Copertina di Porcupine Tree In Absentia
jeff3buckley

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Per appassionati di progressive rock, metal psichedelico, fan di steven wilson e dei porcupine tree, ascoltatori di musica introspettiva e tecnica
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LA RECENSIONE

Una stazione ferroviaria vuota, il fischio del treno, una partenza, ricordi di lei che già sembrano lontani, un paesaggio che da periferia metallica si trasforma in campagna silente.

È l'ennesimo viaggio fisico-mentale, uno dei tanti che tutti siamo costretti a fare prima o poi, dove la malinconia fa da padrona e dove nonostante tutto ci piace lasciarci abbandonare.

Steven Wilson ormai è una sicurezza in quanto a malinconia fatta musica e parole e lo dimostra anche in questo lavoro di metà carriera, dove ogni singola traccia risulta essere un piccolo percorso dentro le sinapsi del proprio cervello, senza cercare risposte ai propri dubbi, malesseri o eccitazioni, riuscendo a far compiere anche al fortunato ascoltatore lo stesso cammino interiore, come un novello Virgilio col proprio Dante di turno..

In "In Absentia" quasi non ha più senso parlare di prog o di metal o di psichedelia o di elettronica, tanti sono ormai gli strati sonori che compongono ogni brano, che Wilson padroneggia ormai a proprio piacimento, creando una sorta di attesa dietro gli angoli di ogni singola canzone.

Esempio perfetto è "Trains", pezzo di una bellezza infinita e capolavoro non di un album ma di un intera carriera, e risposta perfetta contro tutti i possibili detrattori dei Porcupine Tree, in passato spesso accusati di essere degli epigoni dei Pink Floyd, e di dovere molto, se non tutto, alla band di Gilmour e soci. Qui (come in altre perle tipo "Heartattack In A Lay By" o "Prodigal") è chiaro che ormai la componente psichedelica è stata assimilata, rivoltata e sputata fuori in una forma assolutamente personale, rendendo il gruppo capace, dopo i primi dischi d'esordio, di essere al tempo stesso profondo e orecchiabile, quasi "pop" in certi momenti.

Un piacere quindi per la mente, ma anche per la tecnica e per la melodia: il raggiungimento di una tale complessità di intenti per una band ormai libera di volare...

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Riassunto del Bot

La recensione esalta In Absentia dei Porcupine Tree come un album di metà carriera che unisce malinconia, tecnica e melodie complesse. Steven Wilson guida un viaggio musicale interiore, superando le influenze per creare uno stile personale, con tracce come 'Trains' considerate capolavori. Il disco è apprezzato per la profondità emotiva e la capacità di fondere prog, metal e psichedelia in modo unico e coinvolgente.

Tracce testi

02   Heartattack In A Layby (04:15)

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03   Strip The Soul (07:21)

04   Collapse The Light Into Earth (05:52)

06   Lips Of Ashes (04:39)

07   The Sound Of Muzak (04:59)

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12   The Creator Has A Mastertape (05:21)

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13   Strip The Soul (04:08)

Porcupine Tree

Porcupine Tree è un gruppo rock britannico fondato da Steven Wilson nel 1987. Coniuga elementi di progressive, psichedelia e metal e ha ottenuto riconoscimenti per album come In Absentia e Fear of a Blank Planet.
44 Recensioni