Copertina di Pink Floyd Animals -|| 2018 Remix ||-
pier_paolo_farina

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Per fan dei pink floyd, appassionati di rock classico, collezionisti audiofili, ascoltatori curiosi di album storici reinterpretati
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LA RECENSIONE

I “classici” del rock di quella stagione irripetibile e lontana ormai mezzo secolo stanno subendo cicliche ripubblicazioni, ognuna delle quali più o meno giustificata. Possono essere dei cofanetti accessoriati e costosissimi, ovvero ripescaggi di concerti mai sentiti prima, oppure già noti ma ora trattati con ben più avanzate tecnologie di mastering. Ma più spesso accade che si metta mano a quegli oramai antiquati primi trasferimenti in digitale degli anni ottanta, stante la debole tecnologia allora ancora alle prime armi.

Qui siamo in quest’ultima casistica e forse “Animals” abbisognava proprio di una “rinfrescata” audiofila giacché quest’opera, fatto salvo il lungo elenco di suoi meriti lirico/musicali e persino grafici, nel 1977 aveva marcato un chiaro passo indietro per lo standard Pink Floyd a livello di qualità e trasparenza dei suoni.

Ragion per cui eccoti qui la versione targata 2018 di uno dei capolavori del celeberrimo quartetto, rivista e corretta da due orecchie fine, quelle del loro tecnico di fiducia James Guthrie. In realtà quest’album esce quattro anni dopo poiché nel frattempo, tanto per cambiare, Waters e Gilmour litigano, al solito a colpi di diffide avvocatizie e stavolta per le… note di copertina: Waters le vuole stringate e tecniche, Gilmour avrebbe pronto un bel racconto del making of dell’opera scritto da un amico suo.

La spunta Waters e così il libretto è solamente pieno di foto, peraltro magnifiche, del suddetto making of e specialmente del famoso maiale gonfiabile, grosso come un appartamento, prima sollevato in mezzo a due delle scenografiche ciminiere/colonne della centrale elettrica dismessa, poi libero ed affrancato nell’aere a spaventare elicotteristi ed aviatori. Bello da morire il fotomontaggio di copertina, comunque.

Non sono un audiofilo, quindi il mio giudizio sul quesito “Ma il gioco vale la candela?” é viziato di inadeguatezza. Posso suggerire che ascoltando il tutto attentamente attraverso lettore Denon, ampli Nad e due casse JBL oppure in cuffia chiusa AKG, si appalesa un generale maggiore respiro, una nitidezza che fa risaltare a lucido un po’ tutto, specie la batteria di Mason le tastiere del povero Wright e pure i latrati, i grugniti e i belati. In altre parole i riverberi a spasso, la “colla” di fondo che aveva l’album, sono spariti e tutto suona più asciutto, più “in faccia”, si potrebbe dire… meno pinkfloydiano, a ben vedere.

Su musica e contenuti… non è il caso di ribadire concetti e superlativi già sviscerati da migliaia di recensori al mondo. Certo che oggi l’umanità è più che mai divisa in tre specie, come qui racconta Waters e prima di lui aveva fatto Orwell: prospera indisturbata quell’esigua minoranza di maiali che badano ai loro interessi mentre fingono di avere a cuore tutto e tutti. Sostenuta da una nutrita quantità di cani al loro servizio, i quali aspirano a diventare maiali o più semplicemente si realizzano azzannando, prevaricando, sgomitando, applicando la legge della giungla. E poi le pecore, la grandissima maggioranza, che pur avendo i numeri dalla propria parte subisce, si accontenta, si isola in preda a fatalismo, pigrizia, mancanza di coraggio, ignoranza, ingenuità, masochismo, idolatria, invidia per i cani.

Che poi il mondo è sempre girato così… Mille anni fa, se eri un contadino, ogni tanto ti arrivava il feudatario coi suoi sgherri, ti portava via le pecore i conigli e i raccolti, ti trombava e metteva incinta la graziosa figlia e se ne tornava al suo castello felice e coi testicoli belli scarichi, a far cucinare ai servi un bel cenone colla tua roba. E tu zitto, contento che il Capo ti “proteggesse”.

Basta va, sennò mi metto a scrivere per filo e per segno di quanto erano asfittici e vigliacchi i libri di storia delle mie scuole, pieni solo di date, battaglie, congressi, incoronazioni, conquiste, sconfitte, re e regine, imperatori e primi ministri. E la guerra di secessione l’hanno fatta per liberare gli schiavi. E Napoleone grand’uomo. E Nerone con la cetra. E Mussolini che si mette d’accordo col Papa nel ’29 e noi ancora paghiamo il disturbo, e il film di Benigni col campo di concentramento in Germania liberato dagli Americani, non dai Russi che avrebbe fatto brutto a quelli degli Oscar: che paraculo di cane italiano anche lui.

Basta. Scusate. Pecora incazzosa, ignavo ma non coglione.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il remix 2018 di Animals dei Pink Floyd, soffermandosi sul miglioramento audio e sulle storiche divisioni interne al gruppo. L’autore riflette sulla potenza lirica e sociale dell’album, ancora attuale. Emerge un apprezzamento complessivo per l’operazione, seppur con qualche riserva sulla nuova “asciuttezza” sonora. Un ascolto consigliato sia agli audiofili che ai fan storici.

Pink Floyd

Pink Floyd sono una band britannica formata a Londra nel 1965. Dalla psichedelia degli esordi guidati da Syd Barrett all’era dei grandi concept con Roger Waters e David Gilmour, hanno ridefinito suono e immaginario del rock con produzioni visionarie, sperimentazioni in studio e spettacoli dal vivo monumentali.
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