Copertina di Queensrÿche Queensrÿche
sfascia carrozze

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Per fan del metal progressivo, appassionati di hard rock anni '80/'90, seguaci di queensrÿche e nuovi ascoltatori interessati a band storiche con nuove line-up.
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LA RECENSIONE

A voler essere prudenti si potrebbe affermare che il filodrammatico crescendo della epica-cavalleresca "Where Dreams Go To Die" posta in apertura all'omonimo nuovo disco dei Queensrÿche Vers. 2.0 con Tod La Torre - già Crimson Glory - al posto dello storico vocalist Geoff tate, spazza agevolmente via gli ultimi venti e passa anni del quintetto di Bellevue: quanto è stato pubblicato dal 1990 in avanti, "Empire" compreso, potete allegramente prenderlo e gettarlo alle ortiche, sempreché non l'abbiate già fatto in precedenza per motivi squisitamente religiosi.

La infinita telenovela degna di uno dei tanto raggelanti pomeriggi di Canale5, un soporifero mix tra "Beautiful", "Sentieri" e "Anche i Ricchi Piangono", che ha visto la feroce contrapposizione tra ex frontman e residui quattro per l'utilizzo del monicker originario alla luce dei fatti ha logorato quasi esclusivamente il precedente cantante uscito dalla diaspora con le ossa rotte grazie a un disco registrato in fretta & furia con all'ausilio di una raffazzonata accozzaglia di dissepolte "vecchie glorie" d'ambito hard'n'heavy, talmente abulico che definirlo imbarazzante è volergli bene.

I "nuovi" Queensryche cercano di riportare in superficie le radici profonde del proprio suono: atmosfere che richiamano strutturalmente il ricercato metallo pesante dei primordi sul quale viene assestato una lieve colata d'acciaio annata 2013: a dirla tutta gli efficaci arabeschi chitarristici che connotano parecchi brani fanno pensare a vere e proprie outtakes inedite del monumentale trittico "The Warning" ("Vindication", "Don't Look Back"), "Rage For Order" ("A World Without"), "Operation: Mindcrime" ("Spore").
Anche in questa sede si avverte una leggera sensazione di "urgenza realizzativa", seppure con risultati neanche lontanamente paragonabili a quelli dell'insulso "disco-rivale": i nuovi parti delle opposte fazioni sono stati pubblicati, in una sorta di improbabile gara a chi "arriva prima", a poco più di un mese l'uno dall'altro, fretta riscontrabile in una certa disomogeneità qualitativa lungo l'arco delle 10 tracce in programma.

Se lo scopo di questa uscita era quello di obnubilare le ultime insignificanti prove su disco cercando di scrollarsi atleticamente di dosso un po' di tossine e iniziare a flettere/estendere la inflaccidita muscolatura per lungo tempo lasciata a riposo si puo' dire che sia stato positivamente raggiunto: i brani generalmente convincono e, alla peggio, appaiono sempre almeno decenti; il chiacchieratissimo cambio dietro al microfono, elemento che poteva effettivamente rappresentare il più infido scoglio da oltrepassare, non fa davvero minimamente rimpiangere (anzi..) il vuoto lasciato dal dispotico Tate.

In definitiva si tratta di un consistente e sostanzialmente riuscito back to basics che certamente soddisferà i fans di vecchia data ergo di strettissima osservanza progressive-metallica; al contempo, obiettivamente e con tutte le attenuanti del caso, per la stessa materia prima di cui è composto, non aggiunge molto a quanto già sentito e apprezzato in (arcaica) precedenza: per un gruppo sul quale, eoni e eoni fa, ci si è sperticati in lodi per la ammirevole volontà nel cercare nuovi percorsi oltrepassando schemi fin troppo rigidi, ammettiamolo, non è esattamente il massimo della vita.

Sarà per la prossima volta. Forse.

 

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Riassunto del Bot

Il nuovo album omonimo di Queensrÿche, con Tod La Torre alla voce, segna un positivo ritorno alle radici progressive-metal della band, superando le recenti turbolenze interne e i progetti fallimentari degli ultimi 20 anni. Pur con qualche sbavatura nella qualità, l'album convince e non fa rimpiangere l'uscita di scena di Geoff Tate. È un back to basics che soddisferà i fan storici, anche se non introduce elementi innovativi rilevanti.

Tracce testi video

Queensrÿche

Gruppo heavy metal statunitense originario dell’area di Seattle, spesso associato al progressive metal. Nelle recensioni è centrale il ruolo del cantante Geoff Tate e, in epoca recente, l’arrivo di Todd La Torre.
25 Recensioni

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