Copertina di Pink Floyd More
David Bowie

• Voto:

Per appassionati di musica psichedelica, fan di pink floyd, cultori del rock progressivo e collezionisti di colonne sonore vintage
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LA RECENSIONE

Marzo 1969

I Pink Floyd sono chiamati a musicare (in tempi brevi) il film "Di più, ancora di più" di Barbet Schroeder, incentrato sulla vicenda di una drogata coppia in trasferta a Ibiza.

L'assenza di Barrett pesava ancora ma fino ad un certo punto, poichè il ruolo di David Gilmour cominciava ad essere determinante e il resto della band non esitava certo a spargere colori psichedelici nel sound. In "More" traspare una perfetta coesione tra brani cantati e strumentali, adatti a sottolineare particolari momenti del film di Schroeder. Il canto degli uccellini che apre "Cirrus Minor" fa pensare all'amore che lega quei due protagonisti al sorgere del sole, in una campagna possibilmente isolata; pian piano la melodia prendo corpo e Roger Waters ci accompagna con la sua voce in echeggianti anfratti oscuri, per poi lasciarci con le folate d'organo di Richard Wright che brillano appunto, come il sorgere di una nuova alba. Successivamente, arriva il pezzo più duro mai composto dal gruppo, una "The Nile Song" sospesa tra un incedere volutamente sopra le righe con un Gilmour rabbioso che fa letteralmente sanguinare la sua chitarra. "Crying song" vorrebbe tornare dalle parti di "Cirrus Minor", solo che alla fine c'è un malinconico assolo elettrico in puro stile Gilmour. Lo strumentale "Up the Khyber" ricorda la parte più dissonante della suite "A Saucerful Of Secrets" con quei sordi pestaggi di piano che si disperdono dopo 2 minuti, andando all'incontrario. Ancora atmosfere bucoliche con "Green Is The Colour" seguita dalla splendida ballata "Cymbaline", davvero atipica per i Floyd. Il Main Theme potrebbe essere l'ideale seguito di "Set The Controls For The Heart Of The Sun", una cavalcata spiritica verso menti malate.

"Ibiza Bar" poteva tranquillamente intitolarsi "The Nile Song-Part 2" e "More Blues" è un lento Blues notturno frettolosamente interrotto da rumori molesti che portano alle visioni lisergiche della lunga "Quicksilver" (il brano migliore, da ascoltare assolutamente di notte). Uno stranissimo intermezzo spagnoleggiante ("A Spanish Piece"), anticipa l'epilogo della breve e funambolica "Dramatic Theme".

Forse è normale che la colonna sonora di un Cult misconosciuto, acquisti meno importanza di "A Saucerful Of Secrets" o "Atom Heart Mother", ma non per questo deve necessariamente finire nel dimenticatoio.

PS: consideratelo come un 3.5, voglio essere generoso perchè dargli 3 mi sembrava un pò sprecato.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album 'More' dei Pink Floyd, realizzato come colonna sonora per il film di Barbet Schroeder. Nonostante l'assenza di Syd Barrett, la band dimostra una solida coesione con brani psichedelici e strumentali evocativi. Spiccano atmosfere bucoliche, momenti di sperimentazione sonora e un equilibrio tra melodie cantate e strumentali. L'album, meno noto di altri lavori, merita attenzione per la qualità e la varietà delle sue tracce.

Tracce testi video

03   Crying Song (03:31)

05   Green Is the Colour (02:56)

07   Party Sequence (01:06)

10   More Blues (02:12)

13   Dramatic Theme (02:15)

Pink Floyd

Pink Floyd sono una band britannica formata a Londra nel 1965. Dalla psichedelia degli esordi guidati da Syd Barrett all’era dei grandi concept con Roger Waters e David Gilmour, hanno ridefinito suono e immaginario del rock con produzioni visionarie, sperimentazioni in studio e spettacoli dal vivo monumentali.
237 Recensioni

Altre recensioni

Di  valeriozappa

 Il colore predominante è il verde, luminoso, venato di azzurro, mentre passeggio per il bosco.

 Forse ora mi sento un po’ più ricco di prima....


Di  pana

 "Green is the Colour rappresenta una delle mie canzoni preferite del gruppo londinese"

 "un disco che meriti di essere ascoltato e valutato, anche per la sua grandissima varietà di generi musicali"