine" è da pelle d'oca, è lo spettacolo delle onde dell'oceano che impattano violente sugli scogli. La chiusura è affidata ai sette intensi minuti di "Say Nothing". Sonorità affini al delicato post rock dei This Will Destroy You che si abbracciano in un vincolo emozionante al vecchio screamo di cui è rimasta solo una debole traccia, come se la band volesse per l'ultima volta salutare quel genere che li ha visti nascere, crescere e diventare adulti.

Keep You è di diritto uno dei migliori dischi del 2014, arrivando a toccare gli altissimi livelli raggiunti dai "colleghi" La Dispute e Touché Amoré. Il passaggio su major e la quasi totale assenza di screamo preoccupava, ma i Pianos Become The Teeth hanno saputo cesellare canzoni stupende, calde e morbide, arrabbiate e malinconiche. Canzoni perfette per trascorrere il lungo inverno e sentirsi meno soli.

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Riassunto del Bot

Keep You segna una svolta matura per i Pianos Become the Teeth, abbandonando lo screamo a favore di sonorità più morbide ma intense. L'album emoziona con liriche profonde e una voce perfetta, evocando ricordi e malinconie. Con brani come "April" e "Say Nothing", la band si conferma tra le migliori del 2014, accostandosi a La Dispute e Touché Amoré. Un disco perfetto per chi cerca musica intensa e riflessiva.

Tracce

01   Ripple Water Shine (03:29)

02   Say Nothing (07:03)

03   April (04:41)

04   Lesions (03:44)

05   Old Jaw (04:40)

06   Repine (05:07)

07   Late Lives (03:46)

08   Enamor Me (04:31)

09   Traces (02:40)

10   The Queen (03:44)

Pianos Become the Teeth

Pianos Become the Teeth sono una band di Baltimora attiva dal 2006, emersa dalla scena screamo/post-hardcore e nota per l’intensità emotiva dei testi e per l’evoluzione verso sonorità emo/post-rock a partire da Keep You. Tra i lavori di riferimento: Old Pride, The Lack Long After, Keep You, Wait For Love e Drift.
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