Pooh
Palasport

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Voto:

Primo live dei Pooh, essendo perfezionisti arrivati solo al sedicesimo anno di attività a registrare dal vivo, Palasport rappresenta l'ultimo colpo di coda del loro modo di fare musica prima maniera, cioè il migliore.

Venticinque canzoni in scaletta, ma attenti, non si tratta del classico quanto banale best of, bensì una accurata selezione del materiale, ma suonato comunque in modo da far cantare a squarciagola il pubblico.

Ad arricchire il repertorio due inediti, "Siamo tutti come noi" e "Canzoni per l'inverno", il primo però troppo un frammisto dei successi più recenti, meglio la seconda canzone.

Per la prima volta compaiono tre brani degli anni Sessanta, un repertorio mai considerato fino a quel momento. Inoltre, nella parte finale compare un medley di nove tracce proprio con i suddetti pezzi fino al 1972, aprendo e chiudendo con "Banda nel vento", canzone celebrativa dei 15 anni del gruppo, dedicata a Riccardo Fogli.

Sono molto rappresentati gli ultimi tre album Viva, Stop e Buona fortuna, con rispettivamente tre, quattro e quattro brani, mentre viene rimosso il periodo 74-78, con le sole eccezioni di "Pierre" e di "Ancora tra un anno" solo coda strumentale.
Infine da segnalare "Parsifal", che quest'anno fa 50 anni, divisa in due parti con "esplosione" nella suite.

Con Palasport i Pooh chiudono un'ottima parabola iniziata con la produzione di Giancarlo Lucariello di Opera prima e che avrà il suo punto di massimo sviluppo nel biennio 75-76, prima della lenta discesa commerciale e ruffiana che comincia in tempi non sospetti con "Dammi solo un minuto".

Dopo il 1982 ci sarà un periodo di crisi ed omologazione, che porterà i quattro a registrare in angoli remoti del pianeta, e da ciò scaturirà la trilogia Tropico-Aloha-Asia. Bisognerà attendere il 1990 per un definitivo rilancio della band.

A Palasport do comunque quattro stelle di stima, essendoci ancora un certo modo di fare e intendere la musica, sebbene i coretti femminili comincino a essere davvero troppi, smorzando l'atmosfera di alcuni bei pezzi.

Dodi è ottimo con lo strumento, specie in "L'ultima notte di caccia" e "Parsifal", mentre Roby è in gran forma con la voce. Red e Stefano aggiungono invece simpatia, con interventi parlati poi espunti dalla versione cd.

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