Copertina di Rival Sons Head Down
rocknrolldoctor

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Per appassionati di hard rock classico, blues rock e vintage rock anni '60/'70, fan di led zeppelin e black crowes, amanti di musica rock autentica e energica.
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LA RECENSIONE

A prima vista possono sembrare l'ennesimo gruppo "vintage fashion", quella tendenza lanciata a inizio millenio dai Jet, quattro sfigatelli acchittati vintage con stivaletti e ampli Orange, la cui "Are You Gonna Be My Girl?" in combo con "Lust For Life"(da cui è copiata) ti tocca sorbire ogni volta che hai la geniale idea di andare a ballare in qualche posto per "giovani", maledicendo MTV e Trainspotting per tutta la durata del mix.

I Rival Sons, nonostante il loro look vintage e il suono ancora più vintage (Gretsh + Orange), coi Jet non c'entrano niente. Coloro che cercano la novità a tutti i costi, il sound originale (che vuol dire poi originale?) potrebbero dire che suonano roba fritta e rifritta; coloro che osservano rigidamente i dettami dell'hard rock classico, aggrappandosi ad ogni nota, direbbero che sono troppo sporchi e approssimativi; altri che sono emuli di Led Zeppelin, Black Crows ecc. Io dico che la loro musica non è certamente avanguardistica, ma è suonata in maniera fresca e autentica, perchè loro il rock anni '60/'70 l'hanno masticato, ruminato e assimilato e non possono suonare altrimenti.

La loro terza uscita "Head Down" ne è la prova: rispetto ai lavori precedenti che potevano più facilmente essere assimilati ad un hard & blues di matrice zeppeliniana, quest' ultimo lavoro va oltre, fornendo suggestioni che spaziano dalla psichedelia di "Manifest Destiny pt.1" e "Until the Sun Comes" al folk di "Nava" e "True", dal R'n'B di "All the Way", all'hard & blues di tutto il resto naturalmente. Le prove dei quattro musicisti inoltre sono di alti livelli, dirette e senza fronzoli, quando serve a far muover il culo, ma anche in grado di toccare alti vertici di lirismo (basti ascoltare la sopraccitata "True", degna del più ispirato Jeff Buckley).

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Riassunto del Bot

Head Down, il terzo album dei Rival Sons, si distingue per un sound rock ispirato agli anni '60 e '70, ma suonato con freschezza e autenticità. L'opera supera il semplice hard & blues zeppeliniano includendo influenze psichedeliche, folk e R'n'B. Le performance dei musicisti sono di alto livello, capaci di passare da brani energici a momenti lirici. L'album dimostra che i Rival Sons non sono solo un'altra band vintage, ma un gruppo con una propria anima e vitalità.

Tracce

01   Keep On Swinging (00:00)

02   Wild Animal (00:00)

03   You Want To (00:00)

04   Until The Sun Comes (00:00)

05   Run From Revelation (00:00)

06   Jordan (00:00)

07   All The Way (00:00)

08   The Heist (00:00)

09   Three Fingers (00:00)

10   Nava (00:00)

11   Manifest Destiny Pt. 1 (00:00)

12   Manifest Destiny Pt. 2 (00:00)

13   True (00:00)

Rival Sons

Rival Sons sono una rock band statunitense nata a Long Beach (California) nel 2009. Line-up nota con Jay Buchanan (voce), Scott Holiday (chitarra), Mike Miley (batteria) e Dave Beste (basso). Propongono un hard/blues rock dal taglio classico.
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