Siamo nel 2001 e i Pulp vogliono avvertirci che amano la vita pubblicando l'ultimo album studio: We Love Life. Undici ottimi brani che viaggiano tra molti generi. Strumentati molto bene, tra tutto spicca la voce di Cocker: unica in se stessa e in quest'album forte come non mai.
Si parte con le due Weeds: la prima è un rock ben definito ed epico. Nel secondo episodio ("Weeds II : origin of the species") i nostri si lanciano in un episodio sull'ambient\trip-hop. Un'ottima sperimentazione, una reprise riuscita bene. "Trees" è un pop-rock leggero infarcito d'archi. Molto dolce, scorre veloce. Colpisce molto sia il ritornello, per la verità molto stupido ("Yeah, the trees, those useless trees produce the air that I am breathing Breathe in. Breathe out. Breathe out."
Ma dopo canzoni rockeggianti, epiche, poppettare e sperimentazioni varie ci sta spazio anche per l'acustica, e sto parlando del duo "Birds In Your Garden" e della straordinaria "Roadkill". Straordinaria sì. Quell'aria molto Morriconiana. Piatti vibrano nel vento e la chitarra piange ma la voce di Cocker qui è impostata, ferma e ci regala emozioni come non ha mai fatto in vita sua. Una canzone triste e malinconica imperdibile. Degne di nota sono anche "Bad Cover Version" e "Sunrise". Termino con una frase di "Roadkill": "but I believe these things I can't forget, no I don't see you anymore." E qui ho detto tutto.