Copertina di Pink Floyd The Division Bell
Bert

• Voto:

Per amanti della musica rock, appassionati di pink floyd, ascoltatori di album riflessivi ed emozionali
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LA RECENSIONE

Litigi. Disperazioni. Incomunicabilità. Apatia. Insofferenza. Rimorsi, rimpianti, vento freddo. Scorrete l'elenco, ci sarete di sicuro.

 

Capita di svegliarvi. Paesaggio: campagna, quella inglese. Cielo limpido, grano chiaro. Surreale quasi. Neanche una nuvola. Qualche rumore in lontananza, forse. Degli stendardi si alzano sullo sfondo. Prima o poi capita, c'è la strada, c'è il deragliamento. Quand'è che si sbaglia? Esiste un momento? Da cosa è dovuta la fragilità delle persone? Sentirsi due poli opposti, lontani e distanti, ad un infinità di parole di distanza. Certo, alcune canzoni parlano di un viaggio. Dall'inizio; quand'è che abbiamo iniziato a parlare? Chi decide la rilevanza delle parole? Noi, sempre noi.

Eppure siamo stupidi, ci perdiamo completamente, abbandonati e rassegnati, diamo la colpa al tempo; diamo la colpa non a noi stessi ma al noi del passato. Davvero è necessario vivere tra una tela di relazioni?

In una frase: rincorriamo l'essere androgeni. I rapporti nascono dalla mancanza. Mancanza di noi, forse nella nostra condizione più pura ed originale. E partiamo da qua, dalla fantomatica copertina di questa campana che risuona nell'aria di questa campagna soleggiata. Uno è comunque un insieme. Il complesso è formato dal dettaglio. Siamo noi, intero genere umano che ci dividiamo, a bocca aperta, stupiti, ignari, in un qualcosa di estremamente complesso e fragile, bisognosi di comprensione e appoggio, crudeli forse, deboli. Non sappiamo cosa voglia da noi certa gente. Inutile chiederselo, ci muoviamo in un universo di parole. E i fatti? Bloccati su un'isola in mezzo al mare, certe parole si rifrangono come onde nella nostra mente. Se riuscissimo per una volta ad avere il potere, prendere quelle decisioni e prenderci indietro quel che ci spetta, allora sì che torneremmo a Vita. Eppure continuiamo a parlare, niente fatti, ci perdiamo pure per trovare le parole.

Certe canzoni parlano per te. Nessun bisogno di parole. Certo è un po' riduttivo. Le 11 qui presenti ti fanno parlare, da solo,  la forza te la infondono, fanno alzare di nuovo le speranze. Ti risollevano da terra, che vista edificante. Perché le parole sono convenzioni. E siamo noi a deciderle.

E se davvero in una campagna di infinita attesa sentite allacciarvi di nuovo alla concretezza da un assolo di chitarra, da un organo o qualsiasi,  allora fate sì che questo disco sia il vostro faro, in questa modernità immediata. Marinai dell'azione, fatevi guidare per agire. Prendetevi la vostra libertà.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora le tematiche di isolamento, conflitto e ricerca di senso presenti in The Division Bell, album dei Pink Floyd. Descrive un paesaggio sonoro che suscita riflessioni profonde sull'uomo e le sue relazioni. Il disco viene considerato un faro di speranza e libertà, capace di emozionare con la sua forza musicale e poetica. Un invito a ritrovare il potere delle azioni oltre le parole.

Tracce testi video

01   Cluster One (05:58)

02   What Do You Want From Me (04:21)

05   A Great Day for Freedom (04:18)

06   Wearing the Inside Out (06:48)

Leggi il testo

07   Take It Back (06:12)

08   Coming Back to Life (06:19)

Pink Floyd

Pink Floyd sono una band britannica formata a Londra nel 1965. Dalla psichedelia degli esordi guidati da Syd Barrett all’era dei grandi concept con Roger Waters e David Gilmour, hanno ridefinito suono e immaginario del rock con produzioni visionarie, sperimentazioni in studio e spettacoli dal vivo monumentali.
237 Recensioni

Altre recensioni

Di  zuckina

 In questo disco Nick e Rick hanno suonato tutto quello che dovevano suonare: per questo, secondo me, è il disco più geniuino dei Floyd dai tempi di Wish You Were Here.

 Quasi che tentando di liberarsi di Roger Waters, ne abbiano creato una brutta copia, un mostro di Frankestein assemblato come meglio si poteva.


Di  Old King Cole

 "The Division Bell è un album svalutato, reputato inutile dai critici per varie ragioni."

 "La conclusione è affidata alla perfetta 'High Hopes', che si chiude a sua volta in diminuendo sulle note del superbo assolo di Gilmour."


Di  tristano

 Bisogna lasciar perdere tutto e ascoltare.

 The Division Bell è un album tutt’altro che stanco o privo di spunti musicali.