Copertina di Firebird Hot Wings
JURIX

• Voto:

Per appassionati di rock classico, fan di bill steer e carcass, amanti del blues rock e delle sonorità vintage
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LA RECENSIONE

Io sono una di quelle (poche?) persone che hanno apprezzato la svolta rock dei Carcass. Beninteso: il loro album migliore rimane "Necroticism" ma dopo il bellissimo "Heartwork" che proponeva (in maniera intelligente ed originale) un genere simile, nel 1994 arriva "Swansong" e molti rimangono spiazzati. Cambiano i tempi, cambia la struttura delle canzoni, è un hard-rock malsano, cupo, ma lontano anni luce dagli album precedenti del quartetto. E cambia in maniera lampante il suono delle chitarre;

Uno dei due chitarristi dei Carcass è Bill Steer (tra l'altro ex-Napalm Death), che nel 1999 fonda i Firebird; "Hot Wings" è il loro terzo album ed esce nel 2006, nella line-up ci sono Al Steer (basso) e Ludwig Witt (batteria).

Ed è impressionante sentire Bill cantare in maniera pulita (la stessa persona dei growl in "Reek Of Putrefaction") e suonare un rock anni '70 che sicuramente si avvicina più al blues che non allo stoner proposto dall'ex compagno Amott con i Spiritual Beggars.

Il suono è sporco ma non ruvido o graffiante, è una miscela polverosa di sudore e pochi accordi impreziositi qua e là da riff che ricordano i primi Cream, il drumming è vario senza strafare mentre il basso è quello che salta meno all'orecchio ma si adagia bene sulle note proposte dal terzetto britannico.

Le 11 tracce che compongono "Hot Wings" le metterei quasi tutte sullo stesso piano, eccezion fatta forse per la prima "Carousel", una delle più veloci, la bella "Misty Morning" dove il nostro Bill incastona anche dei bei pezzi con l'armonica, strumenti che compare comunque in più di una canzone e che esalta ancora di più il suono "blueseggiante" del trio. Si fa notare pure la struggente "Bow Bells", quasi una ballata classic-rock.

Non c'è spazio per le atmosfere rarefatte e claustrofobiche di "Swansong", forse i Firebird sono fatti per intendere il rock in tutt'altra maniera e per sfornarci un album che nel 2006 suona talmente anacronistico da essere quasi alternativo; un disco genuino, a tratti forse scarno, dove non c'è l'ombra dei tecnicismi chitarristici di "Necroticism", dove non c'è una "hit" che spicca sulle altre e dove non c'è nulla di innovativo ma la voglia di suonare nel presente con il cuore al passato... che dire... E' SOLO ROCK' N' ROLL... MA MI PIACE.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Hot Wings' dei Firebird, progetto di Bill Steer ex Carcass, come un autentico omaggio al rock/blues anni '70. L'album si distingue per l'approccio genuino e pulito del chitarrista, capace di abbandonare growl e tecnicismi per un sound più diretto e tradizionale. Le tracce mostrano varietà e passione, con strumenti come l'armonica che arricchiscono il mood blues. Un disco anacronistico ma sincero, senza pretese di innovazione, ma con cuore e autenticità.

Tracce

01   Carousel (03:50)

02   Good Times (02:57)

03   Misty Morning (02:49)

04   Play the Fool (03:12)

05   Horse Drawn Man (04:38)

06   Overnight (02:59)

07   Bow Bells (03:56)

08   Flying Blind (04:42)

09   I Wish You Well (04:29)

10   Needle in the Groove (05:01)

Firebird

Firebird è il power trio blues/hard rock britannico fondato da Bill Steer (ex Napalm Death, Carcass). Prima formazione con Leo Smee (Cathedral) e Ludwig Witt (Spiritual Beggars). Tra il 2000 e il 2010 pubblicano una serie di album di taglio classico 60/70s, con voce pulita, riff essenziali, armonica e organo.
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