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Pooh
Parsifal

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Voto:

Splendido. Monumentale. Minimalista. Epico. Emozionante come poche opere sanno essere. Suggestivo, evocativo e lirico nei momenti più "semplici" come nei più "impegnativi". Puro nella sua bellezza già da ora senza tempo.

"Parsifal", opera quarta dopo l'"Opera Prima", "Alessandra", "Un po' del nostro tempo migliore", presenta la band rimaneggiata nella formazione: non più Valerio Negrini alla batteria (subentra Stefano D'Orazio), non più Riccardo Fogli nel gruppo, dove aveva un sorta di "leadership" (in realtà tutti sono "frontmen" per l'alternanza al canto e i cori sul modello di certo rock britannico più o meno post-Beatles). Sinceramente (per chi scrive) difficile separare il livello del sentire da un esame più "razionale" del disco in questione. Sicuramente è un'opera estremamente ispirata, finora il più (musicalmente) impegnativo e ambizioso progetto del gruppo di Dody Battaglia, Red Canzian, Roby Facchinetti, Stefano d'Orazio.

Difficile in quanto suona come una sfida, un confronto con la corrente del rock "progressivo" (i leaders mondiali sono i Genesis), genere che nella sua denominazione include già l'idea di "apertura di orizzonti" di "guardare oltre" di "cambiamento" verso forme creative più "avanzate", etc; ambizioso perché dall'impegno e dalla cura perfezionistica che traspare in tutta l'opera si può inferire che la tensione lirica avvertibile è anche in parte il risultato della speranza di riuscire in tale connubio. Lo dico subito: non ha importanza (secondo il mio parere) stabilire se tale sperimentale tentativo di "internazionalizzazione" in senso stilistico e commerciale e "innovazione" in senso artistico e compositivo sia più o meno riuscita. Perché (sempre a mio parere) al di là del carattere fortemente innovativo di quest'album rispetto ai precedenti c'è qualcosa di più importante, non del tutto traducibile a parole.

I due singoli che fanno da apripista all'album sono già due canzoni di un livello straordinario, (e ciò non sempre accade, in quanto il 45 giri risponde maggiormente all'idea e alla pratica del "lancio" che avviene attraverso un scelta studiata di ciò che è più "semplice" e "diretto" senza tralasciare la qualità). "Io e Te per Altri Giorni", il primo dei due SP è una canzone orchestrale, ritmata secondo una cadenza narrativa, (cioè come se la sezione ritmica sottolineasse i vari passaggi della storia raccontata e delle emozioni vissute dal narratore) alterna due momenti simili, più "sostenuti" e veloci (quasi come una "fuga" strumentale) che ne racchiudono uno più riflessivo e sospeso: "tu distruggi un uomo che crede solo in sé, tutto questo io lo accetto, non si vive un'altra volta". Sofferta, a suo modo scabrosa, e realistica, questa canzone, con il suo articolato e complesso arrangiamento e le sue aperture orchestrali suona già come un brano epocale. "Infiniti Noi", il secondo dei brani tratti da questo album, è invece una canzone (con la C maiuscola) in cui dominano l'ampiezza e la lentezza: melodie dolcissime, un po' malinconiche, un po' sognanti un po' illuminate da un senso di speranza, priva di percussioni, con un'orchestra di 50 elementi, è "solo" una splendida canzone d'amore, quasi un inno, quasi la messa in musica di una "lettera a un'amata infinita", quasi una tenera ninna nanna consolatoria. Romantica e dolcissima, ("grida se l'amore grida forte, piangi quando sei messa d parte") sembra suonata e pensata apposta per lasciare fluire le emozioni pure senza altro commento ulteriore. Nell'album è posta quasi al termine. Segue "Dialoghi", quasi un interludio prima del finale teatrale.

La conclusione e il teorico climax, è appunto affidata alla lunghissima suìte progressive che dà il titolo al (concept-) album, "Parsifal". Termine più erudito di Percevàl, anche se più noto, è la narrazione per quadri della Leggenda del Sacro Graal, di origine "celtica" (e antichissima). Il tempo narrativo è scandito dagli accordi del pianoforte, sui quali si posano le parole dei vocalists che si alternano, mentre il tempo drammatico del racconto si dilata fino a tendere verso un ideale infinito (eterno cioè atemporale) il che è all'incirca il significato implicito all'idea stessa del progressive (progressione verso il superamento dell'orizzonte, oltre il confine della circonferenza, verso uno spazio e un tempo infiniti e quindi verso la dimensione della classicità atemporale). La lentezza e il carattere ascendente della struttura armonica scandisce i vari passaggi da una scena all'altra faendo di questo brano un'opera nell'opera: il cavaliere alla ricerca del Sacro Graal, simbolicamente interpretabile come la ricerca dell'Assoluto e dell'Immortalità, decide, all'incontro con un'aspetto più "vero" e"vicino" della vita, (la donna amata, e ciò che rappresenta), decide di rinunciare alla sua missione, e di donarsi alla vita e alla sua amata ("le tue armi al sole e alla rugiada hai regalato ormai, sacro non diventerai") e per tale motivo resterà anche "senza macchia".

Come tutto sembrerebbe, è la perfetta conclusione epica e al tempo stesso romantica di una narrazione incentrata tutta sul concetto dell'amore posto in contrapposizione con il sacro e l'assoluto, come le due superfici della Terra e del Cielo che però finiscono per incontrarsi. Così è secondo lo schema dell'album, ma non secondo il crescendo emotivo. Perchè il vero, assoluto vertice lirico, epico e romantico si raggiunge proprio lì dove meno l'ascoltatore se lo aspetterebbe, proprio con il brano posto in apertura dell'opera:

"L'anno, il Posto, l'Ora..." è realmente qualcosa che va oltre ogni possibile considerazione, anche oltre le parole che si possono provare a cercare per descrivere l'emozione, pura e sconvolgente che suscita. Si tratta di una canzone, con un un dolce piano e delicati arpeggi di chitarra acustica in apertura, e tuttavia, come se fosse involontariamente avvolta in una grandiosità sinfonica, come se tali note fossero straordinariamente in assonanza con l'anima di chi ascolta, e la musica solo un sottile velo che lascia trasparire tale bellezza. La canzone si suddivide in due parti, la prima più sognante, arcana, quasi onirica, raffigura metaforicamente l'incontro con un amore impossibile, e la vertigine lirica ne è la perfetta trascrizione, anche nelle partiture armoniche ("l'anno il settantatrè il posto il cielo artico, l'ora che senso ha, d'estate è sempre l'alba, l'incontro di ogni giorno con l'immensità credo finisca qua") i versi, straordinari, si fondono nella musica come un torrente scava la sua vallata nella terra e ne disegna la geografia; il crescendo graduale delle immagini sempre più ardite si avverte nel senso di attesa e sospensione che scorre nel fondo dei suoni: "suoni di vento e d'acqua che fermare vorrei... ma non c'è tempo ormai", fino alla vetta, corale di tale scalata per immagini, che senza più distinzione tra parole e musica, crea un effetto indescrivibile "e non dite a lei: non lo rivedrai, dite: non si sa, forse tornerà", sembra realmente di sentire l'urlo di un vento sferzante. Una canzone, apparentemente semplice, un inno grandioso e un racconto parabolico dell'amore sfiorato, della bellezza colta nello spiraglio di un istante e fissata nella mente eterna del vissuto. Non so, tornando alla mia personale considerazione iniziale, quanto sia importante che questo album riesca più o meno nell'ambiziosa meta che si prefigge. Forse, però una parziale "certezza" la si può cogliere tra le righe della seconda parte della memorabile canzone che lo apre, e che racconta di una vita quotidiana in un mondo reale: l'interruzione riporta lo sguardo interiore alle immagini dense d'assoluto del viaggio iniziale: "all'orizzonte là, il sole è un occhio immobile, è notte ma la notte qui d'estate è solo una parola" fino alla conclusione, prima del coro struggente e sferzante come l'aria gelida che spazza i ghiacci eterni "affascinata e stanca la mia anima va verso la libertà".

Commenti (NovantaTre)

Anonimo
Anonimo
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This town needs an enema.


Anonimo
Anonimo
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Fidia
Fidia
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Incredibile, non credo che si verifichi molto spesso che un recensore prima parli dei fear Factory e poi dei Pooh.
O meglio, non credo sia possibile.
Magari la prossima volta mi stupisci e mi scrivi una recensione dei Napalm Death, per poi passare all'analisi di Fivelandia 5 di Cristina D'Avena. Mah...


Anonimo
Anonimo
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hypnsosphere sei un cazzone! è quasi + sopportabile Bisius. proposta di inserimento tra i casi umani!!!!!!!


Anonimo
Anonimo
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cazzone!!! proposta di caso umano


FedeHetfield
FedeHetfield
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certo che siete propio delle teste di cazzo,mettete 1 solo perchè vi sta suoi coglioni che recensino
un disco che vi sta sulle palle,piuttosto potete mettere 1 al disco!


Fidia
Fidia
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Fede, se leggi attentamente potrai tranquillamente notare che non ho offeso nessuno.
Qui se cè una testa di cazzo, quella sei tu per quanto mi riguarda.


Anonimo
Anonimo
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no la testa di cazzo sei tu che cerchi pure di mettergli contro gli altri utenti...fidia sei patetico, sparisci da questo sito, per favore


Fidia
Fidia
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Ti piacerebbe, eh? Ed invece io rimango, tiè :-D


charley
charley
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Recensione buona, forse un pò agiografica, di un album che sembra tutto tranne che dei pooh. Ai perplessi l'invito ad ascoltare quantomeno la title-track con l'assolo di Battaglia, roba da leccarsi i baffi


Occulto Supersovrano
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ti consiglio di scrivere un'altra rece sui Nirvana tutta piena di paroloni per poi concluderla con un paragone tra Cobain ed i Matia Bazar (o i Cugini Di Campagna).


iside
iside
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Parsifal è un brano maestoso, e in questo lavoro i Pooh sembrano alla ricerca di nuove strade poi, banalmente cadranno nel pop più semplice e danaroso.


Senmayan
Senmayan
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HABEMUS CASO UMANO!!!!!!


Addison
Addison
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Con questo disco ci sono nato e chi lo conosce non può che amarlo. Certamente il punto più alto (direi altissimo) della carriera Pooh, che subito dopo hanno dato alla luce, si buoni album, ma anche a veri e propri cessi (per me). Questo è un Album straordinariamente prog, che come sottolinei tu, è un'opera nell'opera: "Quei cavalieri simili a dei....." è maestoso. L'avrei volentieri recensito io. Unico appunto. rece un po' troppo lunga, ma comunque, bravo!


andy66
andy66
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Chi non ha pregiudizi e un minimo di vedute aperte si accorgerà ascoltando i Pooh del periodo 73-79 che avevano idee e attitudini rock, che però non hanno saputo o voluto sviluppare. Hypnosphere boy non sei un caso umano, vai tranquillo....


sylvian1982
sylvian1982
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Recensione troppo lunga. Comunque è un buon disco, anche se "Un pò del nostro tempo migliore" è successivo e non antecedente a questo. Per la precisione. E anch'esso è un buon disco.


Anonimo
Anonimo
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Cazzo come vengono seguiti i Pooh! Allora anch'io metto 5 per omologarmi alla maggioranza! Tiè!


Anonimo
Anonimo
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no no, hypnosphere boy CASO UMANO! sù sù


MAH!
MAH!
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Concordo perfettamente con quanto detto da Andy. Probabimente chi vota 1 non ha mai ascoltato una emerita mazza dei Pooh di quel periodo. Parsifal e' un buon disco, sicuramente superiore a tanta altra merdaccia osannata su debaser.


FedeHetfield
FedeHetfield
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Bisius
Bisius
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La prossima volta propongo l'accoppiata Frank Zappa-Loredana Lecciso


andy66
andy66
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bisius devo darti una brutta notizia Zappa è morto.....


Bisius
Bisius
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Eh, già, purtroppo Frank Zappa è morto. Nel lontano 1993, però è morto.


Walterstarman
Walterstarman
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Non li sopporto!


Anonimo
Anonimo
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ritardato di un Bisius, ma quanto sei bravo a trovare notizie in rete!! Zappa è morto? oddio, non lo sapevo... ora vado su wikipedia e faccio il figo dicendo pure l'anno, così non sarò considerato un cazzone ma, anzi, un intenditore di musica. BE' BISIUS MI SPIACE... MA PER TE VALE LA PRIMA, ERGO SEI UN CAZZONE!


Anonimo
Anonimo
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bisius ma quante figure di merda stai facendo da quando ti sei iscritto?!?! ormai non si contano


Enciclopedia Poletti
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Vorrei ricordare, a chi mette 1 (e il disco non l'ha mai ascoltato, ovviamente), che qui sono presenti lunghe suite di 12 minuti e il pop si contamina con la sinfonia classica. Poi se voi avete presente solo "Chi fermerà la musica" o "Tanta voglia di lei" o merdate varie, dei Pooh non conoscete nulla. Comunque non è un capolavoro, ma certo è il miglior disco dei Pooh, e uno dei migliori apparsi in Italia in quel periodo.


death Trasher
death Trasher
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aahahahahhahahahahahahahahahaporcjc hhahahahaha



Anonimo
Anonimo
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Quoto il Poletti. Un disco da possedere. Forti quando in Parsifal usano i timpani.


Anonimo
Anonimo
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Grandi i Pooh. Anche se contradditoriamente preferisco "Uomini soli". Cazzo quant'era bella! E quanto era vera!


Anonimo
Anonimo
Opera:
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Poletti ma sei un cazzo! ma se anche tu voti senza aver mai ascoltato i dischi! ma per piacere


Anonimo
Anonimo
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Ah, io ieri ho fatto un rutto di 12 min. lo possiamo considerare una suite?


misterNo
misterNo
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possibile che il recensore non abbia pensato di escludere i commenti anonimi? possibile che vi piaccia così tanto la "merda" scritta dagli anonimi?... disco fantastico, per un gruppo che ebbe una fase creativa davvero interessante, e non solo con quest'album, almeno fino a "Viva"... recensione molto interessante... il 5 al disco, andrebbe anche solo per il brano "parsifal" e la chitarra di Dodi...


Fidia
Fidia
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Volevo precisare il mio commento.
Non volevo assolutamente denigrare i Pooh e non vedo come potrei farlo dato che non ho mai ascoltato un loro disco in vita mia.
Quello che volevo dire è che mi sembra molto strano il fatto di parlare allo stesso modo ed in maniera analitica di gruppi e generi così distanti tra loro.
Cioè, ripeto, da uno che mi recensisce i Fear Factory, dimostrando, inoltre, una conoscenza non indifferenza di un certo tipo di metal estremo, sinceramenre non mi aspetto che qualche giorno mi recensisca i Pooh, tutto qua.
poi io non faccio nessuna crociata persoale.
Mi limito semplicemente a manifestare il mio pensiero, ed il modo di scrivere di Hypno non mi piace.
Non mi sembra di aver scritto niente di così offensiivo o denigratorio nei suoi confronti.
Sarei felice, comunque, di confrontarmi con lui se vorrà.
Magari cambio idea, ma non ho possibilità di farlo, se non si fa vedere.


Fidia
Fidia
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Perdonatemi i refusi.


Addison
Addison
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Non voglio difendere nessuno, ma vorrei solamente dire che essere entusiasti per dischi di genere, ESTREMAMENTE diversi tra loro, è solo un merito. Detto questo, non considerare quello che hanno fatto ultimamente i Pooh (che dovrebbero andare a godersi la pensione, oltrechè smettere di tingersi i capelli), ma se non hai mai ascoltato Parsifal, ti consiglio di farlo: i Genesis vengono citati nella rece ed un motivo c'è. Saluti, Addison.


vellutogrigio
vellutogrigio
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Credo che i Pooh non vadano sottovalutati: tranne il batterista sono ottimi musicisti, con degna inventiva. Negli anni '70 il loro pop rock con venature prog era molto valido. Poi si sono involuti. Disprezzarli mi sembra un po' snobistico, ed, in ogni caso, il disprezzo per il gruppo non deve estendersi alla recensione, seria e colta.


cptgaio
cptgaio
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Beh,ragazzi confesso che Parsifal nonl'ho mai ascoltato ma ora lo cerchero'. Mi avete convinto!


RealAXL
RealAXL
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Recensione animata da un amore per i Pooh a dir poco viscerale (ma del resto Hypno ci aveva avvisati all'inizio). Anch'io credo che ascoltare e riuscire a commentare in maniera erudita due o più generi musicali distanti anni luce fra di loro sia solo una nota di merito, e condivido in parte anche lo stupore di Fidia ma sottolineo che io (e penso anche Fidia alla fin fine) sono stupito positivamente. Nessuno può negare che c'è del buono sia nei Led Zeppelin che in Franco Battiato, e nessuno è mai svenuto nelle mie vicinanze quando nel mio stereo a "Four sticks" è seguita "L'era del cinghiale bianco". Certo, anch'io se dico POOH penso immediatamente a "Piccola Katy", a "Chi fermerà la musica", a Dj Francesco, a Stefano D'Orazio che suona il ride cymbal ad un'altezza improponibile per un essere umano, al drum set di quest'ultimo che presenta la doppia cassa più inutile della storia della musica ecc... ecc... ma leggendo questa rece mi sono ricordato di quando avevo 6-7 anni (inizio anni '80) e mia zia faceva girare fino allo stremo una vecchia musicassetta DENON da 60minuti in cui si intuiva la voce di Facchinetti, ed alla mia domanda "Ma questi sono quelli di Pensiero?" lei rispondeva "No, sono quelli di Parsifal".


DaveJonGilmour
DaveJonGilmour
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A me piacciono...E "L'anno, il posto, l'ora" è tra le più belle canzoni che io abbia mai ascoltato! Ma anche le altre canzoni sono belle.


Precisino
Precisino
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Mi rendo conto che, guardando e ascoltando i Pooh attuali, passi la voglia anche solo di scaricare un loro pezzo, ma questo e' decisamente un disco che merita, il loro piu' ispirato (assieme al successivo "Un po' del nostro tempo migliore") grazie anche all'entrata nel gruppo di Red Canzian, reduce dall'esperienza dei Capsicum Red, con i quali aveva inciso l'ottimo "Appunti per un'idea fissa".


happypippo
happypippo
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bella recensione davvero. di conseguenza ho ascoltato il disco, che conosevo a tratti. Eppure per me restano sempre dei mediocri artisti e dei bravi impiegati della canzone. ovvio, hanno i loro picchi ma davvero, sono sempre stati fastidiosi, col loro "professionismo" (che in loro è un grosso limite), le loro voci pulite. Anche qui in Parsifal (sì uno dei loro migliori dischi, noioso alquanto) niente prende il volo. Certo è molto curato, meglio anche di gruppi piu' famosi e creativi, certe canzoni hanno il piglio dei procol Harum di grand Hotel, questo prog sinfonico leggero leggero sembra fare miglior figura del Concerto Grosso per i New Trolls (mamma mia che cartone quel disco)e "L'anno, il giorno, l'ora" è ua bella canzone, con bella sintesi di immagini da parte di Negrini. A me però lascia il palato asciutto, non c'è coraggio di andare in fondo e l'emozione è sempre un passo in qua nel mondo della canzonetta italiana.
I testi poi...


happypippo
happypippo
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p.s.: scusa, il voto al disco voleva essere 3 non 2 perchè non è certo così brutto anzi....


DaveJonGilmour
DaveJonGilmour
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ma poi, Fidia, hai cambiato idea?


ArnoldLayne
ArnoldLayne
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piangi per l'amore se si perde..odiami se sei messa da parte..grida, se l'amore grida forteeee


Anonimo
Anonimo
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purtroppo una delle basi dell'ignoranza è il non volersi confrontare.vi fanno piu' paura i Pooh dei fear factory? Consiglio a tutti pero' di recuperare "un po' del nostro tempo migliore",perchè è senza dubbio superiore a Parsifal fra gli album "prog -sinfonici" del gruppo.


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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ringrazio l'ultimo User per il consiglio, e tutti gli altri che hanno contribuito a mettere a fuoco un'opera di cui poco si conosceva nei tempi recenti; credo che la fase iniziale ("Opera Prima", "Alessandra", "Parsifal", "Un pò del nostro tempo migliore") ritragga un gruppo di grande talento, al di là degli (oggettivamente incontestabili) gusti personali su altri generi musicali, periodi storici, etc. Conosco una parte della discografia dei Pooh, non ho ascoltato quello che Lei consiglia e lo comprerò. La mia assenza da DeBaser come "recensore" è dovuta ai motivi che molti (la maggior parte, ritengo) hanno individuato. Tuttavia mettersi in gioco significa anche saper reggere contestazioni, anche aspre, e per ora non credo di essere in grado di rispondere a quei commenti. Tornando ai Pooh, ho fatto una riflessione, riguardo ai titoli (molto più importanti di quello che sembra): un titolo come "Opera Prima" mi aveva fuorviato, in quanto pensavo si trattasse di una specie di "ironia megalomane", cioè di un grupo pop/rock che avesse la (peraltro legittima) ambizione a conseiderare gli album Pop delle "Opere". Ingenutità da parte mia (anche se resta una sfumatura di dubbio) ma l'architettura progressive (che fu realmente l'ambizione a superare i confini tra il Rock, il Pop e la Musica Sinfonica che trovava sbocco espressivo nelle Opere) palese in quest'album, svela forse come nella mente del gruppo veneto-toscano-romano-bergamasco... ci fosse già l'idea di questa forma espressiva. La mia è una ipotesi, ma credo abbastanza fondata. Grazie a DaveJonGilmour, RealAXL, Andy66, Addison, ArnoldLyne, happypippo, tutti gli altri, e (in modo particolare) Iside, uno degli Users più pregiati e competenti in assoluto di DeBaser. Spero di non aver offeso nessuno, grazie H.B.


Anonimo
Anonimo
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Non dimentichiamoci che è grazie a dischi come questo che molta gente(sottoscritto compreso) si è avvicinata a generi molto-e spesso anche troppo-piu' difficili e facili alla noia,fra i quali il prog e la psichedelia.Un giorno i Pooh del periodo Canzian saranno rivalutati come un tentativo di sintetizzare nella musica italiana quel tipo di immaginario-cosa che non è riuscita a molti,forse solo a Battisti o alle Orme-.la cosa buffa è che se la gente osanna Kid A ,non si rende conto che metà di quel disco è costruito dall'attento ascolto di dischi di pop sinfonico italiano,fra i quali -ci scommetto-Parsifal,che gode di un certo seguito all'estero.


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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può essere che Lei abbia colto un aspetto che mi era sfuggito; sui Radiohead in generale e su quel disco (Kid A), oggettivamente una pietra miliare del rock/pop d'avanguardia degli ultimi 20 anni, si dovrebbe spendere un discorso assai più lungo, e tuttavia non pertinente in questo contesto; ma mi piace pensare ad un accostamento come questo: è sicuramente vero che i Pooh a partire dal 1972 raggiunsero un successo planetario (testimoniato dalla riproposizione di canzoni in lingua inglese nell'album "Hurricane"); non so se Thom Yorke conosca la realtà musicale italiana, ma sono certo che questo disco (come affermo nel mio scritto) si colloca su di un altissimo livello, forse sullo stesso se ne parliamo in termini di innovazione stilistica, intensità di ispirazione e poesia. Grazie ancora anche a Stefano, H.B.


ArnoldLayne
ArnoldLayne
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Non penso che questo Parsifal sia stato di grande presa all'estero..e non penso che il successo planetario di cui parli sia così giovane..Hurricane è dell'80 se non mi sbaglio..vabbè. Stefano, la psichedelia è facile alla noia??


Anonimo
Anonimo
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Se non lo pensi,puoi sempre informarti.I patiti ed esperti di prog e roba sinfonica esteri questo disco lo conoscono,Hurricane è già per un mercato diverso,quello del pop/ disco(non parlo di successo di massa).non è la psichedelia che è facile alla noia,ma certi gruppi psichedelici che veramente scassano i maroni- se non piu' -allo stesso livello della roba zuccherosa,cosi' come molte suite e gruppi prog che davvero lasciano il tempo che trovano (guarda ad esempio i Gentle Giant, che io trovo noiosi).non mi metto ad elencarli,pero' è indubbio che la fine del prog è dovuta allo sbraco di chi si è sentito in dovere di ignorarne i limiti. Almeno questo è un disco onesto e non eccessivamente masturbatorio


iside
iside
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H.B. io uno dei più pregiati ed esperti???


ArnoldLayne
ArnoldLayne
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stefano, certo, tra i patiti, ma io e hyp boy parlavamo di successo planetario, e non mi pare proprio che l'abbia avuto.


manliuzzo
manliuzzo
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Fammi capire Arnold, i Pooh, fra i quali c'è anche il padre di DJ Francesco, hanno fatto un bel disco? Se lo dici tu ci devo credere, ma sono ancora stordito.... Oh comunque vedetevi i fatti di DJ Francesco su Bastardidentro!


ArnoldLayne
ArnoldLayne
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manliù, abbandona i pregiudizi e ascoltati sto disco


iside
iside
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be un certo seguito europeo lo hanno avuto, anche se poi Hurricane lo stamparono anche per l'italico mercato per rifarsi delle spese sostenute.


ArnoldLayne
ArnoldLayne
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si come dici tu


Anonimo
Anonimo
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si',proprio come dice lui,come dico io e come dice la storia.Se non ti fidi ancora,vai su italianprog e leggi il commento a proposito


iside
iside
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Be arnold io sono abbastanza vecchio per aver vissuto i Pooh anni 70, scenografie ciclopiche e stadi pieni in Italia, Hurricane uscì per il mercato estero ma fu un mezzo flop, lo dovettero pubblicare anche in italia primo perché i fans lo stavano comprando di importazione, secondo per rientrare dalle spese.già ma tu sei giovane e forse non sai quanto costava in più un LP di importazione...


hypnosphere boy
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ArnoldLayne: grazie per la lettura; c'è da precisare che la definizione di "successo mondiale" l'ho reperita sulla web-page di Wikipedia dedicata ai Pooh, a mio avviso piuttosto ben curata e con informazioni attendibili. Link: Pooh - Wikipedia per quanto riguarda "Hurricane" è vero che l'album è del 1980, ma sin dal titolo (la versione inglese della title track di "Rotolando Respirando") più molti altri brani, racchiude pezzi della produzione precedente (l'album citato è del 1977, canzoni come "Fade Away", traduzione inn lingua Uk di "Pierre" che compariva su PoohLover del 1976 e così via) dimostrando in tal modo che il riferimento era al modello dei Pooh seconda-maniera, cioè quelli della transizione tra le Opere ("Opera Prima" dimostra come la concezione che avevano inizialmente del rock fosse un pò Beatlesiana e un pò... progressive-operistica, appunto) e il Pop/Rock (peraltro di buona fattura) degli album successivi.
Iside: certamente, questo è il mio punto di vista, ma ne sono convinto; la Sua attività (e la Sua conoscenza) nell'ambito della Musica Italiana, (vorrei segnalare il tributo "Atlantico Dicembre" a Fausto Rossi: sto cercando disperatamente un suo cd..., e a Garbo, etc) La rendono nell'ambito della Canzone d'Autore affine ad Users come Grasshopper (da me stimatissimo), e analogamente sul versante elettronico-punk-core-noise ad Users come Sfasciacarrozze (idem), Gabbox, Opaltide...
ringrazio tutti con grandissima stima, H.B.


iside
iside
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@@H.B. Cosa stai cercando di faust'o??


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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"J'accuse... amore mio" (1980) "Faust'o" (1983) "L'erba" (1995) "Exit" (1997) "Out Now" (1982) grazie mille da ora per le (eventuali) indicazioni) H.B.


iside
iside
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<"J'accuse... amore mio" (1980) "Faust'o" (1983) "L'erba" (1995) "Exit" (1997) "Out Now" (1982) grazie mille da ora per le (eventuali) indicazioni) H.B.
> be faust'o è del 1982 mai ristampato in cd, out now la versione in vinile fu stampata in sole 1000 copie, però lo ristamparono in cd nel 1996. se ti accontenti di luride copie posso fartele avere. ciao


under
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grazie ad emule si trovano: diffondete!!!!!!!


iside
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uè io faccio più veloce del mulo, più veloce e qualità garantita. HB Lost and found ce l'hai?


under
under
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bè quendo ho scaricato la sua discografia per mia sfortuna non ti conoscevo iside...


iside
iside
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@under volevi dire <per tua FORTUNA non mi conoscevi> ;-))


ArnoldLayne
ArnoldLayne
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Mah, anonimo, non capisco che vuoi dire


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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Grazie infinite per la proposta. Per ora non ho nulla, avevo provato a cercare il (mi sembra) più recente "Exit", del 1997 (conosciuto in una Sua recensione) che (spero) sia reperibile in CD. Per gli altri proverò a cercare (ciò che è possibile), H.B.


iside
iside
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Recensione:
be HB prova col mulo oppure mandami un MP col tuo indirizzo


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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grazie mille, Iside, (purtroppo da un altro versante, quello di certa musica electro-wave del Nord Est a causa di canali distributivi inadeguati, di labels poco professionali e anche di una certa tendenza a "stare al gioco" di una sorta di un "embargo culturale non dichiarato" di cui da sempre il nostro Paese soffre nei confronti del mondo anglo-americano, ho avuto modo di vedere dei gioielli - oltre a Faust'o molti altri nomi come Laser Italian Nation, Synthetic Zoo, Detonazione, et similia si sono "semplicemente" dovuti sciogliere) H.B.


hypnosphere boy
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Gent.mo Iside, purtroppo non riesco a inviare un messaggio, ho tentato attraverso il Blog, ma anche lì ci sono problemi. Come posso fare? grazie, H.B.


Horizons
Horizons
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Un disco bellissimo che invito sopratutto gli amanti del prog ad ascoltare senza farsi condizionare dal nome del gruppo. Bella la recensione. Già che ci sono vi consiglio anche "Forse le lucciole non si amano più" della Locanda delle fate.
Per chi non mi conosce il mio gruppo preferito sono i Genesis.


coolermaster
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Ho scoperto i Pooh,molti anni fa grazie a mia madre: un giorno mi disse semplicemente di ascoltare "alessandra" e "Parsifal"...quasi quasi le stavo ridendo in faccia, e con sforzo le risposi"Sai, mamma a me piace il progressive, E,L&P, Pink Floyd, King Crimson...quella roba lì insomma"...Lei mi rispose semplicemente "Appunto per quello"...Credevo che mia madre (che tra l'altro è giovane) stesse rincoglionendosi...poi però mi sono ricordato che lei all'epoca (aveva 20 anni ed io ero bambino)ascoltava la "Grande Musica", il grande Rock...progressive compreso, ma anche parecchia musica italiana...Bah, sta di fatto che il giorno dopo entrai dal mio rivenditore di dischi sotto casa e alla voce Pooh notai subito i citati "alessandra" e "Parsifal"...poi l'occhio scorse una copertina un po' enigmatica con diegnato su un angelo, del tipo di quelli dipinti da raffaello...Opera Prima diceva il titolo e già lessi subito "Pensiero" e "Tanta Voglia di lei"...le uniche canzoni dei Pooh che conoscevo e che associavo a tutto il pattume italiano alla "ricchi e poveri" e compagnia cantante...Eh già i pregiudizi nati specie in quell'epoca (i '70) erano duri a morire. Decisi di acquistarli tutti e tre...ma si, mi sono detto, insomma "tanta voglia di lei" è un classico, bisogna averla...e poi sentiamo 'sto Parsifal che la mamma mi ha tanto decantato..
Beh, forse è stata una di quelle scoperte che più mi hanno turbato e mi hanno portato ad una serie di ragionamenti che ancora oggi dopo tanti anni tengo come Totem: mai basare il giudizio sul sentire comune...
Parsifal è un album Prog Rock...e che Prog!!! Come se i Moody Blues avessero incontrato i Genesis: la title track da urlo, insieme all'apripista "l'anno il posto ,l'ora".....
Ma a costo di andare OT, per me il vero capolavoro è "alessandra", dove è contenuta una delle perle della musica italiana di sempre che è "noi 2 nel mondo e nell'anima", con quel Moog che ricama arabeschi barocchi e Stefano D'orazio che appena arrivato mostra indiscutibili doti sceniche...Chi l'ha detto che non è un bravo batterista? E' bravo a fare quello che deve fare....i Pooh non sono gli Steely Dan o i Weather Report, eccheccazzo...piantiamola con paragoni assurdi...Meglio di Franz Di Cioccio, vecchio amico di mi padre invece che distruggeva rullanti a più non posso...
Parsifal e alessandra sono l'apice dei Pooh per me, anche se spimto da curiosità verso questo bistrattato gruppo ho potuto apprezzare parecchio pure "Poohlover" e "Rotolando Respirando", con quel sound così maledettamente seventies che adoro....


hypnosphere boy
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grazie davvero ancora, non mi aspettavo così approfondite riflessioni, sono lusingato :))


Carlo
Carlo
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Bella recensione


Carlo
Carlo
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Forse sono stato un po' telegrafico....allora vediamo un po', grande disco di un periodo d'oro dove i pooh si orientarono verso un pop progressivo che dopo pochi anni ebbe il suo apice con il rock sinfonico di album come rotolando e respirando, viva , stop.
Da allora scelsero la via del commerciale pulito ma privo di emozioni.
Propongo all'ascolto di quel periodo canzoni come strumentali come mediterraneo, risveglio, e la dimenticata fantastic fly dove Battaglia e' autore di un assolo elettrico da brividi.
Ancora complimenti per la recensione


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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Grazie anche a Lei, Carlo: i Pooh li ho conosciuti proprio con "Rotolando Respirando", quindi "Oasi" l'emozione di "Uomini Soli", la vittoria a San Remo, (le litigate con chi ascoltava altre musiche...) anche se uno degli album che più mi sono piaciuti è "Giorni Infiniti": anche a costo di esagerare (la mia conoscenza filologica è limitata, del resto), mi pare che con quell'album tocchino per alcuni aspetti il "synth-pop" (la title track, "Terry B", e "Goodbye", ampio l'uso delle tastiere), ascoltando "Il Cielo Non Finisce Mai" del 2006, in cui si sentono le tastiere Korg (si chiamavano così?), molto prog-rock, viene da pensare che molto altro hanno da dire. Ciao, H.B.


Rip_Van_Winkle
Rip_Van_Winkle
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Come un ombra o croce (fantastic fly e chi se la ricordava più!)


mocampo
mocampo
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la rece è buona anche se discordo ma almeno mi ha spinto ad ascoltarlo e....ad un primo ascoltlo non mi sembra un granche. ok, niente a che vedere con piccola katy ma non mi ha lasciato niente.riproverò visto il tuo entusiasmo


misterNo
misterNo
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non è un album da un solo ascolto... anzi... :)...


TheJargonKing
TheJargonKing
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Molto bella scorrevole e dalla buona analisi la rece. E' il voto che mi prende un po' male. I gusti sono gusti e, anche se non sono d'accordo ok, lo accetto e non si discute, però il caso è che se uno vede i Pooh come il massimo della vita allora ci stan bene le cinque stelle e, in questo caso, il voto ha valore solo per lui. Se invece il voto tiene conto, come dovrebbe essere, di un percorso discografico complesso e complessivo, come si può dare 5 stelle ad un disco che non è male ed è il migliore di quel gruppo? Se diamo 5 stelle qui, cosa dobbiamo dare a Tommy degli Who, o a Darwin del Banco, o a Storia di un Minuto della PFM, o a Third dei Soft Machine, o a Grand Wazoo di Zappa.
Signori cari, cinque stelle è il massimo e dovrebbe essere dato solo ai capolavori immortali della musica mondiale, questo è un discuccio carino e ben confezionato che però non arriva, obiettivamente, nei primi 800 dischi della musica italiana degli anni '70. Proviamo a ragionare su questo, l'alternativa è che in quel periodo siano usciti solo capolavori immortali e questo mi pare poco probabile.


Anonimo
Anonimo
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sinceramente e obbiettivamente questo disco è migliore di concerto grosso o di pallosissimi dischi prog italiani del periodo,a parte grandi eccezioni (le orme).Ora la storia la fanno i critici,la massa e il marketing,ragion per cui quando andava il prog duro e puro un disco cosi' poteva tranquillamente finire ignorato dagli esperti del settore e non certo per demeriti del disco in se ma per le mode.Io personalmente non penso che sia da cinque ma neanche da due,ricordiamoci che red canzian era nella bla bla e militava negli osage tribe,non certo ne IL VOLO,quello si' un supergruppo prog completamente inutile per cui varrebbe la tua critica considerando la caratura dei partecipanti.Secondo me invece i Pooh hanno fatto il culo a molti all'epoca riuscendo a fondere il prog al pop in modo onesto: molti grazie a questo disco sono passati a sentire roba piu' pesante ma di certo non i gentle giant -per fare un esempio-che sono una bufala.


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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quella sulla calibratura dei punteggi è un'osservazione giusta, anche se nella grandissima varietà dei dischi e relativi generi ad essi associati recensiti su DeBaser da (mi pare) 12000 iscritti, rende praticamente impossibile qualsiasi meccanismo di controllo; per ora mi limito a dare i punti sulla base del valore che (provo) a riconoscere da un punto di vista oggettivo, e anche tenendo conto di un imprescindibile punto di vista soggettivo, in questo caso il mio, ma quello di (penso) chiunque scriva.Sarebbe forse più giusto avere scale maggiormente graduate (esempio PURAMENTE TEORICO: su OndaRock si danno i voti in scale 1/10: in questo caso sarebbe davvero difficile arrivare a 10) è giusto riconoscere che il massimo dei punti dovrebbe un pò di più essere un limite quasi ideale verso cui tendere; ma ripeto questo è difficile con i 5 punti., grazie H.B.


Pibroch
Pibroch
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Lo conosco da poco, invero, ma posso già dire che "L'anno, il posto, l'ora..." è strepitosa. Gran bell'album da un gruppo (com'era allora) sottovalutato (ora). Gran bella recensione, bravo.


Anonimo
Anonimo
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non capisco i cretini che mettono uno senza aver ascoltato il disco,quindi solo perche' hanno un pregiudizio verso un gruppo.gente che cerca ascolta solo e solamente musica alternativa per distinguirsi necessariamente dalla massa.forse si credono superiori :P


Anonimo
Anonimo
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ehm ..... "cerca" non ci azzecca assolutamente nulla.sorry


MIDISUN
MIDISUN
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Tutte le disamine sul prog ecc. le avete gia' fatte voi.Per me:Punto uno: è un bel disco .niente da dire Punto due: Dopo le prime 4 canzoni che "scorrono" meravigliosamente bene comincio ad annoiarmi e non vedo l'ora che arrivi Parsifal il cui ascolto per fortuna ti fa tornare la voglia di riascoltare tutto da capo..e si riparte..Punto 3: in definitiva mi resta l'impressione che se fosse stato un po' meno "pulitino" (e senza tutti quei delay...!!!) e con un po' piu' di mordente sarebbe stato un vero capolavoro.Ma forse per molti lo è proprio perchè così non è! :))


robbieisback
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album splendido, il mio album italiano preferito dopo anime salve di de andrè....un must


Bromike
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Comunque adesso i Pooh rimangono un gruppo pop di medio livello e da un po' fastidio a chi li odia che con un disco prog abbiano voluto lanciare una sfida alle Orme, al Banco e alla PFM. I primi quell'anno scrivevano Gioco di Bimba (per carità di Gesù) e il Banco del Mutuo Soccorso e la PFM sono sicuramente di altissimo livello come produzione, ma le cazzate non le hanno tralasciate. Come tanti altri gruppi, compresi i Pooh. Piccola Katy è una canzone orripilante, ma non lo è più di Paolo Pa, poi magari sono sbagliato io.


alezanin88
alezanin88
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Bell'album, ma continuo a preferire Un po del nostro tempo migliore o addirittura Forse ancora poesia. Secondo me nettamente superiori musicalmente .


pacificamente
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I Pooh, come Adriano Pappalardo (Oh era ora, Immersione) e in parte anche Cocciante (Mu), hanno fatto degli autentici capolavori, poi messi in cantina forse per delle carriere più comode e remunerative... Un ottimo disco! I Pooh non li sopporto, ma nel merito dell'opera questo è un gran bel disco!


Stefano2010
Stefano2010
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Bella recensione e disco fra i migliori dell' epoca


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