Copertina di Pooh Boomerang
Teryolpul

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Per appassionati di musica italiana anni '70, fan dei pooh curiosi di evoluzioni sonore, critici musicali e ascoltatori interessati alla storia del rock italiano
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LA RECENSIONE

Visto che su Debaser pare scoppiata la Pooh-Mania vorrei dare anch'io un contributo alla causa.


"Boomerang" esce nel 1978 dopo l'ottimo successo del precedente "Rotolando respirando" (album, quest'ultimo, trainato dal successo di "Dammi solo un minuto") ed è un cambio di rotta per la band più longeva d'Italia: i suoni si fanno più diretti, le chitarre prendono il sopravvento su violini e archi vari, il ritmo appare fin da subito più scanzonato e divertito. E si riesce persino a ironizzare su sé stessi ("Pronto, buongiorno è la sveglia") nonostante una certa tendenza a piangersi un po' addosso ("Ci penserò domani", che sarà pero' il brano di maggior successo dell'album).


Musicalmente stuzzicante pecca pero' di troppa sicurezza e le analisi, diciamo così, sociologiche presenti in molte canzoni fanno sorridere. I Pooh, in fondo, sono sempre stati considerati una band la cui principale fonte d'ispirazione era l'amore, vederli cantare le ansie e le speranze dei giovani in servizio di leva ("Classe '58") o vederli solidarizzare con i pendolari ("La città degli altri") fa sorridere e lascia indifferenti.


Così come non funziona l'escursione storica a firma Stefano D'Orazio ("La leggenda di Mautoa") in cui si narrano le vicende dell'aborigeno Mautoa il cui destino è legato indissolubilmente al boomerang (ecco spiegato il titolo). Esperimento da dimenticare, anche se nel successivo album l'argomento esotico sarà sviluppato con maggior successo ("L'ultima notte di caccia").


Da segnalare, invece, "Quaderno di donna" in cui i nostri tentano di delineare un quadro non scontato sui movimenti femminili di quel decennio, e il mega successone radiofonico "Cercami".

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Riassunto del Bot

Boomerang, album del 1978 dei Pooh, segna un cambio di rotta con suoni più diretti e chitarre in evidenza. Pur contenendo brani di successo come "Ci penserò domani" e "Cercami", il disco è talvolta appesantito da testi sociologici poco convincenti. Alcuni esperimenti narrativi risultano forzati, mentre altri pezzi si distinguono per originalità. Un lavoro da ascoltare con attenzione ma senza aspettative troppo alte.

Tracce video

01   La città degli altri (04:12)

02   Ci penserò domani (04:23)

03   Pronto, buongiorno è la sveglia (04:52)

04   Cercami (04:02)

05   La leggenda di Mautoa (04:18)

06   Air India (03:56)

07   Quaderno di donna (04:23)

08   Incredibilmente giù (03:56)

09   Classe '58 (04:31)

10   Il ragazzo del cielo (Lindbergh) (06:12)

Pooh

Fondati nel 1966, i Pooh sono stati una delle band più longeve e famose della musica italiana, celebri per un repertorio che unisce la melodia pop con ambizioni sinfoniche e progressive.
60 Recensioni

Altre recensioni

Di  Federicocope

 Boomerang, la magia del pop rock vi (ri)tornerà indietro.

 I Pooh hanno fatto bei dischi perché sono discreti musicisti, non perché erano negli anni d’oro della musica.