Copertina di Pride & Glory Pride & Glory
Alexander77

• Voto:

Per appassionati di southern rock, fan di zakk wylde, amanti del rock blues e chitarristi
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LA RECENSIONE

Zakk ha i capelli lunghi e biondi, un fisico imponente e un fegato che chiede pietà!
Zakk ha due grandi passioni: la chitarra (possibilmente una Gibson Les Paul) e la birra.
Zakk avrebbe potuto essere uno dei tanti nord-americani che passano le loro giornate in squallidi buchi dove giocare a stecca, bere birra e fare a pugni con l’idiota di turno (ma non è detto che non sia così), se non fosse che Zakk ha un dono: Zakk è un grande chitarrista, o meglio, Zakk è un grande musicista.

Zakk ha anche un’altra grande passione, il southern rock (è infatti un grande fan degli Allman Brothers e Lynyrd Skynyrd). Così un bel giorno si alza, beve la sua birra e decide di dar sfogo a questo suo vecchio amore. Nessuno pensi si tratti di uno scherzo, perché se c’è un dono che Zakk non ha, quello è il senso dell’umorismo! Zakk difficilmente scherza, anzi, prende terribilmente sul serio tutto ciò che fa. Non gli interessa essere simpatico o conciliante… Zakk non è nemmeno tanto loquace (meglio così, dico io, così evita di dire fesserie ascetiche o proclami sensazionalistici come un certo Steve Vai, tanto per intenderci). L’unica cosa che interessa a Zakk è attaccare il jack al Marshall e suonare. Duro e puro. Ma soprattutto vero. Prendere o lasciare.

Cosa fa allora Zakk? Niente di particolare, si ritrova con un paio di ottimi musicisti suoi amici, James LoMenzo e Brian Tichy, imbraccia la sua Gibson e tutti insieme danno vita ai Pride & Glory che, nel 1994, incidono il loro primo ed ultimo disco. Titolo: Pride & Glory. Già. Zakk non ha molta fantasia (tranne quando suona), a Zakk non frega niente del titolo così come della copertina, sulla quale piazza la foto distorta di una cascina diroccata e qualche simpatica mucca a brucare l’erba, salvo una che sembra guardarti minacciosamente. Esattamente come farebbe Zakk a cui non interessa la forma, ma la sostanza.

Cosa ci trovate nel cd? Ci trovate Zakk, e farcelo stare tutto deve essere stato un bel problema. No, non si sta parlando di stazza, ma di inventiva, musicalità, originalità, capacità. Ci trovate Zakk che rivisita a suo modo il southern rock, con grooves vorticosi e assolo personalissimi, in cui emerge tutto il vocabolario armonico del biondo, le sue origini blues e country, la sua fissa per le chitarre pesanti, la sua morbosa venerazione per Hendrix. E poi ci trovate l’altra faccia di Zakk e del southern rock, quella fatta di momenti più intimistici, di ballads a volte tristi e malinconiche, a volte spensierate e dal sapore country.
Ci trovate uno, cento, mille Zakk, quello che suona il banjo, quell’altro che si diverte con mandolino e armonica, quello che utilizza il pianoforte come poggia lattine ma che quando decide di suonarlo lo fa con passione, talento e creatività. E ci trovate Zakk che canta, con quel suo vocione arso dall’alcool, sporco, profondo, sofferto, in una parola blues. E ancora ci trovate Zakk che scrive testi personalissimi, a volte ispirati, come quello di Fadin’ away, dedicato alla madre scomparsa o come nell’invettiva Horse called war.
Che altro ci trovate?
Ci trovate anche qualche rutto, il perché non lo so….chiedetelo a Zakk, probabilmente vi guarderà in modo minaccioso come la mucca di cui sopra e la sua bocca emetterà un suono gutturale proveniente dallo stomaco e forse le vostre domande rimarranno senza una risposta.

Come si presenta il disco? Omogeneo (qualitativamente e nell’ascolto), privo di cadute di tono, con momenti decisamente ispirati come la cavalcata heavy blues Horse called war, le “sudiste” Toe’n the line e Losin’ your mind e le introspettive Sweet Jesus e Fadin’ away…ma la scelta in realtà è molto personale, data la compattezza dell’album.

Che altro aggiungere? Che a Zakk non frega niente delle mode e dei dati di vendita. Già, Zakk è uno tosto e allora se ne sbatte di tutto e di tutti. Anche quelli della Geffen sono tosti e di provenienza paterna incerta e se ne sbattono di tutti (ma proprio di tutti!) e di tutto, eccezion fatta per i dati di vendita. E visto che questo bel dischetto non se l’è filato nessuno, allora quelli della Geffen hanno pensato bene di chiudere il discorso Pride & Glory.

L’epilogo di tutto ciò è che Zakk continua a fare quello che gli pare, ossia suonare e bere birra, mentre quelli della Geffen continuano a fare un pacco di soldi con qualche bel biondino sculettante o qualche rapper che dice le sue fesserie a volte in rima a volte no. Per quanto mi riguarda, io bevo e sono felice… almeno credo…

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il talento di Zakk Wylde e il suo album Pride & Glory, un mix potente e autentico di southern rock con atmosfere blues e country. L'opera mostra la passione e la sincerità di Zakk, lontano da mode e compromessi. La compattezza e la qualità dell'album emergono chiaramente, così come la vena personale e intima dei testi e delle esecuzioni. Nonostante il mancato successo commerciale, il disco resta un gioiello per gli amanti del genere e della musica vera.

Tracce testi video

Pride & Glory

Band americana guidata da Zakk Wylde, autori dell'album omonimo del 1994 che mescola southern rock, blues e hard rock.
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