Copertina di Rex Inferi The Damage Has Been Done
Battlegods

• Versione 2 Voto:

Per appassionati di metal anni '80, fan del metal italiano, musicisti rock, amanti dei chitarristi tecnici, collezionisti di musica metal vintage
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LA RECENSIONE

Continuando imperterrito alla ricerca di metal band italiane, ultimamente mi sono chiesto: "Questa volta recensisco i Dark Quarterer, i Bloody Skizz o i Rex Inferi ??". Ascoltando attentamente i loro dischi e valutando il valore dei gruppi alla fine ho scelto quest'ultimi. Una persona che non ha mai sentito nominare i Rex Inferi di primo impatto dirà: "Sarà sicuramente una band black metal scandinava tipo Darkthrone, MayheM e Marduk". Invece no! Loro sono uno dei primi gruppi metal italiani che contribuì in modo impressionante all'evoluzione del genere!!

L' EP è introdotto da un breve pezzo strumentale tastieristico di Portolano, ovvero "Lost In Oblivion". Un'apertura d'album tipo i Rollerball di "Outlast The Game". Questo pezzo ha delle sonorità molto dark, minacciose e tenebrose. Dopo questo minuto e mezzo di suspence parte il corposo drumming di Bonassi che introduce la scoppiettante e veloce "Destroyer". Il riff metallico e selvaggio è affilato come un rasoio, mentre la voce dello stesso Sarmori è squillante e tipicamente N.W.O.B.H.M. Incredibile è il lavoro del basso, come anche quella del batterista, che rendono il brano ancora più speed metal. Veramente grande potenza e bravura!

"Warriors Of The Sea" inizia con un grandioso assolo mentre successivamente parte il riff di vera scuola hard rock. Il lavoro chitarristico è potente e duro, mentre la voce è piena di energia e grinta di Maurizio. La track ha un ritmo meno veloce di "Destroyer" ma si appresta ugualmente sui canoni metallari grazie al suo impatto. Nel sesto minuto si accelerano i tempi con un lungo virtuosismo di Sermoni che ricorda i Maiden di "Killers, mentre nel finale c'è un pauroso crescendo che termina in modo esemplare questa song. Anche in "Axeman In Black" il chitarrista da sfoggio alle sue doti, mentre la sezione ritmica della batteria è più veloce e martellante. La voce è puro "metallo impersonificato in parole" e il refrain è coinvolgente ed efficace.

"Metal Possession" si appresta sui canoni più hard rock oriented ed è l'ultimo pezzo dell'EP dei Rex Inferi. In questo brano si sentono varie influenze dei primi Black Sabbath e i Maiden di "The Prisoner". La voce di Sermoni è calda e possente, grazie alle sue orecchiabili linee vocali, favoloso come sempre gli innesti strumentali

Dopo questo impressionante lavoro della band, il terzetto si apprestò a registrare un nuovo lavoro, ovvero il full lenght "Like A Hurricane" del 1988, che si rivelò un'altro bel successo targato Rex Inferi.

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Riassunto del Bot

La recensione approfondisce l'EP 'The Damage Has Been Done' dei Rex Inferi, una band italiana di metal formata nel 1979. L'autore evidenzia la tecnica sopraffina del chitarrista Maurizio Sarmori e le influenze N.W.O.B.H.M., sottolineando la potenza e originalità del loro sound. L'EP è descritto come un lavoro fondamentale nell'evoluzione del metal italiano degli anni '80, con brani ricchi di energia e virtuosismi tecnici. Si menziona anche il successivo full length 'Like A Hurricane' come ulteriore conferma del valore della band.

Tracce

01   Lost In Oblivion (01:26)

02   Destroyer (05:10)

03   Warriors Of The Sea (08:20)

04   Axeman In Black (04:10)

05   Metal Possession (05:20)

Rex Inferi

Gruppo metal formato a Forlì nel 1979. La formazione citata nella recensione è un terzetto composto da Maurizio Sarmori (voce e chitarra), Flavio Portolano (basso e tastiere) e Franco Bonassi (batteria). Attivi negli anni '80 con demo (1984), l'EP del 1986 "The Damage Has Been Done" e il full lenght "Like A Hurricane" del 1988.
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