Copertina di Radiohead In Rainbows (CD2)
ColinGreenwood

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Per appassionati di musica alternativa, fan di radiohead, amanti delle analisi musicali dettagliate e chi cerca album ricchi di atmosfere emotive.
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LA RECENSIONE

Alzi la mano chi ha ascoltato questo CD. Ehi vedo poche manine alzate. Ah, siete tra quelli sfortunati che non hanno avuto l'occasione di avere questo album (Torrents e Downloads a parte)? Eh già. Infondo sono pochi i ''prescelti'' che si sono comprati, insieme all'album principale anche: il vinile, gi accessori, e questo CD. Beh io però non vedo l'ora di recensirlo.

Mi pare di non aver visto nessuna recensione su questo CD, quindi mi sono permesso il lusso di recensirlo io.

Il disco è composto da 8 brani, tra questi vi sono gli ''MK'' (per la precisione due) che fanno da ponte da una canzone all'altra. E' proprio la prima delle due ''MK'' ad aprire la lista. Questo è una sorta di collegamento tra l'ultimo brano del primo CD (Videotape) e il secondo brano di questo: ''Down is The New Up''. Il pianoforte, la struttura ''bizzarra'' e la voce in falsetto di Thom Yorke sono le caratteristiche principali di questa canzone, e non sarebbe sfigurato in ''Hail To The Thief''. ''Go Slowly'' è una vera e propria ninna nanna piena di malinconia e tristezza, la chitarra classica ci riporta ai tempi di ''The Bends'' (bei tempi quelli).

La seconda ''MK'' ci conduce all'apice dell'opera: unite la ''Moonlight Sonata'' di Beethoven, la linea di pianoforte di ''My Immortal'' degli Evanescence e ''Morning Bell'' dei Testa-Radio (per essere alternativi) e otterrete ''Last Flowers to the Hospital''. Un paio di secondi ed ecco irrompere la chitarra di Jonny Greenwood in ''Up on The Ladder'' che ci fà viaggiare nel tempo grazie alla sua Fender e ci riporta ai tempi di ''Amnesiac'' (la chitarra ricorda molto ''Hunting Bears'' il nono brano dell'album).

Ed ecco il colpo di genio: mettete Thom Yorke alla batteria ed otterrete ''Bangers and Mash'' ottimo brano Rock 'n Roll che dal vivo, è ancora più soddisfacente, osservando un grintoso Yorke alle percussioni. L'ultimo pezzo è ''4 minute Warning'' che, a giudicare dal nome, viene in mente qualcosa di veramente ''duro'' invece no, ''4 Minute Warning'' ha delle influenze Country con delle venature pop.

Alcune canzoni sarebbero andati bene anche nel CD1 come: ''Last Flowers to the Hospital'' e ''Bangers and Mash'' ma riascoltandolo mi sono ricreduto e questo secondo CD è un vero e proprio album, e non una raccolta di brani messi a parte come riserva. Sarebbe andato bene se avessero pubblicato questo gemello di ''In Rainbows'' a distanza di mesi e pubblicarlo sotto un altro nome, magari avrebbe riscosso più successo.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Radiohead - In Rainbows CD2 come un vero e proprio album e non solo un disco di riserva, evidenziandone l'intensità emotiva e la coesione musicale. Si sottolineano i legami tra le tracce, le atmosfere malinconiche e le performance di Thom Yorke e Jonny Greenwood. L'autore suggerisce che questo CD avrebbe meritato una pubblicazione più indipendente e riconosciuta.

Radiohead

I Radiohead sono una band inglese nata a Oxford nei primi anni '90. Noti per la costante sperimentazione fra rock, elettronica ed enigmi esistenziali, hanno disseminato una discografia venerata, discussa e ampiamente decomposta in ogni recensione su questo pianeta. Thom Yorke (voce e nervi), insieme a Jonny Greenwood, Ed O'Brien, Colin Greenwood e Phil Selway, ha guidato la mutazione continua del gruppo da 'Creep' a 'Kid A' con scatti e cambi di rotta che hanno messo in crisi più di un fan (e più di un recensore).
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