Amici di Debaser. È con piacere che mi unisco al vostro simpatico "club" e per farlo vi propino una prima recensione, che recensione in senso proprio non è... prendetela come una maniera di presentarmi a voi e... abbiate pietà!
Estate 1990.
Forse per fargli digerire la delusione per il Mondiale perso ai rigori, una coppia di impiegati delle Poste decidono di "spedire" il loro figlio tredicenne cresciuto a pane e Deejay Television (the Eighties!!!) in una colonia estiva offerta dall'Ente suddetto.
Queste due brave persone pensavano, bontà loro, di farlo contento. Tuttavia il tredicenne non aveva nessuna voglia di andare in colonia, in quanto endemicamente avverso alla vita di comunità perché già irrimediabilmente anarchico, ma fu lo stesso obbligato con la forza.
In generale quando uno non vuole andare in un posto, poi è realmente difficile che poi gli piaccia. Poi se la suddetta colonia estiva risultava essere esclusivamente maschile, quindi priva di qualsiasi interesse per gli ormoni rivoluzionati del ragazzo il risultato non poteva che essere disastroso.
L'unica cosa interessante di quei giorni erano gli spostamenti in autobus in cui un autista (abbastanza) illuminato metteva di continuo una cassetta (sì una CASSETTA) di musica assolutamente sconosciuta a tutti i giovanissimi passeggeri, che continuavano bellamente a rompersi (e a rompere) le palle, rendendo difficilissimo ascoltare con attenzione la musica...
Il nostro eroe, forse per non pensare all'inutile supplizio rappresentato dalla villeggiatura forzosa, cercava di capire qualcosa di quel gruppo che suonava tanto diverso da Spagna e Nick Kamen e che sembrava ossessionato dal lusso e dal denaro (il suo livello di inglese gli faceva intuire solo "Money" e "Shine... Diamond"!!!).
Anni dopo il ragazzo realizzò che tale cassetta altro non era che un estratto da "Delicate Sound of Thunder" e che, sebbene quella musica meravigliosa non doveva nelle intenzioni dei suoi autori riflettere un'ossessione per i soldi, il gruppo che la interpretava all'epoca era realmente spinto solo dal vil denaro, e quindi paradossalmente la prima intuizione era stata corretta... ma questa è un'altra storia.
Tornato a casa il giovane, che aveva saputo da qualcuno più istruito che sul pullman aveva ascoltato un gruppo chiamato Pink Floyd, decise di approfondire la conoscenza di questa band, anche per avere un'alternativa alle cassette (sì, CASSETTE!) degli ultimi tre Festivalbar.
Passeggiando con quella povera donna di sua madre, il nostro vide nella vetrina di un piccolo negozio di dischi una cassetta con due ballerini legati... Eccola una cassetta dei Pink Floyd, tra l'altro una raccolta, in modo tale da avere una panoramica esaustiva (!!!?) dell'opera di quel gruppo per lui nuovo.
Convinse la signora a spendere 8000 lire per la cassetta, tornò a casa, accese lo stereo... e la sua vita non fu più la stessa!
Perché 4 stelle a questo disco? Una media tra le emozioni che mi diede (5), la sua importanza nella mia formazione musicale (5), la qualità della musica in esso contenuta (5, of course) e lo squallore di un'operazione commerciale fortemente osteggiata da Waters e voluta da Gilmour solo per far cassa (1)... Del resto credo che i brani dei Floyd non si adattino bene alle compilation che rompono i concept originali e pensare al biondo chitarrista miliardario che entra in studio da solo per ri-registrare un brano scritto anni prima dal suo (già) nemico Waters e straconosciuto da tutto il mondo ("Money", unico brano non in versione originale della compilation) fa davvero tristezza.
Per un'analisi musicale dettagliata vi rimando alle tante ottime recensioni sui Pink Floyd già presenti in questo sito.
“Shine On You Crazy Diamond era la notte oscura più illuminata che avessi mai ascoltato.”
“Tutto in quel disco alle mie orecchie suonava perfettamente inconsueto ed extraterrestre, pur percependolo in qualche modo familiare.”