Copertina di Ride Carnival Of Light
definitelyalex

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Per appassionati di rock britannico anni '90, fan dello shoegaze e del britpop, amanti della musica psichedelica e storici della musica alternativa
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LA RECENSIONE

Siamo nel 1994. Appena ieri questi quattro ex studenti universitari di Oxford (i cantanti e chitarristi Mark Gardener e Andy Bell, il bassista Stephan Queralt ed il batterista Laurence Colbert) erano la più grande promessa del rock britannico, oggi rischiano di finire nel dimenticatoio. Non è più il tempo di "Nowhere" o di "Going Blank Again", non è più il tempo dello shoegaze. Una rivoluzione sta spazzando via il suo intimismo onirico e le sue atmosfere paradisiache per lasciare spazio a melodie sgargianti e suoni muscolari, è il brit pop.

I Ride capiscono che il vento sta cambiando ed è arrivato il momento di una svolta. Decidono così di mescolare il loro sound con nuove influenze e di conciliare i due generi tra di loro in un difficile equilibrio. Ma il compito riesce solo a metà. Se l'album, prodotto da John Leckie (The Stone Roses, The Verve, Radiohead, Muse ecc.), è davvero il più psichedelico e sixties della loro carriera, Gardener e Bell sono ormai ai ferri corti ed incapaci di cooperare tra di loro tanto che il disco è perfettamente diviso a metà con il lato A scritto da Gardener (folk, psichedelico e vicino al vecchio sound dei Ride) ed il lato B scritto da Bell (elettrico, sixties e vicino al nascente brit pop).

"Carnival Of Light", anche se frammentario, è comunque in grado di lasciare agli ascoltatori ottimi momenti musicali come l'opening track "Moonlight Medicine", le potenti ed elettriche "Birdman" e "How Does It Feel To Feel" e le ballate "Crown Of Creation" e "I Don't Know Where It Comes From", cantata insieme al Christchurch Cathedral School Choir. Ciò nonostante, complice il calo di popolarità, le vendite del disco furono piuttosto basse (la Creation si rifarà due mesi dopo con l'uscita di "Definitely Maybe" degli Oasis...).

In seguito il crescente delirio di onnipotenza di Bell (diverrà l'unico compositore) porterà nel 1996 allo scioglimento del gruppo due mesi prima della pubblicazione del loro ultimo album, il mediocre "Tarantula". Il destino dei due rivali sarà molto diverso. Mentre Andy Bell, dopo la sfortunata parentesi alla guida degli Hurricane #1, entrerà a far parte degli Oasis e poi dei Beady Eye, Mark Gardener, dopo una breve esperienza con gli Animalhouse, proseguirà una carriera solista di basso profilo. La luce ormai si era spenta.

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Riassunto del Bot

Carnival Of Light dei Ride rappresenta un album di transizione nel 1994, dove il gruppo cerca di conciliare lo shoegaze con il nascente britpop. Prodotto da John Leckie, l'album è diviso tra due anime musicali, frutto delle tensioni tra i membri Mark Gardener e Andy Bell. Pur offrendo momenti di grande qualità, il disco soffre di frammentarietà e scarsa coesione, condizionando negativamente le vendite e il futuro della band.

Tracce testi video

01   Moonlight Medicine (06:49)

03   From Time to Time (05:05)

04   Natural Grace (04:40)

05   Only Now (04:25)

07   Crown of Creation (04:41)

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08   How Does It Feel to Feel? (03:40)

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09   Endless Road (03:30)

11   Rolling Thunder (02:08)

12   I Don't Know Where It Comes From (05:32)

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Ride

Ride sono un gruppo shoegaze inglese formato a Oxford nel 1988 da Mark Gardener, Andy Bell, Steve Queralt e Loz Colbert. Debuttano con Nowhere (1990) su Creation Records, proseguono con Going Blank Again (1992) e, dopo lo scioglimento del 1996, si riuniscono nel 2014 pubblicando Weather Diaries (2017), This Is Not A Safe Place (2019) e Interplay (2024).
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