Copertina di Roy Montgomery And Now the Rain Sounds Like Life Is Falling Down Through It
Lallalero

• Voto:

Per appassionati di musica sperimentale, psichedelia, chitarra minimale, ascoltatori introspettivi e cultori della musica alternativa
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LA RECENSIONE

Roy Montgomery è un chitarrista neozelandese particolarmente attivo negli anni '90 e conosciuto per aver fatto parte di progetti musicali come i Dissolve, i Dadamah e gli Hash Jar Tempo (questi ultimi frutto della collaborazione con la band psichedelica californiana dei Bardo Pond).

Il suo riconoscibilissimo stile è caratterizzato dalla forte sperimentazione sonora e da armonie, testi e arrangiamenti che rasentano il minimalismo. Il risultato è un sound molto personale che ha contribuito a collocarlo tra i massimi geni musicali di un paio di decenni fa.

Il disco oggetto della recensione è frutto del suo progetto solista ed è forse il suo lavoro maggiormente riuscito, insieme a Well Oiled degli Hash Jar Tempo.       

And Now the Rain Sounds Like Life Is Falling Down Through It, questo è il titolo, azzeccatissimo.                                                                                                                  

The Rain, la pioggia. Elemento che la fa da padrona in questo lavoro. Le atmosfere create dal buon Roy ricordano perfettamente quelle delle giornate piovose. Atmosfere fredde, grigie, in un certo senso malinconiche.

Stare alla finestra a fissare la pioggia avendo come colonna sonora questo album: un simbiosi perfetta.                                                                    

Prendiamo ad esempio la title track, uno dei diversi pezzi corti presenti in questo lavoro. Gli effetti, i rumori sembrano simulare quelli di un forte acquazzone. 

Il disco è composto per lo più da pezzi strumentali dove la chitarra domina, a volte accompagnata da un pianoforte. Per il resto effetti e sovraincisioni. 

Inutile fare una descrizione per ogni pezzo presente nel lavoro. Ognuno infatti potrebbe avere una sensazione diversa dall'ascolto di un disco così complesso. Non resta che ascoltare, quindi. Vi porterà via al massimo 50 minuti, potrebbe aprirvi un mondo.

Capolavoro della psichedelia 

Il mio personalissimo voto: 9/10 

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album solista di Roy Montgomery come uno dei suoi lavori migliori, sottolineando uno stile personale basato sulla sperimentazione sonora e atmosfere malinconiche. Il disco, dominato da chitarra e pianoforte, evoca perfettamente sensazioni di pioggia e introspezione. Consigliato per chi cerca musica psichedelica e minimale, in grado di trasportare l'ascoltatore in un viaggio emotivo di circa 50 minuti.

Tracce video

01   No She Never Made It to Japan (01:01)

02   In Our Own Time (05:35)

03   The Opportunity Passed in Less Than a Minute (00:59)

04   Down From That Hill and Up to the Pond (06:31)

05   And Now the Rain Sounds Like Life Is Falling Down Through It (01:31)

06   Kafka Was Correct (05:22)

07   Catherine at Aldeburgh (03:24)

08   Entertaining Mr. Jones (04:57)

09   The Small Sleeper (For Jack) (02:58)

10   Algeria? (05:07)

11   A Little Soundtrack (For Epic) (02:46)

12   Ill at Home (11:15)

13   In Another Time (02:25)

Roy Montgomery

Chitarrista e compositore di Christchurch (Nuova Zelanda), attivo dagli anni ’80 tra post-punk e psichedelia. Ha fatto parte di The Pin Group, Dadamah e Dissolve, e ha collaborato con i Bardo Pond nel progetto Hash Jar Tempo. In solo è noto per suite strumentali ipnotiche e paesaggistiche.
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