Finalmente i Peppers si sono risvegliati!!!
Dopo il lungo letargo di "By The Way" ecco che i 4 tipi più fuori di tutta la California si riprendono sfornando l'ultimo doppio album: "Stadium Arcadium". I cd (Jupiter e Mars) comprendono ognuno 14 canzoni che sinceramente le ho trovate molto interessanti. Infatti il loro sound non è più quello di "Californication" o di "By The Way", ma è cambiato radicalmente (tranne in 2 sole canzoni, quali "If" e "Hey", classiche ballate).
Il nuovo sound si sente molto in canzoni come "Hard To Concentrate" (molto rilassante) e nell'esplosiva "Readymade", che segna una vera e propria resurrezione dei Red Hot. C'è poi "21st Century", che come dice il bassista Flea, riporta all'inizio della disco music (mica la robaccia che c'è adesso in giro; -)). Insomma, senza farla lunga, i Red Hot si sono risvegliati, con qualche lontana vibrazione di "By The Way", ma si sono ripresi molto bene.
Certo potevano fare mooooolto di più, ma riteniamoci fortunati a non avere un'altro cd pieno di ballate scialbe e consideriamo che ci sono canzoni in "Stadium Arcadium" in cui i Peppers ci danno veramente dentro !Lo consiglio a chiunque abbia abbandonato i Red Hot dopo "Californication" o "By The Way".
Non ringrazierò mai abbastanza la rete per questa possibilità: certo, ero in astinenza da Red Hot Chili Peppers ma il singolo in radio aveva edulcorato l'astinenza, non parliamo del video: in un sol termine, geniale!!
"Stadium Arcadium" rappresenta pienamente la genialità e la sregolatezza di un gruppo di quarantenni che non saranno più Hard come un tempo, ma la loro droga adesso è solo la musica.
Un album da evitare, da scongiurare (come direbbero i Flaminio Mapphia).
Non è un disco che fa ballare, ma una ripetizione che rischia di addormentare.
I Red Hot Chili Peppers non sono più una band di rock alternativo almeno da Californication.
Le canzoni più belle le troviamo quando i RHCP non ci pensano a ciò che stanno facendo e suonano per come sono ispirati.
Probabilmente proprio questo voler accontentare tutti ha portato alla realizzazione di un doppio cd da ben 28 canzoni.
Non si poteva pretendere 28 capolavori, ma sicuramente un po' di energia in più e un Anthony meno concentrato sul canto e più sull'esplosività non poteva che rendere l'album più interessante.
Il lavoro più ambizioso di una carriera ormai ventennale.
La qualità di scrittura è incredibilmente alta, pur rimanendo in un genere mainstream.