Copertina di R.E.M. Fables Of The Reconstruction
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Per appassionati di musica alternativa, fan di r.e.m., amanti del folk-rock e della scena musicale anni ’80, critici musicali e nuovi ascoltatori curiosi.
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LA RECENSIONE

Dopo il grande successo di critica di "Murmur" e "Reckoning", i REM cambiano produttore. Chiamano Joe Boyd che li porta a registrare a Londra.

Appena "Fables..." viene pubblicato, la critica lo distrugge: noioso, pretenzioso, auto-indulgente. Una stroncatura inspiegabile, perché qui dentro troviamo almeno 4 dei massimi risultati del loro repertorio: "Driver 8" (il capolavoro ritmico dei REM, con riff d'apertura memorabile, e stupendo cambio sorretto dall'armonica a bocca); "Maps and Legends" (il folk-elettrico dei REM in tutto il suo splendore, supportato dai perfetti controcanti di Mills,); "Green Grow the Rushes Grow" (con un ritornello da brividi); "Wendell Gee" (colpo di genio di Mills, che ci regala un'incantevole simil-filastrocca dolente, con uno Stipe che lascia incantati).

Un gradino più sotto altre tre eccellenti canzoni: "Feeling Gravity Pull" (folk-elettrico pieno di cupezza contrastata da un delicatissimo ritornello, e da un sapiente arrangiamento orchestrale); "Old Man Kensey" (un altro folk-rock cupo, con Mills in evidenza); "Life and How to Live It" (REM accelerati).

Anche in "Fables...", i REM dimostrano di essere una band da singoli e non da album - per la presenza di alcuni brani non perfettamente riusciti. Detto ciò, questi pezzi minori non scadono mai nel riempitivo e nella fanfaronata a cui la band ci abituerà dal disco successivo. Bisognerà attendere "Automatic for the People" per trovare un album così serio.  

Una lode la meritano anche i testi, che qui cominciano ad essere impegnati, dopo le sciocchezze dei due dischi precedenti. Nelle parole di Stipe: "Le liriche di "Murmur" e "Reckoning" sono nonsense improvvisati al microfono. In "Fables..."  ho cominciato a raccontare storie".

Meno omogeneo di "Reckoning", ma con dei picchi superiori.

Un gran disco con diverse belle canzoni da (ri)scoprire.

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Riassunto del Bot

Dopo due album acclamati, R.E.M. sperimenta un cambio di produzione con Joe Boyd e Londra come location. Nonostante una critica inizialmente negativa, 'Fables of the Reconstruction' offre diversi brani memorabili come 'Driver 8' e 'Wendell Gee'. Il disco mostra un'evoluzione nelle liriche di Stipe e mantiene alto il livello con brani folk-rock di qualità. Nonostante l'album presenti pezzi meno riusciti, si conferma un’opera da riscoprire per gli amanti della band e del genere.

Tracce video

01   Feeling Gravity's Pull (04:51)

02   Maps and Legends (03:10)

03   Driver 8 (03:24)

04   Life and How to Live It (04:08)

05   Old Man Kensey (04:10)

06   Can't Get There From Here (03:40)

07   Green Grow the Rushes (03:45)

08   Kohoutek (03:16)

09   Auctioneer (Another Engine) (02:44)

10   Good Advices (03:30)

11   Wendell Gee (03:00)

R.E.M.

I R.E.M. sono stati una delle band più influenti del rock alternativo americano: attivi dal 1980 al 2011, tra Athens e il resto del pianeta, hanno sfornato capolavori, riempito stadi e ridefinito il college rock con la voce inconfondibile di Michael Stipe e la penna tagliente.
98 Recensioni

Altre recensioni

Di  murmur

 "Wendell Gee lascia nel cuore un segno profondo, quello che di solito lasciano i REM in qualsiasi altro album."

 "Michael Stipe depresso ed alcolizzato ha realizzato la sua peggiore prova di cantante della sua intera carriera."


Di  ste84

 L'esaurimento nervoso che aleggia intorno ai quattro fa sì che questo sia il lavoro più complesso dei georgiani.

 Questo è un album difficile da apprezzare al primo ascolto ma nel suo genere è un piccolo capolavoro.