Copertina di Savage Republic SIAM
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Per appassionati di musica sperimentale, post-rock e krautrock, cultori di sonorità alternative e storiche, nostalgici anni '80
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LA RECENSIONE

Ed ecco: l'idea che prende forma.

Dedicato a te, refioso snob razionalista delle mie pantofole. I Savage Republic hanno iniziato il viaggio da tanto, tanto tempo. Esercitandosi e sperimentando nel sottoscala dell'università, poi suonando bidoni e strumenti bislacchi nel sottoscala del bar accanto.

Hanno anticipato il post-rock, sono stati i diretti discendenti dei Faust, hanno attraversato una decade in parallelo. Non coraggiosamente, semplicemente al di fuori. Il nome "Savage Republic" è salpato tempo fa ed è sparito da 18 anni.

Ed ecco SIAM, EP che preannuncia l'arrivo di un nuovo album: i precursori, sperimentatori, studiosi ragazzi snob ritornano. E cosa suonano? Bidoni. E cosa suonano? Tribale/marziale industrial-post-kraut psichedelico orientaleggiante. Esattamente come allora: li abbiamo lasciati lì nell'89. Pausa, Play: rieccoteli nel 2007. E con la stessa classe.

E allora, qual è la novità? Che motivo c'è di ascoltare? Dov'è finita l'innovazione?
Lascia stare: talvolta l'arte è un'idea che prende forma, è la forma di un'idea. A questo mi fa pensare il ritorno alla vita dal congelamento dei Savage Republic. Ma non c'è bisogno di pensare.

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Riassunto del Bot

I Savage Republic, pionieri del post-rock e della musica sperimentale, ritornano con l'EP SIAM dopo 18 anni di assenza. Pur mantenendo il loro stile tribale e industrial-post-kraut psichedelico, confermano la loro classe e identità unica. Il ritorno è un'idea che prende forma, senza necessariamente portare novità radicali, ma riporta in vita un marchio storico.

Tracce

01   1938 (05:51)

02   Marshall Tito (03:17)

03   Heads Will Roll (03:12)

04   Monsoon (02:10)

05   Siam (05:57)

Savage Republic

Savage Republic è un collettivo post‑punk di Los Angeles guidato da Bruce Licher, nato nei primi anni ’80 dalle ceneri degli Africa Corps. Debutta nel 1982 con Tragic Figures su Independent Project Records, sviluppando un suono di percussioni tribali, chitarre desertiche e slanci kraut/mediterranei. Dopo vari album negli anni ’80 e lo scioglimento nel 1989, una reunion nel 2002 precede il ritorno discografico con 1938.
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