Copertina di Hüsker Dü Metal Circus
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Per appassionati di punk e hardcore, fan della scena underground anni 80, giovani musicisti e cultori della musica alternativa
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LA RECENSIONE

Girando per il sito mi sono accorto che la recensione di questo disco mancava e ho deciso (nonostante la mia scarsa esperienza) di sopperire al problema... sono gradite le critiche visto che è la mia prima de-recensione.

Allora, Metal Circus, datato 1983, è il miniLP che inaugura l'entrata degli Hüsker Dü nella scuderia della SST di Greg Ginn, e con i suoi sette pezzi delinea la prima svolta del sound del gruppo, che allarga i propri orizzonti stilistici oltre l'"hardcore al 100%" dei precedenti dischi, e prepara di fatto il campo al capolavoro "Zen Arcade".

Il disco si apre con "Real World", deflagrante brano hardcore che ricorda vagamente gli Stiff Little Fingers, dotato del wall of sound compatto e ronzante che diverrà il marchio di fabbrica degli Huskers. Il riff in glissando e i tempi veloci ma tenuti con precisione da Hart e Norton dimostrano che il gruppo ha affinato la propria abilità, andando oltre i powerchord sparati a mille all'ora dei lavori precedenti. "Deadly Skies" conferma queste impressioni, con Mould che riesce a far letteralmente urlare la sua flying v mentre mette a dura prova le proprie corde vocali.

"It's Not Funny Anymore" è una tipica canzone di Hart, un rock'n'roll vivace e malinconico allo stesso tempo, con un ritornello molto anni '60 nonostante le chitarre stridenti. A questo punto Mould riprende il discorso interrotto prima con "First Of The Last Calls", altro pezzo punk'n'roll dannatamente trascinante, che fa il paio con la seguente "Lifeline", brano convenzionale ma dal tiro a dir poco micidiale. 

Si arriva quindi alla canzone più famosa dell'album: "Diane". Qui gli Husker Du raggiungono uno dei loro vertici assoluti: il basso di Norton segue con calma un lento riff distorto dai toni funerei, al quale si sovrappongono prima i lamenti della chitarra di Mould e poi il parlato di Hart, che da pacato diventa progressivamente sempre più disperato, arrivando quasi a sgolarsi nel refrain per poi riprendere come se nulla fosse successo nella strofa seguente. La canzone è ispirata alla vicenda di Diane Edwards, una ragazza violentata e uccisa in quel di Minneapolis da un certo Joseph Ture che le aveva dato un passaggio sul suo furgone.

L'album, si chiude con "Out On A Limb", canzone stridente e dissonante quasi priva di melodia, con la voce di Mould soffocata da una marea di distorsione.

Insomma, "Metal Circus" è un lavoro che afferma lo stile già molto particolare delgli Husker Du, una "prova generale" dei concetti che renderanno la band una delle più influenti di sempre nel mondo dell'underground e del rock in generale.

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Riassunto del Bot

Metal Circus, miniLP del 1983 degli Hüsker Dü, segna un'importante svolta nel loro sound, ampliando l'hardcore punk con influenze più varie. Brani come "Real World" e "Diane" mostrano una maturità strumentale e tematica che anticipa il capolavoro Zen Arcade. Il disco è una prova fondamentale che evidenzia l'influenza duratura del gruppo sull'underground e sul rock.

Tracce testi video

01   Real World (02:26)

03   It's Not Funny Anymore (02:10)

04   First of the Last Calls (02:50)

05   Lifeline (02:17)

07   Out on a Limb (02:38)

Hüsker Dü

Hüsker Dü è stato un trio rock statunitense di Minneapolis formato da Bob Mould, Grant Hart e Greg Norton. Nelle recensioni vengono descritti come una band fondamentale dell’underground americano degli anni ’80, capace di traghettare l’hardcore punk verso forme più melodiche e influenti per l’indie rock.
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