Copertina di Pink Floyd The Division Bell
tristano

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Per fan dei pink floyd, appassionati di progressive rock, amanti della musica classica rock anni '90, critici musicali e curiosi di scoprire l’evoluzione della band post-waters
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LA RECENSIONE

Non c'è molta stima per i Pink Floyd post-Waters... o perlomeno non c'è molta stima da parte dei critici... non c'è molta stima da parte dei puristi... e non c'è molta stima da parte dei fan Floydiani della prima ora, i Barrettiani o Watersiani di ferro... ebbene secondo me per comprendere e apprezzare questo album bisogna mettere da parte i pregiudizi... dimenticarsi di quella volta in cui si è letto che David Gilmour non sa scrivere i testi... e di quella in cui si è sentito che David non è un grande chitarrista perchè "è lento"... o di quell'altra in cui è giunta voce che Nick Mason e Rick Wright sono solo due approfittatori fortunati che sfruttano il talento altrui... bisogna lasciar perdere tutto e ascoltare... è vero, in questo album non c'è Roger Waters, mancano il suo talento e la sua coerenza espressiva... manca la sua voce e manca anche il suo stile bassistico "grintoso"... però c'è molto altro... ci sono le atmosfere create dalla chitarra di David Gilmour, sempre maestoso sia quando imbraccia la Stratocaster, sia quando si concede alla chitarra acustica ("Lost For Words"), sia quando suona la slide (la strumentale "Maroneed" e "High Hopes", il nostalgico pezzo dedicato alla natia Cambridge che chiude splendidamente l'album), c'è la rinascita compositiva di Rick Wright (autore in passato tra le altre di "Us & Them" e "The Great Gig In The Sky") che, oltre a colorare tutto l'album con le sue proverbiali pennellate d'organo e di tastiera, firma in prima persona la introversa "Wearing The Inside Out"... ci sono più di sessanta minuti di musica suonati splendidamente, senza una nota fuori posto. Concludendo, "The Division Bell" forse non è un capolavoro, ma è un album tutt'altro che stanco o privo di spunti musicali... sicuramente degno di chiudere, con grande stile, una carriera magnifica come quella dei Floyd.

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Riassunto del Bot

La recensione invita a superare i pregiudizi sulle produzioni post-Waters dei Pink Floyd e apprezzare The Division Bell per la sua qualità musicale. David Gilmour si mostra maestoso nei diversi stili chitarristici, mentre Rick Wright contribuisce con composizioni e atmosfere evocative. L'album, pur non essendo un capolavoro assoluto, rappresenta una degna e raffinata chiusura della carriera della band.

Tracce testi video

01   Cluster One (05:58)

02   What Do You Want From Me (04:21)

05   A Great Day for Freedom (04:18)

06   Wearing the Inside Out (06:48)

Leggi il testo

07   Take It Back (06:12)

08   Coming Back to Life (06:19)

Pink Floyd

Pink Floyd sono una band britannica formata a Londra nel 1965. Dalla psichedelia degli esordi guidati da Syd Barrett all’era dei grandi concept con Roger Waters e David Gilmour, hanno ridefinito suono e immaginario del rock con produzioni visionarie, sperimentazioni in studio e spettacoli dal vivo monumentali.
237 Recensioni

Altre recensioni

Di  zuckina

 In questo disco Nick e Rick hanno suonato tutto quello che dovevano suonare: per questo, secondo me, è il disco più geniuino dei Floyd dai tempi di Wish You Were Here.

 Quasi che tentando di liberarsi di Roger Waters, ne abbiano creato una brutta copia, un mostro di Frankestein assemblato come meglio si poteva.


Di  Old King Cole

 "The Division Bell è un album svalutato, reputato inutile dai critici per varie ragioni."

 "La conclusione è affidata alla perfetta 'High Hopes', che si chiude a sua volta in diminuendo sulle note del superbo assolo di Gilmour."


Di  Bert

 Certe canzoni parlano per te. Nessun bisogno di parole.

 Se riuscissimo per una volta ad avere il potere, prendere quelle decisioni e prenderci indietro quel che ci spetta, allora sì che torneremmo a Vita.