Copertina di Robert Fripp Let the Power Fall
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Per appassionati di musica sperimentale, minimalista e ambient, musicisti interessati a tecniche di looping e sound design, cultori della storia della musica elettronica
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LA RECENSIONE

Nel tentativo meta-compositivo di trasformare un effetto secondario —il lag dovuto alla iterazione meccanica di un suono proveniente da uno strumento elettrico— in un elemento a sé stante della composizione, Terry Riley, assieme ad altri suoi innumerevoli divertissement analogici, ha reso alto servigio all’ambiente musicale della musica d’ambiente.

Difatti, i primi a fare della chamber-music per chitarra elettrica e registratori a bobina Revox in stile catatonico furono la rinomata coppia di ambientalisti Fripp-Eno, mossa, in “(No pussyfooting)” del 1973, dal medesimo ammaliamento per l’ipnoticità del super-strumento che aveva mosso il Riley dell’inarrivabile “A Rainbow in Curved Air”; adoperando poi, due anni dopo, il medesimo super-strumento come meta-strumento (in “Evening Star”).

Ma, purezza delle purezze, è Fripp-senza-Eno a portare a termine il processo di smarcamento dell’invenzione del magistro minimalistarum da ogni altro incastro compositivo, portando in giro, tra il 1978 e il 1981, il marchingegno time-laggatore— spacciandolo nientemenoché per una propria invenzione: il Frippertronics— per bar, sale da biliardo e circoli ricreativi per gente divertita dallo stordimento sonoro. Il risultato di questo isolamento monastico è un divino precipitato di sovraincisioni, il cui valore è del tutto indipendente dal musicista che le mette in opera, dato che, abbandonato alle proprie reiterazioni, il meta-strumento — chitarra elettrica + coppia di registratori a bobina— va avanti, per così dire, sulle proprie gambe.

Questo risultato della decantazione di un effetto secondario, esibito qui in diafana solitudine, si sfalderà tra le mani dello stesso Fripp, dando successivamente adito ad algidi soundscapes, i quali però non avranno più la limpidezza del time-lag accumulator originario.

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Riassunto del Bot

L'album 'Let the Power Fall' di Robert Fripp rappresenta l'apice dell'uso del Frippertronics, un processo di sovraincisione basato su registratori a bobina e chitarra elettrica. Il lavoro illumina la trasformazione di un semplice effetto di ritardo in una forma musicale autonoma e ipnotica. Fripp prosegue il filone della musica ambient e minimalista iniziato con Brian Eno e Terry Riley, isolando l'effetto in un circuito quasi vivo. Il risultato è una esperienza sonora ipnotica ma che perde poi progressivamente in limpidezza nei lavori successivi.

Tracce

Robert Fripp

Chitarrista inglese, fondatore e guida dei King Crimson, Robert Fripp ha ridefinito il ruolo della chitarra tra progressive, ambient ed elettronica. Pioniere dei Frippertronics e dei successivi Soundscapes, ha collaborato con artisti come Brian Eno, David Bowie e Peter Gabriel.
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